LinkedIn e il Recruiting, un legame sempre più forte

Il Social Recruiting è la nuova frontiera delle attività di ricerca del lavoro. Ecco il punto della situazione sull'ascesa di Linkedin.

LinkedIn e il Recruiting, un legame sempre più forte

La ricerca del lavoro si fa sempre più spasmodica e milioni di utenti si rivolgono costantemente al web per provare ad ottenere l’opportunità lavorativa desiderata. In questo scenario fibrillante c’è una piattaforma che consolida sempre più il ruolo di guida nel settore del Recruiting: sono ormai ingenti i numeri che confermano LinkedIn, il social network per professionisti, come lo strumento più utilizzato da selezionatori e candidati per incrociare rapidamente domanda e offerta di lavoro. Negli ultimi anni il social in questione è cresciuto molto, al punto da insidiare il primato di Facebook.
Di seguito un punto della situazione per delineare possibili scenari futuri.

2014: LinkedIn si fa strada

I primi dati a cui facciamo riferimento sono quelli tratti da un report ad opera del gruppo Adecco, che già un anno fa si era occupato di Social Recruiting e Web Reputation, decretando il dominio di LinkedIn (48%) nelle ricerche di candidati da parte dei selezionatori. Da quell’indagine è emerso con chiarezza un altro dato significativo e cioè che un recruiter italiano ogni quattro si è trovato almeno una volta nelle condizioni di dover escludere un candidato in seguito alla visualizzazione di contenuti compromettenti sui vari profili social.

2015: la conferma di un primato 

Secondo la settima indagine annuale sul Social Recruiting – realizzata nel corso di quest’anno da JobVite e pubblicata da ClicLavoro – il 93% dei responsabili HR utilizza le reti social per svolgere attività di recruiting online e i dati registrano un trend in netta ascesa anche per il nostro paese, soprattutto nei settori dell’information technology e in quelli di architettura e sanità. LinkedIn, interpretando i dati di questa indagine, ha letteralmente spiazzato il mercato delle agenzie specializzate nella selezione che si sono viste costrette a rimodellarsi, secondo le procedure proprie del Social Recruiting.

Linkedin, i numeri di un successo

La situazione attuale: la ricerca Adecco Work Trends Study

Si tratta di una ricerca condotta in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che ha coinvolto 26 Paesi e un totale di 31.000 candidati. Dalla raccolta dei dati statistici in oggetto emergono alcuni spunti di notevole interesse.

 

  • La rete
    È ormai possibile affermare che l’intero settore del Recruiting si sia quasi interamente trasferito sul web, dove viene svolta la maggior parte delle attività di ricerca da parte di candidati (80% dei casi) e selezionatori (64%). Per i recruiter, in particolare, si registra un incremento del 19% rispetto alla precedente indagine e si prevede un’ascesa che potrebbe toccare il 71% dei casi entro il 2016.
  • I social e la Web Reputation
    La reputazione online è diventata un fattore cruciale per le attività di recruiting. L’indagine registra che il 35% dei selezionatori (rispetto al precedente 25%) dichiara di aver escluso potenziali candidati in seguito alla pubblicazione di contenuti impropri. Nello specifico, le foto influiscono nel 20% dei casi, la non coerenza tra curriculum e le informazioni riportate sui social guidano la scelta nel 18% dei casi, mentre commenti negativi su precedenti datori di lavoro e contenuti discriminatori riducono o eliminano le possibilità di essere scelti nell’8,4% dei casi.
  • L’utilizzo dello strumento
    Cresce in misura quasi esponenziale l’uso di LinkedIn e Facebook a scopo professionale. I recruiters accedono ai social network per cercare candidati, verificare i curriculum ricevuti e la rete del candidato, controllare i contenuti pubblicati e verificare la digital reputation. I candidati usano i social per cercare lavoro (51%), diffondere il proprio CV e creare o coltivare la propria rete professionale, migliorando il proprio personal branding. Grazie ai social, almeno l’8,4% dei candidati trova lavoro, registrando un aumento dell’1,4% rispetto allo scorso anno.
    A tal proposito, e a conferma di quanto riportato, è giusto citare il sondaggioTalent Trends 2015“, cui hanno partecipato ventimila professionisti da tutto il mondo (tra questi, 700 italiani): per individuare le nuove opportunità, il 63% degli intervistati utilizza i siti di professional networking. In Italia, come avviene anche a livello mondiale, gli intervistati che si dichiarano interessati a essere contattati e ricevere proposte corrispondono a circa il 78% dei partecipanti. Per i professionisti italiani il fattore economico è determinante.
  • La dimensione mobile
    Sei candidati su dieci, alla ricerca di lavoro, scelgono di accedere direttamente dal proprio smartphone. Almeno quattro recruiters su dieci dichiarano di aver cercato potenziali candidati attraverso dispositivi mobili.

Un ruolo fondamentale, dunque, quello giocato da LinkedIn nella primissima fase della selezione. Il social network del lavoro sembra aver ormai conquistato definitivamente anche l’Italia. Nel nostro paese, dopo un periodo iniziale caratterizzato forse da diffidenza e poca conoscenza, LinkedIn ha ottenuto posizioni di rilievo e attualmente conta circa 8 milioni di iscritti.

Una profonda attenzione alle relazioni – come afferma Marcello Albergoni, responsabile di LinkedIn Italia – che certifica come si tratti di una piattaforma che permette di mostrare la propria identità professionale e connettersi con le aziende e gli altri professionisti. La crescita di LinkedIn è probabilmente dovuta al fatto chenegli anni, il social ha dimostrato di essere attendibile ed affidabile. Qui aziende e professionisti ci mettono la faccia e, per come è strutturato, il social dà la concreta possibilità di accorciare tempi e costi delle attività di ricerca di una nuova occupazione.

LinkedIn e il Social Recruiting

A margine di tutti i dati citati, è doveroso fornire alcuni consigli che i candidati prendere in considerazione per le attività di ricerca.

  1. Saper riconoscere un annuncio serio
    Il fatto che un’offerta di lavoro sia pubblicata su LinkedIn costituisce, di per sè, una buona garanzia, dal momento che con molta probabilità è l’azienda stessa ad occuparsi della pubblicazione dell’annuncio. In ogni caso, in questo ambito valgono i consigli di sempre (forse dettati dal buon senso), cioè ricercare concretezza e trasparenza nelle informazioni fornite e nelle competenze richieste.
  2. Prestare attenzione ai fattori che incoraggiano un’azienda a scegliere
    Essere su LinkedIn vuol dire curare con attenzione la propria immagine e il proprio profilo, con la giusta dose di coerenza e trasparenza, creare una buona rete di contatti professionali e partecipare alle discussioni nei gruppi di interesse. In sintesi, conta esserci e farsi sentire.
  3. Utilizzare correttamente gli altri social per aumentare la credibilità
    Attenzione a Facebook e a tutti i contenuti che possono rivelarsi compromettenti: è necessario evitare soprattutto foto improprie e imprecazioni pubbliche nei confronti dei propri datori di lavoro. Chi deve assumere personale non troverà simpatica l’ipotesi che un giorno quegli insulti potrebbero essere rivolti proprio a lui.
  4. Cercare la propria identità in rete
    Se provassimo a digitare il nostro nome e cognome su Google ci accorgeremmo immediatamente di tutte le informazioni in possesso del web e a disposizione di chiunque. Sarebbe opportuno, a tal proposito, controllare le informazioni personali restituite dalla rete, provando a modificare in corsa la propria condotta social.

Pochi consigli che aiutano a comprendere la crescita di LinkedIn e l’importanza della propria presenza sulla piattaforma che più di tutte sta prendendo il largo nel mondo del Social Recruiting. Conta esserci, ma conta soprattutto farsi notare. E nulla potrebbe rivelarsi più utile di un social in cui le competenze fanno davvero da intermediario.


A firma di: Michele Decio Strizzi Contributor
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