ComunicazioneElon Musk ha citato in giudizio Jack Dorsey, pur di non dover acquistare Twitter

Elon Musk ha citato in giudizio Jack Dorsey, pur di non dover acquistare Twitter

musk cita in giudizio jack dorsey

È l'ultima mossa di una querelle iniziata quando Musk accusò la compagnia di mentire sul numero di bot e profili fake per gonfiare il valore delle azioni: portare davanti alla Corte Dorsey servirà a svincolarsi dall'accordo?

Elon Musk cita in giudizio Jack Dorsey, il fondatore ed ex CEO di Twitter, come ennesima mossa nel tentativo di tirarsi indietro senza penali dal precedente accordo – multimiliardario – per l’acquisizione della compagnia.

Perché ora Elon Musk cita in giudizio Jack Dorsey

Secondo la ricostruzione di Reuters, un atto depositato lunedì 22 agosto invita Dorsey a comparire davanti alla Corte di Delaware, individuata come competente nella causa intentata da Twitter dopo che il patron di Tesla aveva manifestato la volontà di ritirare l’offerta per l’acquisizione del social.

L’ex CEO di Twitter dovrà rendere conto delle conversazioni avute con i dirigenti della compagnia a partire dal 1° gennaio 2019 e in particolare di quelle riguardanti la presenza su Twitter di bot e profili fake, causa ufficiale del ripensamento di Musk sull’acquisizione.

L’imprenditore e i suoi legali sembrano interessati soprattutto ad avere informazioni sulla mDAU, come specifica ancora Reuters, ossia una metrica utilizzata da Twitter per definire il numero di utenti attivi sulla piattaforma e, sulla base di questi, obiettivi di business e dividendi.

Elon Musk cita in giudizio Jack Dorsey, insomma, continuando a usare come argomento la poca trasparenza delle operazioni finanziarie di Twitter. Un argomento che, nei mesi scorsi, aveva spinto l’imprenditore ad accusare la compagnia persino di aver mentito nei report finanziari destinati agli stakeholder sulla percentuale di account sospetti presenti sul social, gonfiando in questo modo indebitamente il valore delle singole azioni, tanto che, in base alla proposta originaria, Musk avrebbe dovuto pagare oltre 54 dollari per singola azione.

Più volte i vertici della compagnia erano intervenuti per rispondere alle accuse di Musk: lo aveva fatto persino il nuovo CEO di Twitter, Parag Agrawal, spiegando in lungo thread[1] sul proprio account perché è difficile fare la conta di bot e account fake.

La scorsa settimana l’ex capo dei prodotti di consumo della compagnia, Kayvon Beykpour, e l’ex responsabile delle entrare e dei prodotti, Bruce Falck, erano già stati chiamati a testimoniare[2] davanti alla stessa Corte a cui dovrà ora dovrà rispondere Dorsey.

La causa “Twitter vs Musk” sulla mancata acquisizione ha una data di inizio

Finora non sono arrivati commenti ufficiali alla notizia secondo cui Elon Musk cita in giudizio Jack Dorsey, ma dalla compagnia hanno tenuto a sottolineare chiaramente come l’indecisione di Musk e l’accordo di acquisizione rimasto in sospeso le siano costati nell’ultimo trimestre oltre 33 milioni di dollari[3].

Non sorprende così che ci sia molta attesa ai vertici di Twitter per la decisione della Corte di Delaware. Anche per questo è stata accolta con sollievo l’ufficialità della data d’inizio del processo fissata dai giudici al 17 ottobre 2022[4], nonostante Musk abbia provato a ritardare l’avvio fino a febbraio 2023.

Non si può dire, del resto, che la lunga querelle con il patron di Tesla abbia giovato a Twitter da un punto di vista di solidità finanziaria. Ultima in ordine di tempo, la notizia secondo cui Jack Dorsey è stato citato in giudizio da Elon Musk ha fatto crollare il titolo del 2.5% – nella serata di lunedì 22 agosto valeva, ancora secondo Reuters, 42.89 dollari – e reazioni simili si sono avute in borsa a ogni “tira e molla” dell’imprenditore.

La fine dell’idillio tra il patron di Tesla e Jack Dorsey?

L’ultima mossa di Musk contro Dorsey ha generato chiacchiericcio anche tra i non addetti ai lavori, soprattutto perché tra i due sembrava ci fossero fin qui buoni rapporti. Nel corso di un’intervista per Rolling Stone Jack Dorsey aveva mostrato grande apprezzamento per le imprese di Tesla e SpaceX[5].

Quando sono iniziate le prime difficoltà interne e finanziare di Twitter, lo stesso founder aveva sostenuto che l’arrivo di Musk all’interno della compagnia fosse l’«unica soluzione»[6] di cui si fidasse; Elon Musk che poi era stato salutato pubblicamente con un tweet in cui era citata la canzone Everything In Its Right Place – letteralmente “tutto è al posto giusto” – dei Radiohead.

Dopo che Elon Musk è diventato azionista di maggioranza di Twitter acquistando oltre il 9% delle azioni, Dorsey in prima persona aveva fatto pressioni perché accettasse anche un posto nel board. Più in generale, Musk e Dorsey sembravano condividere una stessa visione su temi come libertà di espressione, open source.

Difficile pensare così a una comunanza di interessi improvvisamente venuta meno; più facile è che la citazione in giudizio di Jack Dorsey sia ora una sorta di atto dovuto.

Altre notizie su:

© RIPRODUZIONE RISERVATA È vietata la ripubblicazione integrale dei contenuti

Resta aggiornato!

Iscriviti gratuitamente per essere informato su notizie e offerte esclusive su corsi, eventi, libri e strumenti di marketing.

loading
MOSTRA ALTRI