Domenica 21 Luglio 2019
libri di Marketing e ComunicazioneComunicazione assertiva. Come farsi rispettare in ogni occasione senza prevaricare

Comunicazione assertiva. Come farsi rispettare in ogni occasione senza prevaricare

Quali sono le regole della comunicazione assertiva? E come aiutano a essere se stessi senza prevaricare gli altri, a lavoro e nelle relazioni?

Comunicazione assertiva. Come farsi rispettare in ogni occasione senza prevaricare
EDITORE Guido Catalani Editore
PUBBLICAZIONE 2016
EDIZIONE
PREZZO 16,92 su Amazon
PAGINE 228
LINGUA Italiano
ISBN/ISSN 978-88-99277-03-1
AUTORE
Alessandro Ferrari
VALUTAZIONE
Recensione Inside Marketing

Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore Inside Marketing

Una cosa almeno dovrebbe essere chiara dopo aver letto “Comunicazione Assertiva. Come farsi rispettare in ogni occasione senza prevaricare” di Alessandro Ferrari (edito da Giacomo Catalani Editore nella collana NeuroPeople Books): che l’assertività è quel giusto mezzo tra sé e gli altri, in qualsiasi modo e in qualsiasi contesto o per qualsiasi occasione si voglia declinare un mantra come questo.

Prima della comunicazione assertiva: allenare la propria assertività

Il testo, a metà tra un manuale di auto-aiuto e un bignami da portare in ogni momento con sé, parte del resto proprio da una definizione di assertività e dalla descrizione di profili caratteriali che, nella migliore delle ipotesi, dovrebbero permettere al lettore di indovinare se la sua è una personalità aggressiva, passiva o assertiva appunto. Se però questi profili da soli non dovessero bastare c’è persino un quiz a punteggi che aiuta nell’intento. Immediatamente dopo, e nello spirito di una guida motivazionale, vengono degli esercizi per l’assertività: la buona notizia da parte dell’autore, infatti, è che se anche non siamo nati assertivi, possiamo allenare la nostra assertività giorno per giorno, abituandoci a cacciare via i pensieri negativi, dimostrandoci curiosi verso gli altri e le loro motivazioni, inseguendo una felicità che non può non avere una formula personale e, immancabilmente, mostrandoci resilienti. L’Eden promesso è la capacità di apparire al meglio e mostrare agli altri il vero sé.

A patto, certo, di imparare a praticare anche i principi della comunicazione assertiva. Repetita iuvant e il testo, forse per parlare a quanti più lettori diversi possibili e con grande chiarezza, sembra letteralmente vivere di ripetizioni: la comunicazione assertiva non è nient’altro che una comunicazione mirata a fare valere le proprie idee ma senza demolire, anzi se possibile valorizzando, quelle degli altri. Metterla in atto richiede equilibrio, sensibilità, capacità di problem solving e in qualche caso addirittura coraggio. Peccato per la velocità con cui il testo sfiora ciascuno di questi prodromi alla comunicazione assertiva. Che è, poi, la stessa velocità riservata agli esempi concreti di uno stile di comunicazione di questo tipo: con ogni probabilità, infatti, chi abbia comprato un manuale, un libro di comunicazione assertiva quello che vuole è capire come si fa, nel concreto e anche in occasioni diverse, ma il testo di Ferrari sembra riuscirci solo in parte. Una volta finito di leggerlo, cioè, si ricorderà senza dubbio dell’importanza di prendere ispirazione da persone che si reputano vincenti o di parlare positivamente, dal momento che è il linguaggio a dar forma al pensiero e che il proprio sforzo dovrebbe andare a tutti i costi verso una comunicazione win–win: fuori dalla teoria, però, che significa tutto questo?

La comunicazione assertiva a lavoro, quando si parla in pubblico, per vendere

Agli ultimi quattro capitoli di “Comunicazione Assertiva” sta il compito di ritornare alla concretezza e alle situazioni reali: essere assertivi, infatti, aiuta nel mondo del lavoro, soprattutto per chi ha una posizione da commerciale o si occupi delle vendite o quando si deve parlare in pubblico. Sono tutte situazioni in cui il contatto con l’altro è imprescindibile e in cui ci si ritrova quindi a dover rinegoziare continuamente le proprie posizioni. Essere assertivi e, ancor di più, saper mettere in atto una comunicazione assertiva aiuta allora a essere un buon capo, un capo in grado di coniugare i risultati aziendali con la felicità e la soddisfazione del singolo lavoratore; così come può essere utile, per restare in campo lavorativo, a superare con successo un colloquio, ambientarsi in un nuovo posto di lavoro e sopravvivere a vicini di scrivania aggressivi e prevaricatori. Per chi vende, invece, la comunicazione assertiva è come un aikido, un’arte marziale giapponese, che porta venditore e compratore a vincere entrambi e nella stessa misura, cosa che avviene in genere quando, oltre a vendere, il primo riesce a creare valore per il secondo. Per chi parla in pubblico, infine, assertività è saper allenare pensieri buoni come: chi ho davanti; il mio pubblico sta aspettando di imparare qualcosa; trarre qualcosa di interessante da me; non è in fervente attesa di un mio errore.

La morale della “Comunicazione Assertiva” sembra essere, insomma, che «l’empatia è un collante sociale», come scrive Ferrari alla fine di un capito dedicato ai rapporti di coppia. Non è certo una coincidenza che l’insegnamento forse più importante dell’intero testo provenga da un capitolo che di tutto parla tranne che di business: l’assertività è una buona pratica da applicare a ogni campo della propria vita, e solo dopo e di conseguenza alla sfera lavorativa; per impararla per questo no, non basta un manuale, neanche se dall’impostazione motivatrice ma serve mettersi davvero all’opera.

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