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MacroambienteFiere ed esposizioni: in arrivo la deroga al regime “de minimis” per gli aiuti statali ai player del settore

Fiere ed esposizioni: in arrivo la deroga al regime "de minimis" per gli aiuti statali ai player del settore

È stato tra quelli più duramente colpiti dalla pandemia e dalle misure di contenimento del contagio: per questo l'Associazione esposizioni e fiere italiane - AEFI e gli altri addetti ai lavori confidano in aiuti e ristori statali erogati senza limiti e in deroga al principio "de minimis".

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Dopo linee guida e modelli per la ripresa in sicurezza delle esposizioni dal vivo è in arrivo un’altra importante novità fiere post COVID: la deroga al regime cosiddetto “de minimis”.

La deroga al regime “de minimis” garantirà a chi organizza fiere ed esposizioni un plafond di 190 milioni di euro a fondo perduto

Fin qui il settore fieristico rientrava in quelli per cui l’impianto normativo europeo prevedeva un tetto massimo, con soglia di 10 milioni di euro, per i contributi pubblici alle imprese. Grazie al lavoro di questi mesi del Ministero del turismo ora l’Italia è il secondo paese, dopo la Germania, a superare i vincoli imposti da tale principio del “de minimis”: si tratta in concreto della possibilità di accedere a un plafond di 190 milioni di euro complessivi messi a disposizione dei player del settore a fondo perduto, di cui 130 milioni relativi alle perdite subite nel 2020 e per effetto della pandemia.

Ad anticipare questa novità fiere post COVID, rispetto all’annuncio ufficiale atteso in questi giorni, è un comunicato stampa dell’Associazione esposizioni e fiere italiane – AEFI, il cui board direttivo si è complimentato con governo e Ministero per il raggiungimento di un risultato così «vitale» – questo l’aggettivo utilizzato dal presidente AEFI, Maurizio Danese, a commento della notizia – per il comparto. Comparto che, come ha sottolineato il vicepresidente dell’associazione e amministratore delegato di Fiera Milano, Luca Palermo, è «tra i pilastri del made in Italy, in considerazione del ruolo strategico che [le fiere] svolgono a favore dell’internazionalizzazione e della promozione del prodotto Italia».

Prima della pandemia di coronavirus, come emerge dai dati ufficiali citati dalla stessa AEFI, le manifestazioni fieristiche di portata nazionale e internazionale che avevano luogo nel Paese generavano business per almeno 60 miliardi di euro annui e coprivano almeno la metà dell’export delle piccole e medie imprese italiane.

Novità fiere post COVID: perché e come gli aiuti statali senza tetto massimo aiuteranno la ripresa

Il precedente regime “de minimis” per ristori e aiuti di Stato rischiava di mettere il Paese e le sue fiere in una posizione «fortemente svantaggiata nei confronti dei principali competitor europei», ha sottolineato tra gli altri il presidente di BolognaFiere, Gianpiero Calzolari. Questo in particolare nei confronti della Germania, primo paese europeo a chiedere e ottenere dalla Commissione il superamento del tetto massimo ai contributi pubblici alle imprese in virtù di una clausola già presente nel Temporary Framework, ossia il trattato che regola la materia, che prevede come ammissibili gli aiuti senza limiti in caso di eventi eccezionali, come di certo è stata l’emergenza coronavirus.

Non è difficile comprendere, così, l’entusiasmo di AEFI e degli altri player del settore per una novità fiere post COVID che «consente di investire sul futuro e di intercettare la ripresa anche dai mercati internazionali, garantendo crescita e sviluppo alle filiere produttive rappresentate dal quartiere Italia», ha commentato Maurizio Danese, presidente di VeronaFiere.

È unanime, insomma, la fiducia nella possibilità che la deroga al regime “de minimis” possa ridare respiro a un comparto che, per effetto (indiretto) della pandemia e (diretto) delle misure anticontagio adottate in Italia, ha perso lo scorso anno il 70% del fatturato e almeno il 95% nel solo primo semestre del 2021.

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