Giovedi 21 Giugno 2018
MacroambienteIl moderno gioco della verità: WhatsApp

Il moderno gioco della verità: WhatsApp

Sospetti un tradimento? Sospetti che l’altro ti menta spudoratamente? Ora puoi scoprirlo: basta spiare l’altro tramite WhatsApp


Giuliana Maria Volpe

A cura di: Giuliana Maria Volpe Autore Inside Marketing

Il moderno gioco della verità: WhatsApp

L’11 febbraio 2016 è uscito nelle sale “Perfetti sconosciuti“, film diretto da Paolo Genovese, incentrato proprio su come applicazioni come WhatsApp abbiano cambiato, in peggio, la nostra vita e di quanti segreti e retroscena si nascondano dietro smartphone, pc e tablet.

WhatsApp e ‘Perfetti sconosciuti’: l’idea alla base del film

Tutto inizia quando, per ravvivare una cena tra amici di lunga data, l’analista Eva, interpretata da Kasia Smutniak, fermamente convinta che tante coppie si lascerebbero se entrambi i partner avessero l’accesso a messaggi, WhatsApp, chiamate dell’altro, propone di mettere i propri telefoni sul tavolo e accettare di leggere, nonché rispondere pubblicamente, a sms, messaggi vari e telefonate. Come è facile immaginare, il corso della serata trasforma quella che sembrava una serena reunion amichevole nel momento zero della verità in cui ciascun membro rivela la propria maschera agli altri. Viene fuori, quindi, che l’amico di una vita, che si è fatto strada come professore di ginnastica, è stato licenziato per la sua natura omosessuale –taciuta agli altri che conosce da sempre ma di cui in fondo non si fida affatto –, l’amico fresco di nozze ha in realtà più di un’amante, un altro amico nasconde alla moglie che ogni sera alle 22 chatta con una ragazza più giovane che gli manda foto non proprio innocenti, la moglie di quest’ultimo, invece, si diverte nel chattare in modo perverso con uno sconosciuto. Insomma tutti esempi di come gli smartphone siano diventati “la scatola nera della nostra vita” e di quante verità nascoste svelerebbero se potessero parlare.

Niente più segreti con WhatsApp?

In effetti il film mostra perfettamente, in chiave brillantemente ironica, la certezza dei nostri tempi moderni e cioè che non esistono segreti, nel momento in cui questi coinvolgono la vita pubblica e social di ognuno. Ed è proprio in questo scenario che si inquadra una nuova tendenza: usare WhatsApp per spiare e controllare il partner per scoprire se ha amanti o altri segreti: se si sospetta un tradimento si può scoprirlo tramite l’app di messaggistica più nota, semplicemente avendo l’accesso al telefono del partner per pochi minuti per poter eseguire una procedura, assolutamente non legale perché si configurano i reati di violazione della privacy o addirittura accesso abusivo a un sistema informatico.

WhatsApp, comunque, consentirebbe di poter scoprire presunti tradimenti. Come?

  • Avendo l’opportunità di tenere in mano lo smartphone che si vuole controllare, anche se solo per pochissimi minuti, approfittando di un attimo di distrazione del partner, bisogna essere rapidi e andare sulla pagina whatsapp.com;
  • a questo punto apparirà una schermata con un QR code;
  • successivamente, basterà andare sul WhatsApp della persona attraverso WhatsApp web, e cliccarci sopra per aprire la telecamera che, scansionando il codice, permetterà l’accesso a tutte le chat, nonché a foto, video, messaggi, file audio di WhatsApp del partner.

Sembra assurdo ma è così: non esiste più privacy o segreto, tutto può essere reso pubblico nonché essere scoperto in pochissimi e semplicissimi passaggi. A questo punto sorge spontanea una domanda esistenziale: ma è davvero necessario accettare di poter essere sempre e costantemente sotto l’occhio di tutti per socializzare e restare in contatto con gli altri? È più importante il bisogno di socializzazione o quello di privacy?

Ovviamente la risposta è insita all’interno di ognuno, tuttavia rimane la tristezza e l’amarezza della consapevolezza di vivere perennemente sotto il controllo di altri e questa condizione di “prigionia” dovrebbe creare quantomeno un fastidio legato al bisogno necessario e fondamentale di intimità e di riservatezza che le moderne tecnologie, app e WhatsApp azzerano.

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