Giovedi 20 Settembre 2018
LibroAvere successo con YouTube: strategie e best practice di video marketing
Video marketing con YouTube

Avere successo con YouTube: strategie e best practice di video marketing

I consigli di Antonio Tresca e Filippo Bottai per fare video marketing con YouTube e comprendere le dinamiche delle video community online.

EDITOREEpc
PUBBLICAZIONE2016
LINGUAItaliano
AUTORE
Antonio Tresca, Filippo Bottai
VALUTAZIONE
Recensione Inside Marketing

Se l’obiettivo di Antonio Tresca e Filippo Bottai, autori di “Avere successo con YouTube. Il video è il re” edito da EPC, è quello di fornire le basi e una chiave di lettura al fenomeno del video marketing con YouTube, è possibile affermare che, nonostante la vastità dell’argomento, sono riusciti nell’intento. Il libro è un concentrato di tecniche e strategie, strumenti e tattiche per un primo approccio al marketing attraverso i video e nello specifico attraverso il canale YouTube.

A fare da premessa a tutto il lavoro una piccola annotazione presente nell’introduzione: “avere successo con YouTube” è il titolo del libro ma come per qualsiasi altro campo al suo interno non è possibile trovare la formula magica per ottenerlo senza sforzo. Il successo non è il frutto di una singola azione ma di costanza, pazienza e dedizione nei confronti di quanto si sta facendo.

Fare video marketing con YouTube

Una delle leve del content marketing è proprio il video marketing. I video sono dei contenuti capaci di trasmettere emozioni, generare sentimenti, attraverso i video si costruiscono delle storie. La scelta di YouTube come piattaforma di eccellenza per il video marketing, dunque, è legata alla possibilità di monetizzare attraverso i video pubblicati.

Il programma Partner lanciato nel 2007 ha infatti permesso agli utenti di essere pagati per la pubblicità presente nei propri video e di trasformare una passione in un lavoro. Attivare la monetizzazione sui propri video significa diventare dei publisher e consentire agli inserzionisti di farsi conoscere da pubblici diversi dal proprio. La procedura di attivazione del programma Partner è semplice e descritta in ogni suo passaggio in un paragrafo dedicato. Le immagini della procedura guidata e i link alle guide ufficiali completano le informazioni fornite e permettono al lettore di compiere i primi passi nel mondo della video advertising. In un contesto sempre più fluido e dinamico, gli autori consigliano però di non sottovalutare la tendenza del formato video a diventare platform agnostic e di concentrarsi maggiormente sugli obiettivi della propria comunicazione video e in secondo momento declinarli sulla piattaforma che meglio li sposa. Proprio in quest’ottica si inserisce infatti un capitolo dedicato alla creazione dei video da un punto di vista tecnico e agli aspetti legati al mondo del copyright.

La creazione dei video: aspetti tecnici e copyright 

A facilitare la creazione di un video e la sua pubblicazione online vi sono sicuramente una maggiore accessibilità da parte degli utenti ad attrezzatura di qualità e la velocità delle connessioni che riducono i tempi biblici cui fino a qualche anno fa eravamo abituati. Non è dunque la “qualità” del video la discriminante del suo successo ma la “qualità” dell’idea che c’è dietro? Non c’è una regola per stabilire come un video diventa virale, ma la maggior parte degli youtuber ha successo proprio concentrandosi maggiormente sulla narrativa del video e sulla subcommunity generata attraverso il proprio canale.

La narrativa del video si rifà sicuramente alle regole generali di costruzione di un racconto per immagini e, per questo motivo, all’interno del testo sono presenti riferimenti alla “struttura in 3 atti” della cinematografia statunitense. Si parte dal modello narrativo analizzato da Scribe negli anni ’20 che si rifà a sua volta alla concezione aristotelica del dramma strutturato in tre atti per ipotizzare uno scripting con le dovute proporzioni.

Facendo leva sul concetto di coerenza della storia con le preferenze del pubblico target, anche video nonsense o demenziali possono raggiungere i grandi numeri in termini di visualizzazioni, ma questo non deve andare a discapito della qualità della registrazione. All’argomento è stato dedicato ampio spazio, sia focalizzandosi sulla fase di ripresa, sia focalizzandosi sulla fase di montaggio. Partire da buone riprese, effettuate con una luce ottimale, è la base per ridurre le operazioni di cropping (ritagliamento dell’immagine per eliminare zone della scena non rilevanti) e dedicarsi nella fase di montaggio, con operazioni quali il video trimming (taglio dei momenti non rilevanti) e il compositing (combinazione di diversi elementi visivi in un’unica immagine) che conferiscono al video di YouTube le caratteristiche di brevità, velocità e interattività riconosciute come elementi vincenti del formato.

La sezione dedicata al copyright è, come anticipato e premesso dagli autori, una visione d’insieme di tutto ciò che riguarda il diritto di autore dal momento in cui si decide di pubblicare un video online. Antonio Tresca e Filippo Bottai tengono a precisare che le informazioni riportate non costituiscono assistenza legale e proprio per questo motivo viene richiesta dal lettore una maggiore attenzione nell’utilizzo dei termini giuridici. Le licenze Creative Commons presentate all’interno del paragrafo risultano essere quattro, ma quattro in realtà sono gli attributi che combinati generano le attuali sei licenze Creative Commons. Nello specifico:

  • Licenza di attribuzione
  • Licenza di attribuzione per opere non derivate
  • Licenza di attribuzione non commerciale
  • Licenza di attribuzione condividi allo stesso modo
  • Licenza di attribuzione non commerciale non opere derivate
  • Licenza di attribuzione non commerciale condividi allo stesso modo

Strategia di video marketing con YouTube: cosa significa aprire e gestire un canale?

Alla base di un qualunque prodotto editoriale c’è la definizione di una strategia, ciò che permette a un creatore di contenuti di proseguire nella sua attività anche quando l’entusiasmo iniziale va scemando e soprattutto ciò che permette di capire se si sta percorrendo la strada giusta. Il primo passo da compiere, prima ancora di aprire fisicamente un canale su YouTube, è individuare il perché di questa decisione e definire la propria mission. La definizione degli obiettivi S.M.A.R.T. (acronimo – che sta per Specific, Measurable, Achievable, Relevant, Time Related – attribuito a Peter Drucker, utilizzato per indicare le caratteristiche per raggiungere l’efficacia degli obiettivi) permette di mantenere il focus sulla propria strategia, mentre utilizzare un modello come quello OKRs (acronimo del modello reso celebre da John Doerr e basato su obiettivi e risultati chiave) permette definire degli obiettivi precisi e misurabili in relazione ai risultati.

YouTube non è solo una piattaforma di condivisione video, è anche un motore di ricerca e una community e proprio quest’ultimo aspetto della sua triplice natura è il secondo step sul quale concentrarsi nella definizione di una propria strategia. YouTube è una community composta da tante subcommunity e ulteriori microcommunity, per questo conoscere le dinamiche sociali che le caratterizzano è necessario per il successo dei propri video, per targettizzarli e calibrare uno stile. Mantenere una coerenza di stile ed essere autentici facilita la creazione di un rapporto di fiducia, venire meno a questo patto con l’utente è percepito come un tradimento. Ricorrere alla presenza di un elemento ricorrente all’interno dei video, sia esso un thumbnail personalizzato o una sigla, è come stabilire una routine di pubblicazione: rende identificabili e riconoscibili, facilitando la creazione di un proprio stile.

Fra gli ultimi consigli presentati all’interno del testo, c’è quello di creare un rapporto con la community ed essere proattivi.

La lettura del libro è scorrevole e la coerenza fra il titolo del libro e i contenuti è effettiva solo alla luce delle premesse fatte nell’introduzione. Al suo interno è possibile trovare diversi link a video esemplificativi, anche se l’utilizzo di short link personalizzati avrebbe semplificato la fruizione da parte dell’utente in formato cartaceo: ricopiare le stringhe di testo di un URL di YouTube è un’attività noiosa e a lungo termine potrebbe pure portare il lettore a scegliere di non approfondire gli argomenti trattati. Fonti e bibliografia sono molto scarne, i numerosi riferimenti a libri e siti menzionati sono presenti solo all’interno delle note e senza coerenza nel far riferimento a pagine o paragrafi. Il QR code presente in quarta di copertina rimanda all’eShop della casa editrice dove è possibile trovare anche la versione eBook del volume.


Angela Rita Laganà
A cura di: Angela Rita Laganà Autore Inside Marketing
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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