Sabato 17 Agosto 2019
MacroambienteLego cerca alternative alla plastica per i suoi mattoncini, ma è una grande sfida

Lego cerca alternative alla plastica per i suoi mattoncini, ma è una grande sfida

Si cercano alternative alla plastica per i mattoncini Lego. Per mantenerli proprio come sono, però, serviranno ancora molto impegno e ricerca.


Raquel Baptista
A cura di: Raquel Baptista Autore
Lego cerca alternative alla plastica per i suoi mattoncini, ma è una grande sfida

«È un po’ come portare l’uomo sulla luna», ha affermato Tim Guy Brooks, head of environmental responsibility di Lego: «quando Kennedy ha affermato di voler portare l’uomo sulla luna, le tecnologie e le attrezzature necessarie non esistevano ancora». Allo stesso modo l’azienda danese vuole riuscire a trovare una soluzione al problema plastica. Non è però un compito semplice ricreare i mattoncini con dei materiali più sostenibili, senza cambiare le caratteristiche che hanno reso questo prodotto così amato da consumatori in tutto il mondo. A che punto è, però, l’azienda danese quanto a responsabilità ambientale?

Lego e la plastica di origine vegetale: i mattoncini resteranno quelli di sempre?

I mattoncini creati con una base di mais erano troppo morbidi, quelli di grano invece non assorbivano adeguatamente il colore né avevano lo scintillio che li contraddistingue. Qualche altra alternativa alla plastica testata da Lego per produrre mattoncini più eco-friendly si è rivelata ugualmente poco efficace: alcuni diventavano troppo difficili da separare, mentre altri si rompevano o si “allentavano” con il tempo.

Per non perdere la propria “essenza”, i mattoncini dovrebbero fare “click” quando vengono messi insieme, dovrebbero separarsi facilmente e non perdere la durabilità che consente agli appassionati di conservare le proprie costruzioni intatte per anni. Proprio con questi obiettivi in mente, da sette anni Lego cerca di creare mattoncini con plastica di origine vegetale, ma il compito sembra davvero difficile.

Mattoncini Lego eco-friendly: a che punto è la ricerca?

Oltre 200 diverse combinazioni di vari materiali sono state testate, ma almeno per ora soltanto il 2% dei prodotti Lego sono realizzati in plastica di origine vegetale: si tratta per il momento di pezzi secondari, più morbidi, come gli elementi botanici e quindi alberi, foglie, cespugli, ormai dal 2018 prodotti con una plastica derivante dalla canna da zucchero coltivata in Brasile, come riporta uno spot del brand . Gli altri 50 miliardi di mattoncini prodotti ogni anno vengono invece ancora realizzati con la plastica tradizionale. Si comprende, quindi, quanto sia importante trovare un materiale sostituto adatto quanto prima.

Nel 2012 la multinazionale ha annunciato un importante missione in ottica sostenibilità: entro il 2030 si sarebbe impegnata a utilizzare materiali sostenibili. Per questa ragione ha deciso di investire 150 milioni di dollari nella ricerca e nell’assunzione di scienziati che potessero lavorare a questo progetto.

Il lento progresso dell’azienda è rappresentativo – come fatto notare da The Wall Street Journal – di una lotta ancora più ampia che riguarda l’utilizzo di piante come il mais o la canna da zucchero al posto del petrolio per produrre la plastica (cambiamento, tra l’altro, che consentirebbe di ridurre le immissioni di gas serra). Almeno nel caso dei prodotti Lego, comunque, l’utilizzo di plastica riciclata non basterebbe a mantenere gli standard di qualità a cui ambisce l’azienda.

Lego e la sostenibilità: l’azienda mantiene l’impegno (in altri modi)

Poiché la strada è ancora lunga, mentre lavora alla creazione di mattoncini eco-friendly, Lego punta sulla sostenibilità in altri modi, per esempio con l’ideazione di scatole più piccole (con una riduzione del 18% del cartone usato per il packaging), cosa che porta anche a una riduzione di circa 4mila camion usati per il trasporto delle scatole, ogni anno, a livello globale.

Ogni sforzo, però, appare ancora minimo se si pensa all’enorme quantità di rifiuti di plastica attualmente dispersa in mari e oceani. A tal proposito Tim Brooks ha ammesso: «non possiamo dire che ispiriamo i costruttori di domani se distruggiamo il pianeta».

L’azienda in questione, comunque, intende sviluppare un un prodotto «a zero impatto», ma chiaramente il progetto è molto ambizioso; poiché però la tutela del pianeta è in realtà un dovere di tutti, Lego ha deciso di unirsi ad altre grandi multinazionali come Nestlé, Procter & Gamble e McDonald’s per cercare di trovare delle soluzioni positive e ottimali per tutti.

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