Giovedì 03 Dicembre 2020
MacroambienteMcPlant: anche McDonald’s presenta il suo primo burger vegetale

McPlant: anche McDonald's presenta il suo primo burger vegetale

Il nuovo prodotto vegetale di McDonald's: come è realizzato e perché è sostenibile? Ecco le principali informazioni su "McPlant".


Rossella Cuomo
A cura di: Rossella Cuomo Autore
McPlant: anche McDonald's presenta il suo primo burger vegetale

Già nel 2019 due big del fast food, ovvero KFC e Burger King, avevano annunciato prodotti vegetali nel proprio menu (il pollo fritto vegano per il primo e i burger prodotti insieme a Impossible Food per il secondo); ora è la volta di McDonald’s, che ha annunciato che nel 2021 introdurrà anche una linea di prodotti vegetali, chiamata “McPlant”.

Gli hamburger meatless, senza carne: perché i consumatori apprezzano

Il prodotto principale della linea sarà un hamburger, che è stato testato lo scorso anno in Canada e sperimentato in alcuni ristoranti, pensato in collaborazione con Beyond Meat, azienda specializzata nella realizzazione di prodotti che hanno l’aspetto e il sapore di quelli a base di carne ma prodotti solo con ingredienti vegetali. Lo scopo è quello di riprodurre l’esatta sensazione che si ha quando si mangia del manzo. Non è stato ancora ufficialmente comunicato quali saranno i fornitori per questo progetto, ma una cosa è certa: a partire dal 2021 nei menu di McDonald’s sarà possibile trovare quella che è definita “carne impossibile“. Questo tipo di prodotto è pensato per chi mangia abitualmente manzo e non ha voglia di rinunciare alla sensazione che si ha quando si addenta un panino con hamburger, ma allo stesso tempo per motivazioni diverse, di salute, etiche o ambientali, vuole limitare il consumo di cibo di originale animale.

In questo caso il discorso è molto diverso da quello fatto per i vegani, che non sono alla ricerca dell’impressione di mangiar carne, ma preferiscono qualcosa di differente, come per esempio i prodotti a base di soia. Si tratta di un prodotto diverso dalla carne prodotta in laboratorio (quella che cerca di riprodurre i tessuti animali, facendoli crescere in capsule, molto lontane dalla produzione industriale). Beyond Meat utilizza infatti ingredienti vegetali, non modificati in laboratorio (cosa che fa invece Impossible Food), come per esempio piselli, riso, fagioli indiani verdi, amidi vegetali, olio di cocco e barbabietola rossa. Anche il “finto pollo” di KFC è stato prodotto da questa azienda.

“mcplant”: alla ricerca di nuovi eccitanti gusti, al passo con i tempi

È interessante ricordare che già nel maggio 2019 McDonald’s aveva lanciato, in alcuni mercati selezionati, un prodotto simile, all’epoca denominato P.L.T. (plant, lattuce and tomato). Ad aprile 2020, però, dal sito ufficiale della catena di fast food sono state rimosse tutte le notizie sull’hamburger P.L.T., senza alcuna spiegazione, e la produzione cessò. Questa però sembra essere la volta buona, come ha annunciato il 9 novembre 2020 Ian Borden, presidente del settore del mercato internazionale, presentando ufficialmente il nuovo plant-based burger, durante una riunione con gli investitori.

Nel blog di McDonald’s è stata ufficialmente riconosciuta la necessità da parte dell’azienda di ascoltare le richieste provenienti dai consumatori e cominciare quindi a produrre qualcosa di nuovo, dal gusto eccitante, che sia «fatto con un tortino succoso a base vegetale e servito su un panino caldo con semi di sesamo con tutti i condimenti classici»Dalle comunicazioni presenti nel blog sembra emergere come l’azienda americana cerchi di giustificarsi per il ritardo rispetto ai suoi competitor che già da tempo producono burger vegetali, affermando che il team di esperti scelto si è impegnato a lungo per creare un burger che avesse il sapore goloso che i clienti adorano, ma non di origine animale. Nello stesso articolo McDonald’s promette: «il McPlant offre il nostro gusto iconico in un tipo di sandwich in cui affondare i denti (e per cui pulire la bocca)». Sembra quindi che l’azienda abbia riflettuto e osservato a lungo i clienti e abbia deciso di accontentarli, ma solo dopo lunghe fasi di testing, a dimostrazione della dedizione, della precisione e della serietà del marchio .

McDonald’s, dunque, si mostra responsabile, sia nei confronti della salute delle persone, sia nei confronti dell’ambiente.

Ecosostenibilità e responsabilità sociale

Sono numerosi i consumatori che apprezzano questo tipo di iniziative, sia per tutela e rispetto verso gli animali, sia per spirito ecologico: diversi studi scientifici infatti hanno dimostrato che eliminare la carne e i derivati potrebbe ridurre l’impatto ambientale in diversi modi. Gli allevamenti, per esempio, contribuirebbero in maniera significativa alle emissioni di CO2, tanto che di recente Burger King ha proposto una nuova dieta per le mucche.

In generale, la catena produttiva degli alimenti a base di carne è costituita da una serie di processi che comportano una spesa energetica molto elevata, che è sicuramente nettamente superiore a quella che si ha nel caso di prodotti vegetali, i quali non devono subire una serie di trattamenti. Senza contare che bisogna utilizzare molta acqua per le coltivazioni che servono per gli allevamenti. Si tratta, comunque, anche di una sostenibilità nel lungo termine, perché altri studi ipotizzano che tra trent’anni la popolazione mondiale raggiungerà un numero tale per cui la richiesta di carne potrà più che raddoppiare.

Occorre sottolineare, inoltre, che il packaging del “McPlant” sarà al 100% biodegradabile. Non è la prima volta però che McDonald’s mette in atto o promuove attività volte alla sostenibilità.

 

Lo spot che introduce il nuovo prodotto è chiaramente parte dell’ampia strategia di crescita di McDonald’s denominata “Accelerating the Arches”.

Perché proprio “mcplant”

Molti consumatori adottano ormai un atteggiamento più green anche nella loro alimentazione, prediligendo cibi non raffinati, coltivati in maniera biologica e soprattutto non solo di origine animale. Oltre ai vegetariani e ai vegani, si cerca in generale di ridurre il consumo di carne (soprattutto quella rossa) o quantomeno limitarlo; si sente parlare di dieta plant-based, che sta ad indicare appunto un atteggiamento alimentare più orientato al biologico e consapevole, nel rispetto degli animali e della biodiversità. In linea con le tendenze del momento, così, la famosa catena di fast food americana ha deciso di produrre questo burger tutto vegetale, il plant-based McPlant” di McDonald’s.

Il prodotto in questione è sicuramente una valida scelta per la categoria di persone che abbraccia una filosofia green del cibo, ma ci sono dubbi riguardo all’adattabilità alle esigenze dei vegani, i quali potrebbero essere infastiditi anche soltanto dalla frittura in grassi di origine animale.

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