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Domenica 09 Dicembre 2018
MacroambienteIl negozio 2.0 tra integrazione e tecnologia

Il negozio 2.0 tra integrazione e tecnologia

L'integrazione tecnologica tra vari canali online e offline per una esperienza a 360° del cliente sarà uno dei punti di forza del negozio 2.0


A firma di: Giovanna D'Urso Contributor
Il negozio 2.0 tra integrazione e tecnologia

Il digitale e le nuove tecnologie stanno cambiando il mondo del commercio, in primis i negozi fisici. Erroneamente il più delle volte si pensa che il digitale nel mondo del commercio significa solo piattaforme di eCommerce, ma oggi si può parlare benissimo di negozio 2.0 grazie all’integrazione di strategie online e offline. Certo, per i consumatori l’esperienza di acquisto in negozio rimane fondamentale, ma deve riuscire ad essere al passo con la tecnologia. Velocità, soluzioni in-store e mobile payment sono i tratti distintivi per un negozio 2.0. Questi sono elementi di grande importanza in quanto è necessario avere un giusto equilibrio tra vendita locale e vendita online, tra esperienza del cliente in negozio e contenuti online.

Per molto tempo si è pensato che le piattaforme di eCommerce potessero sostituire completamente i punti vendita tradizionale. Questa idea però sembra essere superata. Molti retailers hanno compreso infatti che lo store fisico e quello virtuale sono l’uno complementare dell’altro, capaci insieme di offrire al cliente un’esperienza di commercio unificato. Ma l’integrazione online e offline non basta. Bisogna adottare una strategia in grado di stimolare i consumatori ad entrare e acquistare nei negozi fisici che dovranno basarsi su nuovi concetti espositivi.

Società e mercati, clienti e consumatori stanno cambiando notevolmente e il settore dei retailer non può fare altrettanto vista anche l’influenza del digitale e dell’eCommerce. Forti segnali di cambiamento arrivano soprattutto dai clienti che trascorrono gran parte del processo d’acquisto cercando informazioni online e scambiando notizie sui social, verificando i prezzi sullo smartphone e condividendo foto dei prodotti acquistati con amici. Di conseguenza il punto vendita fisico non può essere inteso come un semplice  spazio per la vendita diretta, ma si dovrebbe affermare come punto di riferimento in cui raccogliere informazioni sui prodotti e ambiente per rafforzare la relazione tra brand e consumatore.
I punti vendita sono ancora importanti per il mercato italiano e, anzi, secondo i dati dell’Osservatorio Non Food di GS1 Italy c’è finalmente un’inversione positiva. I mercati non alimentari hanno registrato infatti nel 2015 una crescita dell’ +1,4% rispetto agli anni precedenti. Questi dati testimoniano quindi che le quote della distribuzione moderna sono ancora rilevanti nonostante la veloce crescita  dell’eCommerce. 

Le motivazioni principali che orientano i clienti a scegliere i negozi offline sono la convenienza strutturale o episodica, ma soprattutto la relazione di fiducia o l’abitudine. I vantaggi riconosciuti sono i servizi di supporto post e pre-vendita mentre gli store digitali si distinguono essenzialmente in termini di efficienza sia economica che temporale e logistica.

Il negozio 2.0, a metà tra esperienza offline e digitale, dovrà quindi essere in grado di avere un proprio linguaggio espositivo che punti su logica self, nuove tecnologie e modalità espositive sempre più customer oriented. I fattori competitivi che faranno la differenza per i negozi del futuro sono diversi. Conteranno l’atmosfera di novità e la capacità di rendere lo shopping un’esperienza di evasione e intrattenimento coinvolgendo i clienti dal punto di vista fisico ed emotivo. Ad esempio OVS per conquistare il target dei bambini ha introdotto delle postazioni interattive di infotainment attraverso cui i bambini possono giocare mentre scelgono capi d’abbigliamento.
Diventerà sempre più importante anche la capacità d’integrazione delle superfici fisiche di integrarsi con i diversi canali digitali. Durante l’Expo Milano 2015, grazie alla collaborazione tra Librerie Coop e Bookrepublic, è stato creato all’interno del supermercato ipertecnologico della Coop uno spazio fisico per affiancare ai libri cartacei schermi touch per acquistare gli e-book. Quest’integrazione tra librerie fisiche e digitale interesserà progressivamente tutti i 34 punti vendita esistenti, le librerie di nuova apertura e gli spazi libreria all’interno delle strutture di Eataly.

La digitalizzazione dei negozi 2.0 significa quindi anche integrazione tecnologica con le piattaforme di eCommerce ma anche con i social media, che consentiranno ai retail fisici di offrire ai clienti un’esperienza personalizzata aumentando anche il coinvolgimento e puntando a trasformare i clienti in veri brand ambassador. Una rivoluzione del concetto di negozio fisico è quindi da non sottovalutare perché oggi puntare soltanto sull’online non basta. Se da un lato il mondo virtuale può favorire la visita in store, dall’altro lato è evidente che gran parte dei punti vendita fisici al momento offrono un’esperienza deludente e demotivante rispetto a quella online. Il successo del negozio 2.0 sia esso fisico o digitale dovrà giocarsi sempre sulla soddisfazione dell’experience, vera leva competitiva e  di differenziazione.

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