ComunicazioneNewsruption: 4 novità dell’informazione online degli ultimi 10 anni

Newsruption: 4 novità dell'informazione online degli ultimi 10 anni

La ricerca Newsruption indaga il ruolo di carta, web e social nell'informazione attuale. Ma gli italiani non dimenticano la tv.

Newsruption: 4 novità dell'informazione online degli ultimi 10 anni

Il modo in cui gli utenti si informano è decisamente cambiato negli ultimi 10 anni e i principali fenomeni ce li restituisce la ricerca #Newsruption di Human Highway e Burson-Marsteller, che ha cercato di capire come sono mutati i comportamenti nella fruizione e nella ricerca dell’informazione tra carta, televisione, web e social.

Ecco i 4 risultati più interessanti:

1. Il declino della carta. Non serve l’indovino per sapere che nessuno (o quasi) compra più i giornali cartacei, dal momento che tutte le maggiori news si trovano in tempo reale sul web e sui social, ma adesso abbiamo dei dati sui quali riflettere. Secondo Newsruption, se messi davanti alla scelta del canale preferito mediante il quale informarsi, il 75% degli utenti si affida all’online – tra web e app – e solo il 16,2% si affida al supporto cartaceo.

2. La tv resta in testa. Ebbene sì, nonostante la crescita costante e imponente delle news via social, la televisione resta il mezzo di informazione dominante per gli italiani: quasi il 50% degli intervistati, infatti, ricorda di aver appreso di una notizia importante tramite la tv. Da segnalare, come già anticipato, l’aumento dei social network, in particolare Facebook, che raggiunge il 12,5% degli utenti, quasi quanto tutto il resto dei quotidiani online (13,4%).

3. Le news ci inseguono. Grazie alla condivisione online, le informazioni girano ad una velocità impressionante, tanto che un articolo viene diffuso in maniera massiva spesso al di là della testata di appartenenza, del nome dell’autore, della data di pubblicazione e anche della stessa affidabilità della notizia. Le informazioni, quindi, non ce le andiamo a cercare (come avveniva in precedenza, quando compravamo i giornali cartacei), ma ci capitano un po’ per caso nelle bacheche dei social. Inoltre, la condivisione è legata a doppio filo al proprio modo di vedere la realtà: se una notizia rafforza in modo positivo le opinioni che già abbiamo in merito ad un argomento, siamo più propensi a condividerla. Il social più utilizzato resta Facebook (96%), seguito da Twitter, Google+ in calo e LinkedIn in crescita (sarà l’effetto di Pulse?).

4. Pubblicare notizie online costa 8 volte meno del cartaceo. La rivoluzione dell’informazione digitale avvenuta tra il 2007 e il 2010 ha portato alla nascita di puri editori online, così i tradizionali giornali cartacei hanno deciso di sbarcare anch’essi nel mondo del web. I costi, però, non sono gli stessi. Infatti, se gli editori online mostrano una struttura più snella e capace di adattarsi molto ai ritmi e alle esigenze dei lettori e dell’informazione digitale, per i giornali cartacei è stato più difficile convertirsi al web a causa dei costi ereditati dall'”analogico”, in particolare quelli del personale. In media, secondo Newsruption, i giornali online hanno un costo a visita 8 volte minore rispetto a quelli cartacei; mentre gli editori tradizionali che operano anche sul web spendono più del doppio a visita se confrontati con gli editori solo digitali.


A firma di: Carla Panico Contributor
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