Martedi 18 Settembre 2018
MacroambienteDa Amazon alle novità su Wannacry: le notizie tech dall’11 al 17 giugno 2017

Da Amazon alle novità su Wannacry: le notizie tech dall'11 al 17 giugno 2017

Novità dal mondo dell'A.I. aggiornamenti su Wannacry, il brevetto di Amazon: quali le altre notizie tech della settimana?


Giuseppe Petrellese

A cura di: Giuseppe Petrellese Autore Inside Marketing

Da Amazon alle novità su Wannacry: le notizie tech dall'11 al 17 giugno 2017

Nuovo appuntamento con la nostra rubrica “Le notizie tech della settimana”, dedicata alle principali novità in ambito digital, tech e innovazione. Protagoniste di questi ultimi sette giorni sono state Google, grazie agli aggiornamenti dei propri software, e Amazon, che intende rivoluzionare il settore dei negozi fisici dopo l’acquisizione di Whole Foods. Notizie interessanti, poi, dal mondo dell’intelligenza artificiale e da Apple.

Di seguito le notizie tech principali del periodo che va dal’11 al 17 giugno 2017.

DOMENICA 11 GIUGNO – UN’A.I. PER SMASCHERARE FURTI D’IDENTITÀ

Il furto d’identità online è un processo composto da una sequenza di operazioni: una volta ottenuto un primo dato, il ladro cercherà di utilizzarlo per ricavarne degli altri sempre più specifici. Celebre è il caso che ha visto il collettivo di hacker responsabile dell’attacco del 2015 all’IRS (International Revenue Service): il gruppo, utilizzando nomi, indirizzi e numeri di previdenza sociale, è riuscito ad accedere alle informazioni sui rendiconti fiscali di circa 100mila contribuenti. Con l’avvento dell’intelligenza artificiale nel settore della sicurezza informatica è possibile immaginare un minore numero di attacchi di questo genere: ingannare un umano è ancora possibile, ingannare una macchina è certamente più complicato se non impossibile. È stato così individuato un sistema di A.I. in grado di smascherare furti d’identità, come spiega un recente studio condotto da un team di ricercatori italiani e pubblicato sulla rivista scientifica Plos One. Per la ricerca 40 volontari hanno risposto a 24 domande: le prime 12 richiedevano come risposta sì o no; le altre, invece, richiedevano informazioni più specifiche. Metà degli intervistati ha risposto dichiarando la verità, mentre gli altri hanno risposto con dati di un’identità falsa memorizzati in precedenza. Tra i fattori analizzati figura anche il modo in cui gli utenti con l’identità fittizia muovevano il mouse: l’algoritmo è, infatti, capace di scovare il malintenzionato con un’accuratezza che va dal 77.5% all’85%, ma aggiungendo i parametri dei movimenti del mouse la percentuale è salita fino al 95%.

LUNEDÌ 12 GIUGNO – AGGIORNAMENTO PER GBOARD 

Tra le notizie tech della settimana vi è il nuovo aggiornamento per una delle applicazioni più seguite dal colosso di Mountain View e cioè Gboard, la tastiera smart disponibile per Android e iOS.
Le caratteristiche principali che hanno portato questa tastiera ad essere una delle più utilizzate sono sicuramente la capacità di tradurre in tempo reale una conversazione e la funzione di ricerca Google integrata, oltre all’ottimo sistema predittivo.
Il nuovo aggiornamento consente all’applicazione di riconoscere le emoji disegnate dall’utente con le dita e di prevedere intere frasi durante la digitazione

MARTEDÌ 13 GIUGNO – APPLE LAVORA AD UN SISTEMA DI GUIDA AUTONOMA

Dopo anni di rumors e indiscrezioni il CEO di Apple, Tim Cook, ha confermato che la società fondata a Cupertino sta lavorando ad un progetto di guida autonoma. Nell’intervista rilasciata a Bloomberg, Cook definisce i sistemi autonomi come «la madre di tutti i progetti relativi all’intelligenza artificiale».

«L’autonomia è qualcosa di incredibilmente emozionante per noi, vedremo dove ci porterà», prosegue, evitando di specificare i campi in cui la compagnia sta sviluppando questa nuova tecnologia. Tuttavia, secondo gli addetti ai lavori questo è stato un primo passo verso la Apple Car, o, almeno, verso la creazione di un software di guida autonoma.

MERCOLEDÌ 14 GIUGNO – CASO WANNACRY, UN’IMPORTANTE RIVELAZIONE

Secondo molti servizi di intelligence dietro il ransomware Wannacry ci sarebbe la Corea del Nord. Secondo un’indiscrezione del Washington Post, l’agenzia nazionale per la sicurezza statunitense (NSA) riterebbe che l’attacco sia partito da hacker sponsorizzati dai servizi segreti di Pyongyang.
Molti esperti di sicurezza informatica hanno notato delle similitudini tra il codice di Wannacry e altri malware nordcoreani.

GIOVEDì 15 GIUGNO – GOOGLE BACKUP AND SYNC 

Il 28 giugno 2017 Google presenterà la nuova applicazione per gestire il backup e la sincronizzazione su cloud dei file di ogni cartella presente su locale.
Molto probabilmente sostituirà Google Drive e Foto, ma non si conoscono ancora tutte le funzionalità di questo nuovo software. Il lancio di Backup and Sync appare come una mossa di Big G. pensata per stimolare gli utenti a passare a piani cloud a pagamento, tenendo presente che con la velocità di upload di cui godono le moderne connessioni i 15 GB offerti gratuitamente dalla società potrebbero risultare presto insufficienti.

VENERDÌ 16 GIUGNO – AMAZON: STOP ALLO SHOWROOMING

Tra le notizie tech più rilevanti della settimana, vi è sicuramente quella relativa ad Amazon. La compagnia di Jeff Bezos ha recentemente depositato un brevetto che potrebbe essere utilizzato da numerosi negozianti per impedire ai propri clienti di confrontare i prezzi presenti nel negozio con quelli degli eCommerce. In pratica questo nuovo brevetto vieterebbe la pratica dello showrooming ed è quasi paradossale che a brevettarlo sia stata Amazon.
Risulta invece più credibile, comunque, il contrario: con questo brevetto la società di Seattle ‘interviene’ quando una catena di negozi, o anche un singolo negoziante, proibisce alla propria clientela di confrontare i prezzi dei prodotti online.

SABATO 17 GIUGNO – NOVITÀ PER TENSORFLOW

Tensorflow è una libreria software open source per il machine leaning, utilizzata in numerosi software Google come Foto, Gmail e il riconoscimento vocale.
Le nuove API della libreria includono un nuovo sistema di rilevamento degli oggetti per semplificare l’identificazione di questi ultimi nelle immagini. La vera particolarità riguarda i modelli inclusi nelle nuove API che sono progettati per operare su dispositivi poco sofisticati, come ad esempio uno smartphone, e possono gestire attività di rilevamento degli oggetti, riconoscimento del viso e riconoscimento di punti di riferimento.

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