Sabato 17 Novembre 2018
ComunicazioneQuello che l’informazione globale non dice

Quello che l’informazione globale non dice

Unfiltered.News permette di monitorare gli argomenti più ignorati da chi fa news e traccia, così, una mappa della misinformazione globale.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore Inside Marketing
Quello che l’informazione globale non dice

Una delle accuse rivolte più comunemente all’informazione online è che, a dispetto dell’overload informativo (o forse un po’ a causa di esso), usiamo sempre le stesse fonti d’informazione e, peggio ancora, seguiamo sempre gli stessi argomenti. Non è tanto una questione di fiducia – numerosi studi confermano, anzi, una fiducia maggiore nella rete rispetto a media tradizionali come la carta stampata – quanto un problema di occasioni d’uso e dinamiche di affiliazione.

Secondo uno studio della Reuters per esempio, con le connessioni mobili usate sempre di più anche per informarsi, si consulterebbero appena 1.52 fonti «di fiducia»,  mentre sui social vincerebbero le informazioni condivise da familiari e amici.

Il risultato? Una certa omofilia degli ambienti digitali; la sensazione che, specie all’interno delle cerchie più prossime, si discuta sempre e solo di pochi argomenti selezionati

A delineare i contorni concreti del fenomeno è per la prima volta Unfiltered.News, una piattaforma gestita da Jigsaw (l’incubatrice tech di Alphabet, ndr) che basandosi sui dati di Google News mostra gli argomenti meno coperti da chi si occupa d’informazione globale.

Un’infografica interattiva iniziale segnala gli argomenti più discussi nei diversi Paesi: facendo tap su ogni territorio si ha il dettaglio dei trend mediaticamente più forti. Sulla colonna destra, invece, si trova una lista di argomenti che, pur essendo coperti da media e soggetti dell’informazione nel resto del mondo, non compaiono nella top 100 della sezione locale Google News  (si può selezionare il paese da una tendina o affidarsi a geolocalizzazione dei propri dispositivi, ndr). Per ognuno di questi argomenti si possono leggere i titoli dedicati dalle maggiori testate estere, sia in versione originale che tradotti, ed è disponibile uno storico che ne mostra graficamente la popolarità. Tramite un’apposita funzione di ricerca, infine, è possibile scoprire come e quanto un determinato tema sia stato coperto nel tempo dalla stampa locale e gli eventuali topic più frequentemente associati a esso.

A solo titolo d’esempio? Tra le macro-aree meno coperte dalla stampa italiana lo scorso 1 aprile, le questioni internazionali riguardanti Russia, Egitto, Cina, Ucraina, Siria, alcune questioni economiche legate alla borsa newyorkese e, in parte inaspettatamente trattandosi dei giorni della visita americana di Renzi, news riguardanti protagonisti della politica d’oltreoceano come Obama e Donald Trump. Prevedibilmente, invece, chiedendo a Unfiltered.News di tracciare quello stesso giorno la copertura di notizie riguardanti estrazioni petrolifere e affini, il protagonismo va alla stampa nostrana, stanti gli eventi e il contesto politico.

Quello che l’informazione globale non dice

Così viene visualizzata su Unfiltered.News la mappa degli argomenti più ignorati da chi si occupa di informazione in giro per il mondo.

Ancora in fase beta, Unfiltered.News ha tutti «i limiti di un progetto in work in progress, come il fatto che i singoli argomenti (per esempio il virus Zika) non siano correlati a concetti più ampi (come, in generale, salute o virus) o che, al momento, venga mostrata solo la top 100 degli argomenti per nazione, motivo per cui ci sono storie che pur essendo coperte dai media di uno specifico paese non vengono rappresentate nella mappa o vengono segnate tra le mancanti», spiegano gli sviluppatori.

«I motori di ricerca, i social media, gli aggregatori di news – continuano i responsabili – sono abilissimi nel condurci attraverso informazioni che sono molto vicine ai nostri interessi ma che, allo stesso tempo, sono limitate dal set di topic e di persone che decidiamo di seguire. Anche se leggiamo più fonti durante una giornata, quello che scopriamo dipende dalla lingua in cui leggiamo e dagli argomenti a cui le nostre fonti decidono di dare copertura. Queste limitazioni creano una sorta di news bubble che influenza la nostra prospettiva e la nostra consapevolezza del mondo. Spesso perdiamo l’opportunità di connetterci ed empatizzare con idee che vanno oltre i nostri confini».

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