MacroambienteMusica e streaming: le abitudini di consumo degli utenti

Musica e streaming: le abitudini di consumo degli utenti

Una ricerca di Ipsos Connect dipinge un quadro interessante sul consumo di musica online. Almeno il 71% usa servizi streaming in abbonamento.

Musica e streaming: le abitudini di consumo degli utenti

Gli ambienti digitali hanno profondamente cambiato anche il consumo musicale. Tra i maggiori protagonisti di questa rivoluzione ci sono, da sempre, i servizi per l’ascolto di musica in streaming. Una buona notizia proprio in materia sembra arrivare ora da “The Music Consumer Insignt Report 2016”, una ricerca condotta da Ipsos Connect su 13 mercati musicali tra i più importanti a livello internazionale (tra cui Usa, Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Svezia, Giappone, Corea del Sud, Brasile e Messico).

I risultati evidenziano una sempre crescente popolarità dei servizi per lo streaming musicale a pagamento, soprattutto fra i più giovani. Almeno il 71% degli utenti internet tra i 16 e i 64 anni, infatti, ne usa uno; percentuale in crescita del 20% rispetto alla rilevazione precedente. Di questi, almeno l’82% acquista musica anche in altre forme. E, più in generale, il 48% degli internauti paga già per la musica che ascolta, tanto che si tratti della fruizione dei servizi streaming quanto che si tratti invece di acquisti fisici o download.

Musica e streaming: le abitudini di consumo degli utenti

Fonte: Ipsos Connect

Cosa convince dello streaming musicale?

I più affezionati allo streaming di musica a pagamento sembrerebbero essere i più giovani. A livello globale, infatti, un terzo dei giovani tra i 16 e i 24 anni ne fa già uso. Anche in questo caso il trend è largamente positivo: la percentuale di under 25 paganti è, infatti, in crescita di quasi il 40% rispetto al 2015. A convincere dei servizi per la musica in streaming è soprattutto la facilità di utilizzo, ma contano anche la disponibilità di un catalogo praticamente illimitato di brani e la possibilità di scoprire musica nuova. Anche le playlist sono tra i punti di forza dei servizi di streaming musicale: creare e personalizzare la propria, affidarsi a quelle già confezionate da altri utenti o dagli stessi player, collaborare a crearne di condivise sono tutte attività che appagano gli ascoltatori più giovani. Quanto al valore aggiunto delle versioni a pagamento, rispetto alle corrispettive versioni free, consisterebbe soprattutto nella possibilità di ascoltare musica anche offline e senza interruzioni pubblicitarie.

Il consumo di musica via smartphone

L’altro importante trend evidenziato dallo studio di Iposos Connect è l’aumento del consumo mobile di musica. Il 55% degli utenti internet (il 10% in più rispetto allo scorso anno), infatti, ascolta musica attraverso lo smartphone. Proprio i cellulari di ultima generazione, del resto, stanno diventando i device più comunemente utilizzati per il consumo musicale, soprattutto nei mercati in via di sviluppo come quelli messicano (77% degli ascoltatori), sudcoreano (75%) e brasiliano (69%).

Musica e streaming: le abitudini di consumo degli utenti

Fonte: Ipsos Connect

Ascoltare musica su YouTube

Nonostante la presenza sul mercato di servizi specificatamente dedicati allo streaming musicale (Spotify è solo il più conosciuto in Italia, ma ci sono anche competitor come Deezer o Pandora), la maggior parte del consumo di musica online avviene su YouTube. L’82% di chi utilizza la piattaforma, infatti, lo fa per ascoltare musica e la percentuale cresce almeno al 93% nella fascia tra i 16 e i 24 anni. Ciò che può sorprendere rispetto al consumo di musica su YouTube è che il servizio di video streaming viene utilizzato quasi esclusivamente per l’ascolto on demand di musica che già si conosce: l’81% degli utenti, infatti, si limiterebbe a cercare e ascoltare brani già noti, non dedicandosi alla scoperta di musica nuova. L’uso così massivo della piattaforma sembrerebbe smentire tra l’altro, almeno in parte, il successo dei servizi di streaming musicale a pagamento. Se c’è una ragione per cui la maggior parte degli utenti dice di preferire YouTube è, infatti, secondo Ipsos Connect la gratuità del servizio: solo il 27% degli utenti dice di utilizzarlo per scegliere la musica prima di acquistarla. Allo stesso tempo, però, di fronte all’ipotesi dell’introduzione di una fee anche da parte di YouTube almeno il 13% degli utenti si direbbe pronto a pagare per continuare a utilizzare il servizio.

Musica e streaming: le abitudini di consumo degli utenti

Fonte: Ipsos Connect

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Fonte: Ipsos Connect

Il problema del copyright

Il problema principale per quanto riguarda il settore rimane, comunque, ancora la violazione del copyright. Almeno il 35% degli utenti, infatti, accede alla musica online tramite servizi illegali. Percentuale che cresce fino al 49% tra i più giovani, nella fascia tra i 16 e i 24 anni. La violazione più comune, comunque, non è più tanto il download da siti pirati come accadeva qualche anno fa, quanto l’accesso tramite servizi di streaming illegali (e gratuiti). La nota curiosa sottolineata da Iposos Connect è il ruolo che hanno i motori di ricerca nel facilitare il consumo illegale di musica online: il 66% degli utenti, infatti, cerca la musica pirata direttamente su Google e simili, attraverso stringhe di ricerca esplicite.

Musica e streaming: le abitudini di consumo degli utenti

Fonte: Ipsos Connect

I giovani e la musica

Come si è già visto, sono soprattutto i giovani a utilizzare i servizi di streaming musicale. Chi ha oggi tra i 13 e i 15 anni, infatti, è cresciuto in un contesto di assoluta disponibilità dei servizi online per la musica on demand. Per questo, almeno l’82% di loro li utilizza già e dimostrerebbe una spiccata disponibilità a pagare. Più in generale, del resto, sono gli utenti che hanno un rapporto più viscerale con la musica (l’83% la considera importante per la propria vita), sono interessati a scoprire nuovi generi ed espressività musicali (il 66% contro il 55% dei Millennials) e reputano fondamentale che gli artisti siano pagati per il loro lavoro (lo è per il 64% di loro).

Musica e streaming: le abitudini di consumo degli utenti

Fonte: Ipsos Connect

Lo streaming musicale in Italia

L’Italia presenta un quadro in armonia con i dati presentati da Ipsos a livello mondiale. Almeno il 40% degli utenti italiani, infatti, usa servizi di audio streaming, anche se la percentuale scende al 20% se si considerano solo quelli a pagamento. Il 68% degli utenti, poi, ascolta musica online soprattutto attraverso lo smartphone e anche nel nostro paese YouTube rimane il luogo “ideale” per il consumo musicale (con il 91% di utenti che lo utilizza per questo scopo, è sul podio dopo Messico e Brasile). In linea coi risultati a livello mondiale anche le dinamiche di ascolto: la maggior parte degli italiani (l’89%), infatti, ascolta su YouTube musica che già conosce, contro una piccola fetta (il 63%) di utenti che lo usa per scoprire musica nuova.

Musica e streaming: le abitudini di consumo degli utenti

Fonte: Ipsos Connect

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Fonte: Ipsos Connect

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Fonte: Ipsos Connect

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Fonte: Ipsos Connect


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore Inside Marketing
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