Il mid-market in italia: una risorsa per il paese

Ricerca GE Capital: Grazie all’export, 7 PMI italiane su i 10 realizza almeno una parte del proprio fatturato oltre confine

Il mid-market in italia: una risorsa per il paese

Durante la crisi economica le medie imprese italiane si sono sempre più orientate all’internazionalizzazione proprio per affrontare la perdurante debolezza della domanda interna. E’ questo il principale dato che emerge dalla nuova edizione della Ricerca Internazionale di GE Capital, Medie Imprese Motore di Sviluppo. L’indagine è stata condotta  in quattro Paesi europei (Italia, Germania, Francia e Gran Bretagna) su un totale di 4057 aziende (1.005 in Italia) attraverso approfondite interviste ad executive è realizzata per il nostro Paese in collaborazione con i Professori Paolo Gubitta, Bruno Parigi e Diego Campagnolo  dell’Università di Padova.

La metà delle aziende intervistate (50%) prevede di chiudere il 2014 con un incremento delle esportazioni, in linea con quanto si aspettano le medie imprese tedesche e francesi, mentre il trend di aumento medio si attesta al 4,1%, a fronte del 4,6% tedesco, del 4,9% francese e del 7,6% inglese.

Una larga parte della esportazioni delle medie italiane del mid-market è diretta verso l’area dell’euro (21% del fatturato complessivo e circa metà delle esportazioni). Questi sono i mercati di sbocco più naturali, per vicinanza geografica, appartenenza ad una comune area di libero scambio prima e valutaria ora, per appartenenza a comuni filiere produttive, per normative più omogenee.

Le opportunità di crescita offerte dai mercati internazionali spingono le aziende medie ad investire soprattutto nelle funzioni commerciali, che rappresentano la testa di ponte per concretizzare gli obiettivi strategici soprattutto se sostenuti da moderni sistemi informativi: nei prossimi 12 mesi le risorse per lo sviluppo saranno indirizzate nel marketing e vendite (43% delle aziende indica questa come principale area di investimento) e in ICT e telecomunicazioni (41%), seguiti da formazione e sviluppo del personale, impianti e macchinari, ricerca e sviluppo, nuovi prodotti e servizi.

I segmenti di mercato che sono maggiormente proiettati all’estero e allo stesso tempo manifestano una decisa consapevolezza della propria competitività sono quelli manifatturieri e dei servizi.

Anche in considerazione delle performance registrate in questi anni di crisi economica, il segmento italiano analizzato manifesta fiducia nei confronti delle previsioni di crescita per i prossimi 12 mesi, segnando un parziale recupero del gap rispetto ai partner europei: il 52% stima che il fatturato crescerà (è il 66% in Gran Bretagna, 65% in Germania, 51% in Francia); solo il 15% stima di ridurre il volume d’affari (7% in Gran Bretagna, 7% in Germania, 13% in Francia). Mediamente, nei prossimi 12 mesi le imprese del mid-market italiane stimano un incremento del fatturato del 3,8%, un dato di tutto rilievo ma ancora una volta  più contenuto rispetto a quanto si attendono le concorrenti inglesi (+6,1%), tedesche (4,8%) e francesi (3,4%) ma in forte aumento rispetto alla rilevazione del 2013, quando la stima per il nostro Paese si era fermata al +0,5% e con punte del 4,2% tra le imprese che esportano.

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