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MacroambienteVanity Fair lancia la prima copertina realizzata in NFT, con Elodie come protagonista

Vanity Fair lancia la prima copertina realizzata in NFT, con Elodie come protagonista

L'insolita copertina è stata lanciata il 22 settembre e resterà in edicola fino al 28 dello stesso mese: con un'immagine esclusiva della cantante Elodie, la copertina di Vanity Fair trasformata in un NFT sarà venduta per 25mila dollari.

Copertina di Vanity Fair realizzata in NFT

Il periodico di attualità, cultura e moda ha accolto tra le sue pagine una delle più recenti tendenze del mondo tech: i token non fungibili. La nuova copertina di Vanity Fair realizzata in NFT ha già trovato un acquirente e per segnalare il lancio dell’edizione speciale la rivista ha pubblicato un’intervista esclusiva alla cantante Elodie, realizzata dal direttore Simone Marchetti.

Un trend sempre più diffuso, ripreso dalla copertina di Vanity Fair (che è anche un NFT)

La foto di Elodie, scelta per la copertina speciale di Vanity Fair realizzata in nft , è stata rielaborata e realizzata tecnicamente dalla startup Valuart. In un’intervista pubblicata in occasione del lancio, il direttore del periodico ha chiarito le motivazioni alla base della decisione di trasformare una cover di Vanity Fair in un NFT. Marchetti ha sostenuto che può trattarsi di «un contratto che stabilisce la provenienza, l’autenticità e la proprietà di un bene digitale. Qualcosa che esiste solo in rete ma che è maledettamente reale». A questo proposito, il direttore ha aggiunto che «il digitale sta diventando sempre più reale. E la sua influenza su di noi è sempre più radicale. Il nostro compito è comprenderlo, forse indirizzarlo, sicuramente non sottovalutarlo».

Sembra essere proprio questo lo scopo della rivista: Vanity Fair ha infatti deciso di dedicare un’edizione a quest’ innovazione tecnologica che ha già catturato l’interesse di molti artisti e di diversi esponenti del mondo della musica (come Snoop Dogg, il quale ha rivelato di essere un collezionista di NFT [1] o Mick JaggerDave Grohl che, insieme, hanno messo all’asta un token non fungibile). Come loro, anche diverse aziende hanno deciso di cavalcare l’onda del momento investendo nella creazione di NFT ispirati al proprio brand (come ha fatto per esempio Coca-Cola).

Un NFT che contribuirà a sostenere le donne afghane

Parallelamente vi è grande interesse da parte dei collezionisti di questo tipo di beni digitali e negli ultimi tempi diverse opere d’arte digitale sotto forma di NFT sono state vendute a scopi benefici: ne è un esempio la collezione di opere d’arte digitali realizzate in NFT, nate dalla collaborazione tra l’azienda alimentare Dole e Datuna, l’artista noto per aver mangiato la banana di Cattelan.

Un’iniziativa simile è stata portata avanti da Vanity Fair che venderà la copertina per 25mila dollari, somma che poi verrà devoluta alla onlus Pangea «per i progetti riguardanti la difesa e protezione delle donne afghane», come si legge in un post pubblicato da Elodie su Instagram.

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