Mobile: un bisogno primario nell'era delle app

Le audience contemporanee sono sempre più mobile first ed arrivano a considerare il mobile un bisogno primario. Quali sono i motivi?

Mobile: un bisogno primario nell'era delle app

Nel novembre 2014 il Wall Street Journal pubblicava l’articolo “The web is dying: apps are killing it”, in cui si ipotizzava  il futuro declino del web a causa delle app disponibili per i diversi dispositivi mobile. Oggi, nel 2017, si può affermare che si è definitivamente entrati nell’era delle app e del mobile. L’audience digitale globale è, infatti, sempre più mobile first: crescono, quindi, gli utenti che si affidano principalmente a questo tipo di dispositivi nei diversi momenti della giornata. Questo fenomeno, poi, è stato evidenziato chiaramente da comScore nel report internazionale del 2017 “La Piramide dei bisogni del Mobile“, basato sui dati mobile e multipiattaforma provenienti da nove diversi mercati internazionali (Brasile, Canada, Cina, Indonesia, Italia, Messico, Regno Unito, Spagna e USA).

Dallo studio emerge che questa tipologia di dispositivi ha un ruolo primario tra gli strumenti digitali in tutto il mondo, dominando il totale del tempo speso online. Sembra che infatti vengano utilizzati per oltre il 60% del totale del tempo in tutti i mercati analizzati, fino a raggiungere addirittura il 90% in Indonesia. Di conseguenza, a crescere in maniera rilevante è l’utilizzo delle app che rappresenta oltre l’80% dei minuti spesi da dispositivi mobile.

Fonte: comScore

L’evoluzione dei mercati mobile, però, non è omogenea e risponde a bisogni ed esigenze locali. Ci sono, infatti, paesi come il Regno Unito, il Canada, gli Stati Uniti o l’Italia in cui è presente una audience digitale ancora multipiattaforma, mentre paesi come l’Indonesia o il Messico sono caratterizzati da una gran parte della popolazione “mobile only” (rispettivamente il 70 e il 40%). Le audience mobile only in America Latina e in Asia tendono a coincidere con la generazione dei Millennial, utenti della fascia d’età compresa tra i 18 e i 35 anni. Nel Nord America e in Europa, invece, questo stesso target è distribuito in maniera equa in tutti i segmenti demografici.

Fonte: comScore

Stando a i dati di Comscore, il 2016 è stato l’anno che ha dato il via all’era delle app. Nel giugno 2016 nel Regno Unito più del 50% del tempo online è stato trascorso dalle mobile app e ad agosto, invece, il 30% degli utenti spagnoli non utilizzava più il desktop per essere online.

Sempre nel 2016, poi, è scoppiato il fenomeno Pokémon GO che solo negli Stati Uniti ha registrato 55 milioni di utenti nel mese di luglio.

AppAnnie ha stimato che nel 2016 sono state trascorse da app quasi mille miliardi di ore, un numero che è destinato anche ad aumentare in futuro. Essere connessi da mobile e usare diverse app è diventato ormai, in molti casi, un modo per gestire la propria vita quotidiana in tutti i suoi aspetti.

I diversi comportamenti digitali sono stati analizzati da Comscore che li ha associati ai vari bisogni umani, utilizzando come modello di riferimento la piramide dei bisogni di Maslow.

La piramide dei bisogni via mobile. Fonte: comScore

In generale si fa ricorso al mobile per soddisfare bisogni fisiologici fondamentali per vivere, per avere sicurezza finanziaria e lavorativa, per motivi relazionali, per manifestare i propri interessi e, infine, per autorealizzarsi.

Nello specifico, per i bisogni fisiologici il mobile è utilizzato per  l’acquisto di cibo e i servizi di food delivery, ma anche per l’acquisto di abbigliamento, soprattutto nei mercati nordamericani ed europei. Relativamente alle esigenze di sicurezza finanziaria, più del 50% degli utenti usa esclusivamente le mobile app per le proprie attività legate al banking. Tra i bisogni legati alla sicurezza va senza dubbio inclusa la ricerca di informazioni relative al meteo, effettuata esclusivamente da mobile, mentre quelli riguardanti la sfera dell’affettività e delle relazioni interpersonali possono essere soddisfatti utilizzando un numero svariato di app. I vecchi sms sono stati ormai sostituiti da videochiamate e i servizi di messaggistica istantanea, in particolare Facebook Messenger, WhatsApp, Line, WeChat, QQ messenger, guidano il mercato delle comunicazioni.

Fonte: comScore

Per sentirsi apprezzati dagli altri nell’era delle app, poi, si frequentano gli ambienti dei social media in cui si trascorre tra il 20% ed il 40% di tutti i minuti spesi su mobile. La velocità e la comodità delle app consentono, inoltre, di realizzare sogni e aspirazioni, come viaggiare o esprimere la propria creatività, per esempio.

La ricerca di comScore evidenzia come nell’era delle app il mobile sia diventato un bisogno primario. Al di là dell’età anagrafica, si preferisce essere online in maniera veloce e comoda, cosa che si concretizza utilizzando i propri smartphone, e vivere un’esperienza personalizzata tramite app.

Sono proprio le app sui dispositivi mobile, sempre presenti nella vita quotidiana, a facilitare la diffusione di pratiche complesse come la transazione bancaria o la prenotazione di un viaggio. Esse, quindi, non solo usate per relazionarsi con gli altri, ma anche per gestire aspetti della vita professionale e finanziaria attraverso canali non standard.

Questi nuovi comportamenti dell’audience digitale devono spingere le aziende a puntare in maniera strategica e creativa sulle app che costituiscono per moltissimi utenti l’unico punto d’accesso al web. Le aziende, quindi, dovranno essere in grado, in un futuro non troppo lontano, di interagire con target mobile only abituati a uno stile di comunicazione interattiva e personalizzata.


A firma di: Giovanna D'Urso Contributor
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