Mercoledì 27 Maggio 2020
libri di Marketing e ComunicazioneTecnologia e diritto. Volume III

Tecnologia e diritto. Volume III

In "Tecnologia e diritto" diversi contributi approfondiscono, con un approccio normativo-legale, molti aspetti della nostra vita online e digitale.

tecnologia e diritto ziccardi perri volume 3
EDITORE Giuffrè Francis Lefebvre
PUBBLICAZIONE 2019
EDIZIONE
PREZZO 24,87 su Amazon
PAGINE 387
LINGUA Italiano
ISBN/ISSN 9788828813842
AUTORE
Giovanni Ziccardi, Pierluigi Perri
VALUTAZIONE
Recensione Inside Marketing

Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore Inside Marketing

Potrebbe sembrare rivolto a un pubblico eletto di addetti ai lavori e studenti di corsi universitari, post-universitari, di specializzazione e, senza dubbio, in parte lo è. “Tecnologia e diritto. Vol III”, il saggio di informatica giuridica avanzata a cura di Giovanni Ziccardi e Pierluigi Perri (edito da Giuffrè Francis Lefebvre), è una lettura interessante, però, anche per i semplici curiosi e per chiunque sia interessato a capire come la tecnologia stia cambiando il diritto e, insieme, a conoscere la storia – possibile, ma forse troppo recente – di un diritto delle tecnologie.

Non il solito manuale di informatica giuridica avanzata: uno sguardo allargato su tecnologia e diritto

Tanti sono, del resto, i temi affrontati nel saggio, grazie a contributi di autori diversi e provenienti da ambiti e iter formativi diversi: dalla vexata quaestio della sorveglianza di massa a casi celebri e al centro della cronaca come i casi Snowden, WikiLeaks o ancora Cambridge Analytica, passando per temi più cari a chi sottolinea la necessità di un’educazione civica digitale come fake news, guerra dell’informazione, hate speech, cyberbullismo e via di questo passo.

Quello giuridico, così, in “Tecnologia e diritto” diventa prima di tutto una prospettiva, uno sguardo con cui guardare a questioni che fino a qualche tempo fa potevano essere considerate prettamente teoriche, ma hanno assunto ormai valenza e rilevanza pratica nella vita di tutti e di tutti i giorni. Certo, l’excursus normativo-legislativo è il cuore di contributi come quelli dedicati a privacy, trattamento dei dati personali e policy informatiche adeguate al GDPR, per esempio, o ai reati informatici e alla loro introduzione nel sistema penale italiano o, ancora, quando in gioco ci sono temi come la videosorveglianza nei luoghi pubblici e di lavoro o l’utilizzo di nuove tecniche per le intercettazioni e le investigazioni digitali: è in questi frangenti che “Tecnologia e diritto” torna a essere un manuale professionale a tutti gli effetti, richiede conoscenze pregresse particolarmente solide e può risultare a tratti ostico a un lettore alle prime armi; del resto il sottotitolo avverte fin dalla copertina che si tratterà di un volume di informatica giuridica di livello avanzato. Se è vero il mantra che diritto e necessità di normare una certa materia seguono sempre un bisogno, un interesse sociale avvertito dai più, però, non sorprende l’interesse quasi sociologico con cui nel saggio si guarda a fenomeni come l’utilizzo della Rete da parte di gruppi terroristici, lo spopolare di pagine fasciste su Facebook e del negazionismo online, l’utilizzo di social come Instagram per l’adescamento dei minori: conoscere una determinata realtà è, del resto, il primo passo indispensabile quando si intende imporle delle regole e diritto informatico, diritto della tecnologia sono materie ancora relativamente troppo giovani per poter rinunciare del tutto a questa fase esplorativa.

Se il diritto della tecnologia ci riguarda tutti, da vicino

Molte delle questioni affrontate in “Tecnologia e diritto”, peraltro, sono ancora questioni in fieri: chi può dire come cybercriminali da un lato e, dall’altro, chi fa investigazioni digitali sfrutteranno social engineering e social network analysis nell’imminente futuro per raggiungere i propri rispettivi scopi? O chi può stabilire regole per la comunicazione politica online che non siano già obsolete prima della prossima competizione elettorale? Per rispondere a domande come queste un approccio interdisciplinare e che tenga conto di più punti di vista insieme è indispensabile, così come è indispensabile uno sguardo allargato a esperienze diverse, provenienti da sistemi socio-giuridici e paesi diversi. Troppo spesso, del resto, i non addetti ai lavori cercano nel diritto applicato alla tecnologia una sorta di panacea – o, più semplicemente, una rassicurazione – di fronte alle sfide imposte dai nuovi ambienti digitali e dal nostro, multiforme, modo di abitarli. Chiedere a gran voce di normare la tecnologia in ogni suo aspetto o, al contrario, mostrarsi eccessivamente preoccupati di che effetti può avere applicare il diritto alla tecnologia su verità di principio, come l’orizzontalità e la democraticità della Rete per esempio, rischiano di essere però approcci eccessivamente apocalittici e da volgata, ciechi davanti alle mete nel frattempo raggiunte dal dibattito scientifico su tecnologia e diritto: un saggio come questo, insomma, serve anche ai non addetti ai lavori proprio a questo, a meglio comprendere di cosa si parla davvero quando si parla di normare Internet e le tecnologie e che effetti sistemici e sulle vite di tutti ciò può avere.

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