Lo “Skill Shortage” costa all’Italia 500.000 posti di lavoro

Le aziende cercano professionalità e competenze e non le trovano.

Lo “Skill Shortage” costa all’Italia 500.000 posti di lavoro

Lo Skill Shortage, letteralmente:carenza di abilità, è uno dei fenomeni che più preoccupa non solo le piccole e medie imprese ma l’intero sistema economico.

Con questo termine si indica una carenza di figure professionalmente preparate a svolgere JOB con tecnologie e metodologie altamente innovative.

Proprio in questi giorni,precisamente il 9 ottobre 2015, è stata effettuata una ricerca su questo tema da Eulab Consulti su un campione di circa 1500 imprese.

Secondo i dati riportati:

1 azienda su 10 riferisce di non trovare le professionalità che servono per coprire i posti vacanti.

Andrea Laudadio , CEO di Eulab Consulting e responsabile scientifico della ricerca, afferma : «1 azienda su 10 riferisce di non trovare le professionalità che servono per coprire i posti vacanti. In particolare, lo dice chi lavora nel settore dell’informazione e comunicazione (46,1%), manifatturiere (17,7%) e turismo (14,3%)

La colpa di questo fenomeno non è da ricercare solo nella mancanza di corsi di specializzazione adeguati che puntano alla qualità più che alla quantità,ma anche e soprattutto alla disinformazione riguardo queste nuove figure professionali e i pregiudizi che ne derivano.

Secondo la statistica Eulab Consulting, circa il 72% delle aziende afferma di occuparsi in maniera diretta della formazione dei dipendenti:processo che chiaramente comporta a livello imprenditoriale una perdita di tempo e denaro.

Per tentare di arginare tale problema è possibile:

  • intervenire sulla qualificazione/riqualificazione del personale interno dell’azienda,o ancor più conveniente investire in nuovi collaboratori preparati e formati nella prospettiva futura di ottenere maggiori vantaggi .
  • Avviare una collaborazione  con le istituzioni al fine di costruire percorsi formativi mirati che possano quindi permettere alle aziende di poter trovare le figure maggiormente richieste senza preoccuparsi dell’incompetenza e dei corsi di formazione interni .
  • Puntare alla dinamicità soprattutto nel campo della new economy,settore in continua crescita e mutamento e puntare a corsi di aggiornamento,anche a distanza, diretti al proprio settore tecnico/specifico.
  • Eliminare la barriera scuola-lavoro. Purtroppo però in Italia si è ancora molto lontani da questo tipo di cooperazione .

A firma di: Anna D'Acunzo Contributor
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