Mercoledi 18 Settembre 2019
MacroambienteMapire, il Google Maps “vintage” , e le altre mappe impossibili di cui ci innamoriamo in Rete

Mapire, il Google Maps "vintage" , e le altre mappe impossibili di cui ci innamoriamo in Rete

Si è già guadagnato il "titolo" di Google Maps vintage: cos'è Mapire, e come funziona il progetto che mappa l'Europa dell'Ottocento.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore
Mapire, il Google Maps

Non è l’ennesima operazione nostalgia, non serve a vendere niente (o quasi) ma ha, anzi, uno scopo per certi versi didattico. Se infatti ambienti e tecnologie digitali si sono rivelati utili per l’apprendimento in molti campi, la trovata di una sorta di Google Maps vintage potrà aiutare studenti alle prese con i manuali di storia, studiosi e ricercatori del campo o semplici appassionati dell’Impero Asburgico e dell’Europa Antica. Mapire, del resto, fa esattamente questo: ricrea mappe digitali e navigabili, proprio come quelle moderne di Google Maps, delle antiche città europee (ci sono Budapest, Roma, Vienna, Sarjevo tra le altre, ndr).

Come funziona Mapire, il Google Maps vintage dell’Europa imperiale

Curato da Arcanum, una realtà ungherese, il progetto esiste dal 2014 e gode del supporto e della collaborazione di enti e istituzioni pubbliche come gli archivi di stato dell’Austria e della Croazia, l’archivio militare ungherese, alcune prestigiose università europee e i laboratori al loro interno. Già ribattezzato appunto il Google Maps vintage, Mapire si basa del resto su vecchie mappe delle città, informazioni catastali, vedute aeree di origine militare e via di questo passo. Tecnologie e strumenti digitali come il vero Google Maps o Google Earth e OpenStreetMap hanno fatto il resto. Le vecchie cartine dell’Europa imperiale e dell’Ottocento, infatti, non sono state solo digitalizzate e rese disponibili per la consultazione online, cosa che, da sola, avrebbe rappresentato comunque la valorizzazione di un patrimonio che troppo spesso rimane nascosto negli archivi di Stato e poco accessibile al pubblico. Ne sono state create versioni 3D e, cosa ancora più interessante, rese possibili visioni sincronizzate che permettono al visitatore – virtuale s’intende – di paragonare le vecchie calle di Venezia alle nuove, affollate di turisti, la Parigi della prima metà del Settecento con la città moderna e cosmopolita che è diventata nel frattempo e via di questo passo.

Una passeggiata – ancora una volta, virtuale e a portata di mouse – su questo Google Maps vintage e storico potrebbe servire, ai più appassionati, per scoprire per esempio che attrattive come il Colosseo o il Viminale, oggi nel cuore di Roma, erano una volta alla periferia della città; destino condiviso, per rimanere in Italia, da un quartiere come Brera che è oggi al centro della movida milanese, ma un tempo era quasi per nulla frequentato.

mapire google maps vintage roma

Un’antica mappa di Roma, fruibile su Mapire, il Google Maps vintage dell’Europa imperiale.

Far conoscere meglio la storia e l’evoluzione delle città in cui viviamo sembra essere insomma la vocazione di Mapire; oltre a rivalorizzare, come già si accennava, l’immenso patrimonio culturale che è spesso sepolto negli archivi e nelle biblioteche e poco accessibile a tutti. L’operazione Mapire prevede tra l’altro che gli utenti più curiosi e appassionati possano acquistare versioni fisiche, stampate e in alta definizione delle antiche mappe, come in una sorta di viaggio dall’analogico al digitale e ritorno.

Non solo il Google Maps vintage: perché, in Rete, amiamo le mappe

A guardarlo bene e con uno sguardo decisamente panoramico, del resto, questo Google Maps vintage sembra suggerire una sorta di passione, tutta propria degli internauti, per le mappe. Non si tratta solo di praticità, di avere a portata di mano uno strumento geolocalizzato che permetta di non perdersi quando si va di fretta o si visita per la prima volta un posto che non si conosce o, ancora, si stanno cercando attrattive e affari – prodotti scontati, promozioni, ecc. – nelle vicinanze.

Tanto che, come Mapire, ci sono altri progetti di successo e con molto seguito che hanno come protagonisti posti lontani, irraggiungibili, persino che non esistono nella realtà. Twitter è pieno, per esempio, di account che twittano mappe di luoghi di fantasia, scenari di romanzi, serie o prodotti cinematografici di diverso genere.

In occasione di San Valentino 2019 ha fatto molto parlare di sé @sadtopographies, un account Instagram che raccoglie le mappe di posti, tutti veri, con i nomi più tristi e dove non deve essere semplice darsi appuntamento per un’uscita di coppia o una prima volta: ci sono la Divorce Beach, in Mexico, e la Broken Heart Street di Las Vegas; anche l’Italia però ha il suo Alone, frazione del comune di Casto Alone nel bresciano, che richiama un destino solitario e tutt’altro che felice.

Il discreto seguito e le interazioni di cui godono progetti come questi sembrano suggerire che no, non importa che siano reali o virtuali, abbiamo sempre – e forse molto più che in un passato analogico – bisogno di mappe per orientarci nei tanti mondi « onlife » che viviamo.

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