Giovedì 12 Dicembre 2019
libri di Marketing e ComunicazioneI caffè della libertà. Come il blog ha trasformato la mia vita

I caffè della libertà. Come il blog ha trasformato la mia vita

Non il solito libro sul blogging: "I caffè della libertà" è un piccolo bignami per curiosi e interessati su cosa vuol dire, davvero, essere blogger.

I caffè della libertà recensione
EDITORE Auto Pubblicazione
PUBBLICAZIONE 2019
EDIZIONE
PREZZO 8,90 su Amazon
PAGINE 64
LINGUA Italiano
ISBN/ISSN 9791220052658
AUTORE
Silvia Ceriegi
VALUTAZIONE
Recensione Inside Marketing

Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore Inside Marketing

C’è qualcuno che nel 2019 si chiede ancora come diventare blogger? E che senso ha scrivere ancora saggi che provino a rispondere a questa domanda? Forse l’inganno sta proprio qui, nel considerare “I caffè della libertà. Come il blog ha trasformato la mia vita” un saggio, l’ennesimo saggio, sul blogging. Quello di Silvia Ceriegi è il racconto personale – a tratti persino intimo, con nessun dettaglio risparmiato al lettore su vacanze di coppia, una doppia gravidanza, ecc. – di chi quel tanto chiacchierato mondo delle nuove professioni digitali ha deciso di viverlo davvero, giorno per giorno, rinunciando addirittura alla stabilità di un lavoro tradizionale. Forse insomma a fine lettura più che aver imparato come si apre, come si gestisce o come si promuove un blog, si avrà un’idea più chiara di che cosa significa essere blogger.

Quei “caffè della libertà” che raccontano come e perché ha senso ancora voler diventare blogger

Tra scelte di vita e aneddoti personali si intravede, infatti, un filo rosso che accomuna un mercato del lavoro in profonda trasformazione e la maggior parte dei suoi protagonisti: se si parla ormai tanto di smart working, di professioni liquide, del famoso popolo delle partite IVA, quello che non si dice altrettanto spesso è che in gioco c’è sempre un (nuovo) stile di vita, prima di e oltre a un (nuovo) mestiere, e che ogni stile di vita (nuovo) richiede di cambiare abitudini, di rivedere tempi e priorità, e via di questo passo. Per l’autrice ciò ha significato potersi concedere – o, forse, in più di qualche caso aver necessità di – molti caffè in più, ma non esistono formule uniche. Chi sostiene che scrivere un blog è un fatto di metodica, chi vende piani editoriali perfetti per far decollare il blog non tiene spesso conto del fatto che dietro e davanti, a leggere, le pagine di un blog ci sono sempre, innanzitutto, persone. Con i propri bisogni percepiti. L’impianto del libro, alle prime pagine, può sembrare persino banale: a che serve fingere di passare una settimana con l’autrice? Giocare ai giorni della settimana e alle to do list da spuntare puntualmente? A entrare nella routine di un blogger, verrebbe da rispondere, e certo almeno in parte è così. Tazzina dopo tazzina, bar dopo bar, “I caffè della libertà” servono però soprattutto a capire come e perché ha ancora senso continuare o voler iniziare a fare i blogger: si scrive perché si ha qualcosa da dire, perché questo qualcosa è di valore e può generare valore per chi lo legge, perché si è guardato quello che fanno gli altri, e tra gli altri e quello che fanno manca quello che si è in grado di offrire personalmente.

Tradotto in passaggi più operativi, da vero saggio sul blogging, quanto detto fin qua vuol dire che prima di aprire un blog, prima di pensare a mettere online e spammare in ogni dove un post, si dovrebbero analizzare mercato e competitor; definire la propria identità e la propria missione e renderle evidenti anche attraverso opportune scelte visive – dal template al logo del proprio blog e così via –; ancora, organizzarsi con tempistiche, ritmi di pubblicazione, contenuti d’archivio e pensare a un calendario editoriale, sì, anche fosse per il solo gusto di poterlo trasgredire al bisogno.

Ne “I caffè della libertà” non mancano, insomma, le dritte pratiche, quelle che dovrebbero provenire direttamente dall’esperienza in prima persona dell’autrice, da successi e, perché no, sbagli e momenti di impasse. Se a questo si aggiunge un linguaggio semplice, colloquiale, l’agilità del testo e il continuo tornare del vissuto quotidiano da blogger di Silvia Ceriegi non è difficile pensare questo testo come un piccolo bignami a prova sia di blogger alle primissime armi, sia di semplici curiosi che ancora si chiedono se e come è possibile oggi vivere di blogging.

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