Martedi 18 Settembre 2018
MacroambienteUna panoramica sull’eCommerce in Europa nel 2014

Una panoramica sull'eCommerce in Europa nel 2014

Qual è lo stato dell'eCommerce in Europa al 2014? Qualche dato, che rileva anche un problema culturale tutto italiano


Pina Meriano

A cura di: Pina Meriano Autore Inside Marketing

Una panoramica sull'eCommerce in Europa nel 2014

Nonostante la complessiva crescita del settore, lo sviluppo dell’eCommerce italiano è ancora distante dai livelli dei europei: nella classifica sull’utilizzo dell’eCommerce in Europa nel 2014 l’Italia si colloca al 25° posto su 28 Paesi, prima di Grecia, Bulgaria e Romania. Il ritardo riguarda sia i cittadini, che ignorano e in qualche caso temono ancora questo metodo di acquisto, sia le imprese, la cui quota di fatturato legato all’eCommerce è ancora molto modesto.

I risultati emergono da uno studio realizzato dal Centro Studi di MMOne Group, Web Agency italiana specializzata in servizi e-business per le aziende, con competenze tecnologiche e strategiche di eCommerce, web marketing e business intelligence. L’agenzia ha preso in considerazione 12 indicatori Eurostat che fotografano i comportamenti di aziende e cittadini legati all’eCommerce in Europa, sia per quanto riguarda l’attitudine all’acquisto e alla vendita di prodotti, sia per l’utilizzo di servizi come l’internet banking e il booking online.

LA CLASSIFICA EUROPEA

Aggregando opportunamente gli indicatori considerati, si delinea una netta spaccatura fra Nord e Sud Europa.
Ai primi posti della classifica si posizionano paesi quali la Danimarca, Svezia e Gran Bretagna che si distinguono per il maggior utilizzo del commercio elettronico.
uso e-commerceAttribuendo un punteggio convenzionale pari a 100 alla Danimarca – il Paese che sfrutta al meglio le potenzialità della rete – la situazione dell’Italia è peggiore di quella di Spagna, Francia e Germania: con un punteggio di 14,2, a fronte dei più alti delle tre nazioni menzionate, quella dell’Italia è una performance insufficiente per un Paese che vuole competere sul mercato internazionale per superare la difficoltà economica in atto.

USO DELL’ECOMMERCE DA PARTE DELLE IMPRESE in Italia

fatturato imprese dall'e-commerce 2012Entrando nel dettaglio del ritardo italiano, la quota di fatturato delle imprese derivante dalle vendite in rete è appena del 6%, mentre in Europa la media si attesta al 15%.

Inoltre, appena l’11% delle attività commerciali del nostro Paese ha una piattaforma di vendita  integrata nel proprio sito web (la media europea è del 15%), ma solo il 5% riceve ordini via internet (con una media UE pari al 13%).
L’unico dato che ci vede leggermente al di sopra della media europea è quello relativo alle imprese italiane che fanno acquisti online: si tratta del 35%, contro una media europea del 34%.

USO DELL’ECOMMERCE DA PARTE DEI CITTADINI in Italia
acquisti online

Molto deludente risulta essere l’’utilizzo dell’’eCommerce in Italia da parte dei cittadini: solo il 17% degli italiani ha fatto almeno un acquisto sul web, contro il 74% degli svedesi (la media europea si attesta al 44%) .
L’acquisto di viaggi online è all’8% (UE 24%, Germania e Francia oltre il 30%, UK quasi 50%), mentre solo il 21% degli italiani utilizza l’e-banking per le operazioni di conto corrente, a fronte di un 82% della Finlandia e di una media europea del 40%.

L’arretratezza dell’Italia si può ascrivere ad un ritardo culturale, oltre che imprenditoriale e sicuramente istituzionale. In questo senso sono ancora poche le strategie nazionali messe in atto per potenziare e valorizzare il commercio elettronico, fra tutte la riduzione del digital divide – ancora presente in molte aree del Paese – e la diffusione della banda ultra larga. Come afferma Mauro Cunial, Presidente di MMONE Group: «Sono auspicabili politiche di sviluppo economico che affrontino gli annosi nodi digitali italiani, promuovendo un cambiamento nelle abitudini e nelle modalità d’acquisto e che incentivi l’utilizzo dello strumento informatico a tutti i livelli. Senza dimenticare i necessari investimenti per portare ad un livello avanzato le performance dell’infrastruttura digitale in termini di affidabilità e velocità di connessione

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