Venerdì 05 Marzo 2021
MacroambienteForse tra le cose da ricordare ci saranno i meme più popolari del 2020 (almeno secondo Instagram)

Forse tra le cose da ricordare ci saranno i meme più popolari del 2020 (almeno secondo Instagram)

Per il suo "Year In Review" la piattaforma ha puntato tutto sui meme divertenti e ironici che hanno provato a strappare un sorriso agli utenti in mesi difficili come quelli vissuti nel 2020. Non troppo a sorpresa, però, nella classifica di Instagram ci sono anche meme sulle elezioni americane e legati al Black Lives Matter.

Meme più popolari del 2020: la classifica di Instagram

Tirare le somme di questo 2020 non è per niente facile. C’è chi ci ha rinunciato completamente, come YouTube che già qualche settimana fa ha annunciato che non ci sarà quest’anno alcun Rewind; chi ha puntato tutto su i temi, i personaggi, persino le emozioni più in voga tra gli internauti, come Twitter che nel suo #ThisHappened ha incoronato hashtag più popolari, tweet più coinvolgenti, personaggi più citati ma, anche, emoji più usate del 2020; chi ancora, come Google, non ha voluto interrompere la tradizione delle parole più ricercate sul motore di ricerca. Menzione speciale va però a Instagram, che per il suo “Year in Review” quest’anno ha giocato tutto sui meme più popolari del 2020.

In casa in quarantena e con molto più tempo libero, infatti, negli ultimi mesi non solo si è trascorso più tempo connessi a Internet, ma si è anche trascorso soprattutto molto più tempo a «cazzeggiare» (Pillay S., “Il potere del cazzeggio. Perché la distrazione ci rende più intelligenti”, Milano, Centauria, 2017) in Rete. Secondo la stessa piattaforma, così, quest’anno il numero di meme ammonterebbe a oltre un milione ogni giorno solo su Instagram e si è trattato di meme che «più che prima d’ora, ci hanno fatto restare sani di mente e ci hanno aiutato a reagire quando eravamo a un metro o più di distanza dagli altri», si legge sul blog del social.

Dalla dolly parton challenge alle parodie di “tiger king”: i meme più popolari del 2020

La classifica dei meme più popolari del 2020 si apre con quelli legati alla Dolly Parton Challenge: a pochi giorni dal suo settantaquattresimo compleanno, la show girl ha pubblicato un collage di (ipotetiche) immagini di profilo che giocavano con quello che è in realtà da qualche anno un tormentone in Rete, il famoso come sei su LinkedIn vs come sei Instagram. Migliaia e migliaia di utenti hanno cominciato a imitarla, a volte sfidandosi scherzosamente tra di loro.

Anche quest’anno non sono mancati i meme più tradizionali, quelli che attingono a scene cult di film, cartoni animati, serie TV, rivisitandoli in chiave divertente e ironica.

Naturalmente, anche le star sono state protagoniste di alcuni dei meme più popolari del 2020. Lo stesso è successo ad alcuni show tra i più visti e i più amati di quest’anno atipico, da “Tiger King” a “La Regina degli Scacchi”.

Se solo l’anno scorso ci si chiedeva a cosa servisse, che significato avesse l’uovo dei record su Instagram, anche quest’anno non sono mancati i meme nonsense, semplicemente divertenti, buffi o letteralmente impossibili da capire. Basti pensare alla Elf on the Shelf Challenge, che ha appassionato centinaia di vip prima di spopolare anche tra gli utenti comuni.

La creatività degli internauti si è scatenata però anche su parole, frasi, modi di dire con cui – volenti o nolenti – gli utenti hanno imparato a familiarizzare in questi mesi. Dai “congiunti“, i soli a cui in Italia erano permesse le visite durante la Fase 2, a frasi fatte come “spero di trovarti bene con questa mia mail”, di cui sono tempestate le email di lavoro, fino all’ormai famosa “sei in muto”, diventata un tormentone di video-call di lavoro, video-aperitivi e video-party su Zoom: memizzando il vocabolario da pandemia, provando a riderci su e facendolo tutti insieme è come se si stesse cercando di normalizzarlo.

Forse il meme più popolare dell’anno è stato, però, “My plans vs 2020”. Non è un mistero, infatti, che fin dai suoi primissimi mesi questo 2020 abbia sconvolto piani, aspettative, speranze di molti. Considerata la situazione globale è difficile pensare di poter fare molto altro, oltre a «essere mentalmente pronti per un nuovo inizio» come scrivono da Instagram, e a provare a ridere, anche se con un sorriso amaro, di quello che è stato.

Si può parlare di elezioni e proteste contro le discriminazioni razziali anche via meme? il 2020 dimostra di sì

Anche se la pandemia sembra aver monopolizzato conversazioni, ricerche, persino momenti di svago online, il 2020 è stato anche l’anno delle presidenziali americane e delle proteste contro le discriminazioni razziali del movimento Black Lives Matter. Due grandi temi, di sicura rilevanza per il discorso e la gestione della cosa pubblica che, però, non hanno mancato a loro volta di generare meme a volte divertenti e ironici e sempre capaci di invitare a riflettere su quanto stesse succedendo. Nel primo caso, quello del voto americano del 4 novembre 2020, non sono stati solo elettori e simpatizzanti delle due parti a sfruttare i meme, meglio se virali, per fare polbusting e manifestare, cioè, il proprio dissenso.

Tutta la campagna elettorale è stata esasperata nei toni e i candidati di entrambe le parti non hanno risparmiato atteggiamenti, dichiarazioni volutamente polemiche e che sembravano pensati già ab origine per trasformarsi in meme.

Per gli attivisti del #BlackLivesMatter invece, al pari di altri strumenti digitali, i meme divertenti da far circolare su Instagram o sugli altri social sono stati soprattutto un mezzo di divulgazione quasi, utile per sensibilizzare gli utenti rispetto alla propria causa e generare partecipazione.

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