Sabato 23 Giugno 2018
MarketingNote su Facebook: dall’utilizzo per lo storytelling all’utilità nel marketing

Note su Facebook: dall'utilizzo per lo storytelling all'utilità nel marketing

Dallo storytelling politico a quello aziendale e di prodotto: le Note su Facebook sono uno strumento utile e vantaggioso ma sottovalutato.


Virginia Dara

A cura di: Virginia Dara Autore Inside Marketing

Note su Facebook: dall'utilizzo per lo storytelling all'utilità nel marketing

Sono tanti, si sa, gli strumenti che Facebook mette a disposizione di chi voglia consolidare la sua presenza digitale. Social media manager e web marketer lo sanno bene, per questo provano a ottimizzare le loro strategie digitali con tutti i tool disponibili. Ce n’è uno, però, spesso sottovalutato, nonostante possa essere utile tanto per «fare un resoconto delle tue vacanze estive o di un evento importante della tua vita, quanto per dire la tua riguardo a qualcosa che hai sentito dai media o scrivere una lettera aperta da condividere con il mondo. O, persino, per condividere una ricetta speciale con tanto di lista degli ingredienti e foto di ogni step», come scrivono dal team di casa Zuckerberg. Si tratta delle Note su Facebook che, a guardarle bene, sembrano essere lo strumento ideale per uno storytelling tutto “social”.

Le Note su Facebook sono un ritorno al blogging?

Il vecchio mantra che i video, le immagini, i post brevi sono i contenuti preferiti dagli utenti di Facebook e co., infatti, è ormai largamente smentito: anche i long form riescono a creare engagement e interazione e, che sia per fare personal branding o per raccontare una storia aziendale, sempre più spesso si torna a ricorrere al formato “blog”.

Per approfondimenti su: "post lunghi "
Video vs post “lunghi”: una sfida persa in partenza?

Non a caso da Menlo Park, già nell’autunno del 2015, avevano provveduto a un completo restyling delle Note, uno strumento strategico per lo storytelling, appunto. Disponibili da sempre, erano state fino a quel momento poco sfruttate da utenti e pagine. L’aggiornamento puntò, allora, a renderle più «belle» e «personalizzabili»: permettendo, per esempio, di aggiungere un’immagine di copertina, inserire e modificare foto all’interno, formattare il testo e arricchirlo con titoli e citazioni. Le note vennero poi ottimizzate anche per la visualizzazione da mobile e furono rese disponibili anche per le pagine (mentre nella loro prima versione erano riservate ai soli profili personali, ndr). Certo, restavano – e restano ancora – delle pecche: l’impossibilità di incorporare video da YouTube o post da Instagram, per esempio, che potrebbero rendere più “multimediale” la narrazione.

Molti, però, già allora salutarono le “nuove” Note su Facebook come un tentativo della piattaforma di casa Zuckerberg di tornare al linguaggio del blogging, linguaggio del resto mai veramente abbandonato dagli utenti e ancora così strategico persino per i soggetti business che raramente, nonostante la disponibilità di strumenti “2.0”, hanno rinunciato in questi anni a blog aziendali e simili.

Il “competitor” a cui guardare era in quegli anni Medium: la piattaforma, poco conosciuta in Italia, era stata creata da Evan Williams (già cofondatore di Twitter, ndr) nel 2012 per incoraggiare il long form writing e dare agli utenti da un lato lo spazio e gli strumenti per rendere di qualità il loro storytelling, dall’altro la possibilità di monetizzare i propri contenuti di valore. I risultati furono meno incoraggianti di quelli sperati e il business model di Medium si rivelò molto meno sostenibile del previsto, tanto che impedì alla piattaforma stessa di superare la soglia critica e di diventare mainstrem.

Come Facebook e co. puntano a mantenere i contenuti al loro interno

Esperimenti come quello di Medium o delle Note su Facebook, però, rimangono la metafora perfetta di un’esigenza avvertita in maniera sempre più forte dalle piattaforme social: mantenere il più possibile i contenuti al proprio interno. Per questa ragione, per esempio, sempre in quell’autunno 2015, fu resa disponibile una funzione beta che permetteva di aggiungere nuovi “elementi” a un post già pubblicato su Facebook (la feature si chiamava proprio “Aggiungi un post a questa storia”, ndr) e comporre, così, una sorta di “storiache si articolava nel tempo. Come è accaduto in tante altre occasioni, il roll out non fu mai completato forse perché l’opzione non fu abbastanza apprezzata dagli utenti. Già quella novità parlava, però, dell’importanza strategica per Facebook di fornire strumenti per lo storytelling e farlo direttamente al suo interno, senza permettere agli utenti di uscire dalla piattaforma e aumentandone così la “stickiness”. Di lì a poco, del resto, gli Instant Articles di Facebook avrebbero rappresentato un’importante novità tanto per il panorama social, quanto per quello editoriale.

In questi anni di strategie di contenuto competitive e di sforzi, in parte congiunti, delle piattaforme social e dei soggetti editoriali più tradizionali per rendere “vivibile” l’ecosistema dell’informazione digitale, partendo per esempio dalla lotta alle fake news, nessuno strumento comunque sembra aver fagocitato l’altro e differenziazione sembra essere diventata nel frattempo sinonimo di specializzazione. Tradotto, significa che Note, Instant Articles, post su blog proprietari riescono oggi a convivere – e a valorizzarsi reciprocamente, anzi – in strategie di contenuto sempre più complesse e integrate. Le Note su Facebook sono state parecchio apprezzate, in particolare per la loro vocazione decisamente mobile. Se è dai dispositivi mobile che proviene ormai il grosso delle connessioni, infatti, anche i contenuti non possono che adattarsi alle esigenze di utenti di questo tipo: velocità di caricamento e nessuna necessità di passare da un’app all’altra sono in questo senso il valore aggiunto delle Note su Facebook.

Utilizzo delle Note su Facebook per lo storytelling: due casi di studio

Non è un caso, allora, che anche soggetti tra i più tradizionali nel campo allargato dell’informazione abbiano preso a sfruttare regolarmente le Note su Facebook. Durante le primarie per le presidenziali americane del 2016, The Boston Globe per esempio le utilizzò per pubblicare dalla sua pagina ufficiale “Ground Game” la newsletter appositamente dedicata alla corsa alla Casa Bianca: «è un’ottima chance per raggiungere più persone e interagire meglio con loro», spiegò allora il responsabile dell’area social della testata.

Un altro “caso” interessante di utilizzo delle Note tutto italiano viene invece dallo storytelling politico: Matteo Renzi le usò per condividere quotidianamente dalla sua pagina Facebook le #eNews, una sorta di bollettino riassuntivo delle attività di governo (l’ex premier, del resto, fu anche il primo a utilizzare le dirette Facebook per il suo #MatteoRisponde, una sorta di botta e risposta con i cittadini, ndr).

Si può fare marketing con le Note su Facebook?

Non solo per raccontare una storia aziendale, di brand, politica: c’è chi ha provato a spiegare come utilizzare le Note per fare marketing all’interno di una strategia più complessa, efficace, integrata. Le avvertenze per i brand sono, per lo più, di buon senso: personalizzare il più possibile le proprie Note; scegliere degli elementi grafici chiaramente riconoscibili e inserirli nell’immagine di copertina, per esempio; adottare un tono di voce che sia in linea con la propria immagine, i propri valori aziendali e il resto dei propri contenuti.

Più interessanti sono, invece, i possibili usi suggeriti per le Note:

  • si può scrivere una nota che riassuma l’ultimo post del blog aziendale, per esempio, e linkarla allo stesso post in modo da avere un risvolto positivo anche per il traffico;
  • si può usare una nota per aggiornare un vecchio post o aggiungere informazioni in più e chiarificatrici;
  • le Note su Facebook, poi, possono rappresentare una buona alternativa – o il corrispondente social – alle pagine statiche del “Chi Siamo” o “About”;
  • possono essere anche un ottimo strumento per fare storytelling, sì, ma del prodotto nel caso per esempio di nuovi lanci o di anniversari e ricorrenze speciali per oggetti del proprio catalogo diventati “di culto”;
  • si possono usare le Note per chiarire i termini e le condizioni nel caso in cui si organizzino giveway o contest sui social;
  • possono essere utilizzate, inoltre, per dare ai propri utenti informazioni e aggiornamenti importanti su asset aziendali, cambi di leadership, ecc.;
  • una nota su Facebook combina l’immediatezza di uno strumento social con la possibilità di approfondimento dei long form: proprio per questo può rivelarsi, infine, uno strumento ideale nelle occasioni in cui si abbia bisogno di gestire una comunicazione di emergenza.
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