MacroambienteI luxury brand non si affidano al digitale

I luxury brand non si affidano al digitale

I marchi di lusso non si affidano al web per le campagne pubblicitarie. Analizziamo nello specifico la questione secondo alcune analisi statistiche.

I luxury brand non si affidano al digitale

Internet oramai permea la vita di tutti, si sa, e qualunque azienda si affida a questo soprattutto per sponsorizzare nuovi prodotti, offerte o eventi particolari. Ultimamente però, è stato rilevato che i brand di lusso sono quelli che si affidano meno al digitale e investono appena l’8% per la pubblicità online.

Il settore elettronico e quello della gioielleria sono le categorie su cui  maggiormente si riversa l’attenzione degli acquirenti amanti del lusso, ma è la “rete” a spingere all’acquisto  e nonostante ciò gli investimenti di budget, da parte di questi settori, risultano essere minimi. I brand di lusso, infatti, non solo stanno sottovalutando l’importanza del mondo digitale,  ma ne fraintendono proprio le potenzialità. A tal proposito la BI Intelligence ha reso noti i dati dello Shullman Research Center, evidenziando un vero e proprio paradosso, secondo cui i big del lusso non hanno compreso l’importanza del canale e per questo non sarebbero in grado di proporre prodotti a prezzi adeguati sulla Rete.

Inoltre, stando a quanto emerso dalla ricerca fatta, solo il 34% dei luxury shoppers ha visto più di una volta una pubblicità su un magazine cartaceo negli ultimi 30 giorni. Ed è proprio sulle riviste tradizionali che i brand di lusso, in vista del periodo natalizio, investono circa il 50% del budget. Al contrario, a conferma della necessità di riporre maggiore fiducia nel canale digitale, una percentuale del 41% dei luxury shopper ha dichiarato di aver visionato più di una volta una pubblicità online nell’ultimo mese.

In seguito a tali rilevazioni, lo Shullman Research Center dichiara che “I grandi brand della gioielleria e dell’elettronica devono rendersi conto che il pubblico considera queste due categorie al top delle scelte per i regali natalizi. Il 41% degli acquirenti prevede di acquistare articoli elettronici di qui a fine anno e il 37% gioielli”. Questa non è stata l’unica analisi condotta dallo Shullman Research Center che si è interessato anche all’uso dell’advertising digitale da parte dei luxury brand della moda come Burberry, che sta investendo di più nel canale (lo scorso anno ha speso circa il 31% di budget per la campagna pubblicitaria natalizia).

Altri marchi celebri come Chanel, Gucci, Hermes, Louis Vuitton e Michael Kors sono invece più propensi a investire sulla pubblicità cartacea e dedicano solo il 10% del budget per le campagne online. L’e-commerce quindi, che come detto più volte è il nuovo modo di fare shopping, non è riuscito a schiudere tutti i gusci dell’indifferenza e della sfiducia e non si è insediato nel mondo commerciale completamente. Gli analisti e gli esperti del settore però auspicano ad un cambiamento: “Con il progressivo accumularsi della ricchezza fra le giovani generazioni, più inclini a utilizzare il digitale, bisognerà concentrare gli sforzi sulle piattaforme online. Al momento i brand sono restii a vendere online perché credono che il canale non consenta appieno la relazione con il cliente soprattutto quando si tratta di clienti che fanno acquisti sporadici. Ma sarà inevitabile cambiare idea”.


A firma di: Martina Eboli Contributor
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