Lunedi 20 Maggio 2019
ComunicazioneNewsGuard arriva in Italia e promette di usare la «intelligenza umana» contro le fake news

NewsGuard arriva in Italia e promette di usare la «intelligenza umana» contro le fake news

NewsGuard arriva in Italia e promette di essere il primo filtro contro fake news e notizie manipolate ad arte gestito da un team «umano».


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore
NewsGuard arriva in Italia e promette di usare la «intelligenza umana» contro le fake news

È una semplice estensione da installare sul proprio browser che per ogni sito visitato rende disponibili dati anagrafici e informazioni rispetto alla qualità e all’affidabilità dei contenuti al suo interno: NewsGuard arriva in Italia, finalmente, ed è tra quelle iniziative contro le fake news che dovrebbero combattere  la misinformazione e rendere più sano l’ecosistema (digitale) delle news.

Come funziona l’estensione di NewsGuard che arriva, finalmente, anche in Italia

Già disponibile negli Stati Uniti e nel Regno Unito, al contrario di altri strumenti utilizzati per obiettivi simili, NewsGuard non è un filtro e non si basa solo su algoritmi ed elaborazione da parte delle macchine. L’estensione, cioè, non censura preventivamente contenuti e fonti sospette, rendendole direttamente non disponibili all’utente finale ma, come già si accennava, assegna un badge – verde nel caso di fonti considerate di qualità e completamente attendibili – a ogni sito nel database. Ed è proprio a partire dal badge – che, se si utilizza l’estensione, oltre che sulle pagine sarà disponibile anche nel newsfeed di Facebook per esempio – che il visitatore può avere accesso a una serie di informazioni «nutrizionali» che riguardano il sito stesso (così sembrano averle definite direttamente da NewsGuard, in riferimento alle etichette obbligatorie sulle confezioni degli alimenti che ne chiariscono provenienza, filiera produttiva e valori nutrizionali appunto).

L’altra grande novità con cui NewsGuard arriva in Italia è però – come si legge nel comunicato stampa diffuso – l’importanza della «intelligenza umana»: se fin qui erano stati per lo più gli algoritmi a penalizzare siti e fonti che diffondevano bufale, notizie non verificate o manipolate ad arte, NewsGuard conta soprattutto su un team dedicato di giornalisti e professionisti dell’informazione. I nove criteri sulla base del quale vengono definita la qualità e l’attendibilità di un sito di news e informazioni, infatti, hanno a che vedere soprattutto con la deontologia giornalistica. Il sito in questione pubblica notizie false o, invece, dimostra una forte cura nel modo in cui queste sono raccolte e presentate o, ancora, nel correggere gli eventuali errori? C’è una distinzione, anche visivamente chiara, tra fatti e opinioni e tra notizie organiche e contenuti pubblicitari o pubbliredazionali? È evitato il clickbait? Vengono fornite informazioni sull’assetto proprietario o sugli eventuali finanziamenti ricevuti? E sono chiari i ruoli e le responsabilità all’interno dell’organigramma redazionale? Sono questi, insomma, i principali interrogativi su cui NewsGuard prova a fare chiarezza. Osservati speciali sono, in più, i siti di nuova creazione e che raggiungono quasi istantaneamente una forte, quanto ingiustificata, visibilità: non di rado si tratta, infatti, di siti di fake news o che provano a diffondere maliziosamente notizie manipolate ad arte su temi cari alla propaganda politica come sicurezza pubblica, vaccini, migranti, misure economico-finanziarie.

newsguard arriva in italia come funziona

Ci sono almeno nove criteri che deve soddisfare perché il team «umano» di NewsGuard assegni il badge verde al sito o alla pagina il questione.

Fin qui, comunque, è stato analizzato da NewsGuard solo il 70% dei siti italiani che fanno news e informazione. La promessa è di coprire almeno il 90% entro giugno 2019. Come riporta Il Sole 24 Ore, però, dei buoni risultati sono già stati ottenuti dai big dell’informazione nostrana: la stessa testata, insieme a Il Fatto Quotidiano e l’AGI, ha ottenuto il badge verde per tutti i parametri; La Stampa ne ha soddisfatti otto su nove, mentre Corriere della Sera, Repubblica e Il Messaggero sembrano soddisfare solo sette parametri su nove.

Perché per gli italiani fake news e notizie manipolate rappresentano un problema

NewsGuard arriva in Italia comunque anche con un’iniziativa – il Media Literacy Partnership Program – rivolta primariamente alle biblioteche e che mira ad aumentare, appunto, la dimestichezza con le fonti e la loro verifica e la media literacy degli italiani.

Una ricerca di YouGov si aggiunge, del resto, alla lunga coda di studi che hanno provato a misurare l’impatto sociale delle fake news e anche in contesti che, non sempre e non per forza, riguardano la politica. La quasi totalità degli italiani (il 92%) considera «un problema» le notizie false o fuorvianti in cui ci si imbatte stando in Rete e altrettanto alta è la percentuale di chi crede che sia ormai arrivato il momento che i motori di ricerca (secondo il 74% degli intervistati) e le piattaforme social (per il 78%) facciano qualcosa di concreto per contrastare situazioni come queste, partendo proprio dal fornire maggiori informazioni rispetto alle fonti e ai contenuti di cui si fanno veicolo.

NewsGuard arriva in Italia alla vigilia delle elezioni europee e mentre Facebook chiude pagine sospette da milioni di fan

La soluzione di NewsGuard arriva in Italia, così, in un momento strategico: la campagna elettorale per le europee del prossimo 26 maggio, per la quale la Commissione ha a più riprese spinto i big del digitale ad adottare policy e linee guida ad hoc che garantiscano par condicio e un clima elettorale sano.

Policy che hanno già portato, per esempio, alla chiusura di oltre venti pagine Facebook con quasi 2,5 milioni totali di fan che condividevano fake news su temi come vaccini e migranti, estremamente polarizzanti per l’elettorato e vicini a issue strategiche per la campagna elettorale in atto. La maggior parte di queste pagine avrebbe violato le name policy della piattaforma, modificando in modo malizioso il proprio nome in modo da far credere agli utenti una certa vicinanza con quelle di soggetti politici ufficiali – la pagina più attiva tra quelle chiuse era, solo per fare un esempio, “Vogliamo il Movimento 5 Stelle al governo”, una community non ufficiale del M5S – e condiviso fake news e notizie manipolate ad arte, spesso indugiando tra l’altro in toni fortemente polemici e dando adito all’hate speech, nel tentativo di creare consenso attorno alle proposte dei due partiti al governo.

Non sorprende, insomma, in questa prospettiva che la maggior parte degli italiani (l’85%, per tornare ai dati di YouGov) troverebbe «molto» o «abbastanza» utile e sarebbe interessato a utilizzare uno strumento come NewsGuard. Orientarsi nel mondo della (dis)informazione online, del resto, è tanto indispensabile quanto difficile.

Libri di approfondimento

  • #iocredoallesirene. Come vivere (e bene!) in un mare di fake news
    #iocredoallesirene: se persino convivere con le fake news fosse possibile?

    La lotta alle fake news è una priorità. Se si trattasse, però, di narrazioni utili e non dannose? Una riflessione di Andrea Fontana.

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