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MacroambientePerché è importante che i pagamenti digitali siano sempre più “frictionless”? La risposta degli esperti al Netcomm Forum 2022

Perché è importante che i pagamenti digitali siano sempre più "frictionless"? La risposta degli esperti al Netcomm Forum 2022

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Tante le novità riguardo ai pagamenti digitali presentate al Netcomm Forum 2022 da provider ed esperti di settore, concordi nel sostenere l'importanza dei metodi di pagamento nel rendere personalizzata la customer experience.

Uno dei macro trend per l’eCommerce emersi dagli interventi in plenaria della prima giornata di Netcomm Forum 2022 è che chi acquista online – soprattutto se non è tra i nuovi eShopper convinti dalla pandemia a trasformare parte dei propri acquisti in acquisti digitali – reputa fondamentale che l’intero customer journey sia quanto più fluido e senza intoppi possibile.

Gli occhi degli addetti ai lavori sono sempre più puntati sulla fase del checkout, considerato che è la fase in cui più rischiano di verificarsi eventi di diversa natura capaci di far tornare il consumatore indietro sui suoi passi, e soprattutto sulle novità riguardo ai pagamenti digitali.

Frictionless” è l’aggettivo più usato dai provider di pagamento ospiti del Netcomm Forum 2022 per riferirsi proprio ai pagamenti digitali. È infatti fondamentale che non ci siano ostacoli al momento del pagamento e il perché lo si capisce subito: vendere online è sempre più questione di vendere da mobile, vendere sui social network, vendere in live streaming.

Come le principali novità riguardo ai pagamenti digitali possono trasformarsi in strumenti di marketing

Inoltre, più le novità riguardo ai pagamenti digitali sono “senza frizioni” e più sono capaci di rendere personalizzata e tarata sulle singole esigenze dei consumatori anche una delle ultime fasi in cui si articola il viaggio del consumatore, com’è venuto fuori da un momento in cui sul palco del Netcomm Forum 2022 si sono confrontati in tandem portavoci di realtà come PayPal, PostePay, Axerve.

Per tornare alle aspettative di chi oggi compra online, del resto, una tra quelle emerse chiaramente nel corso dell’evento ha a che vedere con il riuscire a costruire relazioni significative con chi vende in Rete.

Poter selezionare di volta in volta la carta con cui pagare tra quelle già salvate nei propri wallet digitali o, ancor di più, poter dilazionare il pagamento in un certo numero di rate senza spese aggiuntive, com’è possibile grazie a metodi di pagamento come il buy now pay later (o BNPL), deve dare all’utente finale l’impressione che i brand da cui acquista – e, a monte, i provider per i pagamenti digitali a cui si rivolgono – conoscano perfettamente le sue esigenze e le sue preferenze e si impegnino per soddisfarle.
I benefici non sono solo in termini di maggiore attaccamento e fedeltà ma, anche, concreti e di maggiore probabilità che il cliente torni a comprare – online e non solo – se ha potuto scegliere il proprio metodo di pagamento preferito: secondo PayPal ciò è vero, per esempio, per il 76% di chi ha optato per il BNPL.

Sfruttare le novità riguardo ai pagamenti digitali e, più in generale, investire nell’offrire ai propri clienti quanti più metodi di pagamento possibile è oggi, insomma, a tutti gli effetti uno strumento di marketing.

Ottimizzare la customer experience puntando sui pagamenti (dentro e fuori al negozio)

Tra importanti considerazioni da fare sulla customer experience , ancora, c’è da sottolineare come la tanto decantata omnicanalità a cui deve essere orientato il funnel di vendita vale anche per uno degli step finali dello stesso, quello del pagamento appunto.

Se si è scelto di fornire ai propri clienti digitali una vasta scelta di metodi di pagamento è importante, per uniformare l’esperienza di brand, che la stessa varietà (o quasi) sia assicurata anche a chi acquista e paga in negozio: è questa la ragione per cui, come hanno sottolineato da Axerve, anche metodi nati per l’online si stanno ormai gradualmente spostando verso il fisico.

Vendere online permette, oltretutto, anche alle realtà più piccole, e che fino a qualche tempo fa erano strettamente legate al territorio, di rivolgersi a un pubblico globale. Va considerato però che tra le regola d’oro per l’internazionalizzazione è da sempre elencata considerare che esistono (anche profonde) diversità culturali tra consumatori: tra le differenze culturali non ne mancano di legate a come e quando si è più propensi a pagare per i propri acquisti (online) e ignorarle può essere preludio all’insuccesso del proprio eCommerce.

L’insegnamento più importante che dai due esempi appena fatti può trarre chi sta pensando a come gestire i pagamenti sul proprio shop online è immaginare gli stessi come parte integrante della customer experience e, perché no, come espedienti per aumentare la propria customer base con nuovi clienti attratti dalla possibilità di pagare a rate senza interessi o con wallet digitali e tramite processi one-click.

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