MacroambienteAl Netcomm Focus Food 2022 dati, tendenze, best practice e storie del food commerce “all’italiana”

Al Netcomm Focus Food 2022 dati, tendenze, best practice e storie del food commerce "all'italiana"

Gli italiani amano sempre più fare la spesa online e lo confermano i dati. Il digitale, però, impone alle aziende food sfide nuove per la logistica, la customer experience, l'export: un'occasione di confronto firmata Netcomm.

Oggi almeno 10.8 milioni di italiani, che corrispondono a circa il 42% delle famiglie, fanno la spesa online: lo dicono i dati dell’Osservatorio Netcomm Digital FMCG presentato il 27 ottobre in occasione del Netcomm Focus Food 2022.

Presentati al Netcomm Focus Food 2022 i dati aggiornati sugli italiani che fanno la spesa online

Alcuni insight dello studio riescono a cogliere i cambiamenti in atto nel modo in cui gli italiani fanno acquisti food online.

L’eGrocery innanzitutto, dopo il boom vissuto tra il 2020 e il 2021, ha rallentato ed è tornato a crescere a ritmi pre COVID-19. Sono soprattutto categorie come il beverage a rallentare, anche per via di un graduale ritorno alla socialità che ha trasferito nuovamente fuori casa le occasioni per concedersi un drink. Categorie come pet care e personal care coprirebbero, invece, una fetta sempre maggiore dei carrelli online degli italiani: c’entrano soprattutto alcuni aspetti legati alla convenience degli acquisti online, cioè al fatto che in Rete sarebbe più facile trovare innovazione di prodotto, formato, packaging.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non sono i prezzi a rendere davvero conveniente oggi fare la spesa online: stando ancora ai dati dell’Osservatorio Netcomm Digital FMCG sarebbero mediamente più alti del 5.8% rispetto all’offline.

netcomm food 2022Questo potrebbe spiegare almeno in parte, come ha sottolineato il presidente di Netcomm Roberto Liscia presentando i dati dello studio al Netcomm Focus Food 2022, perché in Italia è ancora bassa rispetto agli altri paesi europei soprattutto la frequenza con cui si acquistano online beni alimentari e di primo consumo. Più in linea con la media europea, invece, sembrerebbero penetrazione e market share del food ecommerce : sono voci per cui l’Italia è terza in classifica.

Altro dato interessante è che attualmente è al Sud che l’eGrocery cresce di più: la pandemia sembra aver fatto in questo senso quello che in passato ha fatto la televisione, commenta ancora Roberto Liscia, ossia «uniformare il comportamento degli italiani».

Per il food commerce è tempo persino di andare oltre il concetto di omnicanalità

Proprio comportamenti e abitudini di acquisto degli italiani che fanno la spesa online sono stati protagonisti di diversi momenti del Netcomm Focus Food 2022, con tavole rotonde di addetti ai lavori e casi di studio e best practice italiane e non solo.

È stato Mario Bagliani, senior partner di Netcomm Services, a rivelare per esempio quali sono i principali driver che oggi convincono gli italiani a fare la spesa online (cioè assortimento, velocità, comodità) e alcune curiosità, non meno rilevanti per gli addetti ai lavori: tra queste, solo per citare degli esempi, il numero di prodotti in media nel carrello della spesa virtuale degli italiani (trentadue) e il valore medio dello scontrino.

L’esperto si è soffermato soprattutto su una delle domande più frequenti tra gli operatori del food, ossia su che canale conviene vendere. Quando si tratta di prodotti alimentari e di primo consumo non si può non tenere conto dell’importanza che ha soprattutto il momento della consegna: anche la più piccola difficoltà logistica si può trasformare in un danno consistente per il cliente.

Se a questo si aggiunge che è difficile per un’azienda specializzata in prodotti caseari, per esempio, garantire tanta varietà quanto quella di cui è alla ricerca chi fa la spesa online è più semplice capire perché l’eCommerce proprietario può non essere la migliore soluzione per il food. Meglio affidarsi alle piattaforme e, ancora di più, ai top player tra le piattaforme sembra essere il suggerimento dell’esperto. Tanto più se ci si intende inserire nel mercato crossborder: per il mercato estero vale ancora di più, infatti, quel dato su cui i principali studi sull’andamento dell’eCommerce concordano e secondo cui i consumatori preferiscono acquistare dai marketplace . Basti pensare, a proposito, che solo su Alibaba gli acquisti di prodotti food italiani raddoppiano anno dopo anno e che i consumatori esteri che acquistano online prodotti alimentari italiani sono consumatori che spendono mediamente di più e per un prodotto di gamma più alta, spesso peraltro essendo propensi anche ad aspettare un periodo di tempo medio-lungo pur di riceverlo.

Rinunciare a essere presenti sui marketplace per gli operatori del settore significa, insomma, rinunciare a una fetta consistente di pubblico.

netcomm focus food 2022

Come ha sottolineato nel corso del Netcomm Focus Food 2022 anche Giorgio Finzi, senior advisor di Netcomm Services, l’online export richiede una perfetta conoscenza dei mercati da penetrare e di abitudini, regole, ma anche norme e fattori culturali che di volta in volta incidono su come i consumatori acquistano. Anche a volersi fermare al mercato interno, comunque, non si possono non considerare fenomeni come quelli che hanno gradualmente trasformato servizi e piattaforme nate specificatamente per il food delivery (come Glovo, Deliveroo, ecc.) in veri e propri operatori di logistica che oggi guadagnano mercato a scapito dei pure player del settore. La «post canalità», come l’ha definita Armando Garosci, direttore editoriale di Largo Consumo, intervenendo al Netcomm Focus Food 2022, sembra essere insomma il vero trend del momento del food eCommerce.

La transizione gemella, digitale e sostenibile insieme, e i trend per il food commerce del futuro

Sviluppare una strategia votata all’omnicanalità – o all’omnicanalità all’ennesima potenza come per molti versi si può tradurre il concetto di «post canalità» – può non essere semplice, soprattutto se le aziende sono medio-piccole e hanno una gestione familiare come spesso accade in Italia per quelle della filiera agroalimentare.

Realtà come queste potrebbero non avere in-house soprattutto competenze e professionalità indispensabili per riuscire nella transizione digitale, come ha ricordato Vladi Finotto dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Essere affiancate da professionisti è quindi di vitale importanza per realtà come queste, tanto più che i grandi temi con cui sarà indispensabile confrontarsi in un futuro molto prossimo, anche per impulso del PNRR, saranno quelli della valorizzazione e non più solo del possesso o dello stoccaggio dei dati e della transizione gemella “digitale + sostenibile”.

Tra i trend per l’eCommerce nel settore food individuati nel corso del Netcomm Focus Food 2022 ve ne sono comunque anche alcuni più direttamente legati ai cambiamenti del viaggio del consumatore e alle modalità con cui le persone immaginano una customer experience perfetta e il momento dell’incontro con i brand . Alcune parole chiave per chi vorrà vendere cibo online saranno per esempio proximity commerce, dark store, cloud kitchen.

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