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A superar lo Inferno

La crescita personale e professionale con Dante e Virgilio

Se nell'inferno dantesco ci fossero le sfide che si incontrano mentre si prova a crescere come persone e professionisti? Simone Terreni rilegge la Divina Commedia come un percorso di self empowerment in cui Virgilio è coach.

EDITORE Tréfoglie
PUBBLICATO Novembre - 2022
EDIZIONE
PREZZO 15,67 su Amazon
PAGINE 296
LINGUA italiano
ISBN/ISSN 9791280606044
AUTORE
S. Terreni
VALUTAZIONE Inside Marketing
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Recensione Inside Marketing

Di possibili letture della Divina Commedia ne esistono e ne sono state fornite nel tempo numerosissime. In occasione dei settecento anni dalla morte di Dante, però, con “A superar lo InfernoSimone Terreni offre una chiave interpretativa per la prima cantica a cui difficilmente si deve aver pensato pure in anni e anni di lettura obbligata e analisi del testo sui banchi di scuola: e se l’Inferno fosse in realtà un – lungo e a tratti oscuro – percorso di crescita personale e professionale? Come si legge infatti nelle prime pagine di un testo, edito da Trèfoglie (Flaco Edizioni Group) e anche un po’ difficile da inquadrare soprattutto formalmente

«lo Inferno è un luogo di riflessione. Se il nostro scopo è diventare migliori, prima di tutto dobbiamo fare i conti con la nostra parte peggiore e lasciarcela alle spalle, superarla. Scendere da vivi ne lo Inferno significa poter poi risalire verso la felicità. Le stelle luminose del nostro vero Io sono là fuori, ma se vogliamo tornare a rivederle, dobbiamo attraversare la notte infernale delle nostre debolezze, dei nostri difetti. Dobbiamo provare a super lo Inferno».

Prepararsi “A superar lo Inferno” della crescita personale e professionale con i consigli di Dante e Virgilio

Dei manuali di self-empowerment che continuano a proliferare in epoca di great resignation manca di stazza ed è soprattutto diverso il tono di voce: è vero che in “A super lo Inferno” Simone Terreni trasforma Virgilio in un coach e Dante in una sorta di alter ego in cui il lettore possa immedesimarsi, ma non c’è da aspettarsi alcun mantra motivazionale ripetuto pagina dopo pagina. Inoltre, nessun tono stucchevole prova a convincere chi legge di essere il migliore o che potrebbe raggiungere immediatamente i propri obiettivi personali e di carriera se solo lo volesse davvero.

Anzi, l’invito neanche troppo velato rivolto al lettore è a unirsi a Dante e Virgilio in un viaggio che lo porterà a fare i conti, prima di poter proseguire e per ritrovarsi migliore come persona e come professionista, soprattutto con gli aspetti più oscuri del suo stesso carattere, con le pagine meno degne di nota del suo stesso percorso di vita prima.

Che lo spettacolo a cui Dante assiste nella propria discesa all’Inferno non sia dei più felici, tra golosi condannati per contrappasso a giacere nel fango e traditori congelati nel Cocito con la sola testa che emerge, non è un mistero e anche se lo fosse ci pensano gli episodi selezionati dall’autore a offrire una sorta di compendio rapido, e per necessità sintetico, della prima cantica della Commedia. Man mano che si procede con la lettura ci si accorge, infatti, che un certo sforzo analitico porta l’autore persino a provare a spiegare che significato hanno assunto nel tempo alcuni modi di dire provenienti dalle terzine dantesche: a tratti l’impressione potrebbe essere così che rileggere l’opera di Dante in chiave di crescita personale e professionale sia solo un pretesto, messo presto da parte a favore di un approccio divulgativo e capace di rendere accessibile a tutti almeno uno dei (tanti) possibili significati della Commedia. Non che sia necessariamente un male, anzi.

In “A superar lo Inferno” Simone Terreni rende più “usabile” il messaggio della Commedia

I rischi a cui “A superar lo Inferno” va incontro in questo modo, però, sono quelli a cui va incontro ogni tentativo di rendere la Divina Commedia attuale a tutti i costi e a tutti i costi adattabile alle situazioni più comuni oggi negli ambienti di lavoro o delle relazioni personali. Difficile pensare che parlando della pena che spetta a chi ha spinto qualcun altro a compiere una frode Dante avesse in mente chi dà ai propri colleghi consigli solo apparentemente disinteressati per abbindolarli e, perché no, avere a loro posto opportunità di fare carriera o che con il famoso, almeno quanto travisato, verso «non ragioniam di lor, ma guarda e passa» intendesse suggerire a Dante l’importanza di non focalizzarsi eccessivamente sulle critiche più distruttive quando si sta provando a costruire il proprio brand personale. Già più facile è immaginare che punisse tra gli ignavi chiunque fosse letteralmente incapace di decidere che svolta dare alla propria vita personale e lavorativa.

È difficile – e supera anche ogni possibile sforzo a rispettare il patto narrativo con l’autore – pensare di poter leggere in ogni canto della Commedia un messaggio nascosto di miglioramento personale, nonostante simpatici siano i tentativi che in “A Superar lo Inferno” Simone Terreni fa di parafrasare i lunghi dialoghi in versetti tra i due protagonisti in schematici consigli di “Virgilio coachfacili da ricordare e immediatamente applicabili nella vita quotidiana. In passaggi visivi come questi il pregio che il saggio ha è semmai di rendere più “usabile”, e cioè concretamente aderente alle esigenze quotidiane, le parole di Dante, concretizzando in un certo senso quell’essere sempre attuali che viene riconosciuto come prerogativa dei classici.

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