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ComunicazionePerché ora OnlyFans banna i contenuti sessualmente espliciti dopo averci costruito su un business?

Perché ora OnlyFans banna i contenuti sessualmente espliciti dopo averci costruito su un business?

Nel dare la notizia si parla di sicurezza, qualità dei contenuti e trasparenza, ma in realtà nella virata di rotta sui video e le dirette porno su OnlyFans c'entrerebbero i requisiti per i pagamenti imposti da banche, carte di credito e circuiti di pagamento digitale e i sex woker più attivi sul sito e le loro associazioni di categoria se ne sono accorti.

onlyfans banna i contenuti sessualmente espliciti

OnlyFans banna i contenuti sessualmente espliciti: la notizia è circolata sulla stampa di settore dopo l’anticipazione data da Bloomberg, creando non poche polemiche e perplessità tra addetti ai lavori e appassionati frequentatori del sito “alla Patreon” su cui poter pagare i propri creator preferiti per fruirne i contenuti.

I video hot, da semplici sex cam e spogliarelli in diretta a veri e propri corti porno dall’estetica raffinata, hanno avuto infatti un ruolo centrale nel successo di OnlyFans, fino a renderlo di fatto un luogo prediletto per i sex worker e per la loro battaglia per la liberalizzazione e la democratizzazione dei contenuti porno tanto demonizzati dal resto delle piattaforme digitali.

Dal prossimo 1° ottobre, però, si cambia rotta: OnlyFans banna i contenuti sessualmente espliciti o, meglio, gli utenti di OnlyFans non potranno più postare video porno o contenenti riferimenti sessuali espliciti a meno che gli stessi non rispettino termini e condizioni per l’utilizzo del sito accettati in fase di iscrizione. Termini e condizioni che, come sottolinea The Verge, potranno essere radicalmente modificati rispetto alla versione attuale nelle prossime settimane[1].

Perché OnlyFans banna i contenuti sessualmente espliciti: l’allarme riguardo a sicurezza e pornografia non consensuale

Questa decisione, come mostrano chiaramente alcune interviste realizzate da The New York Times[2], scontenta molto la grande platea di professionisti del porno e dei contenuti osé che avevano trovato in OnlyFans un canale utile a monetizzare il proprio lavoro anche in Rete. Dietro a ciò c’è ufficialmente la volontà di «rispettare i più alti livelli di sicurezza e moderazione di contenuti di tutte le piattaforme social», recita un virgolettato rilasciato alla stampa dai portavoce del sito.

Con i suoi 130 milioni di utenti attivi su base mensile e cresciuto in popolarità durante la pandemia grazie a personaggi famosi e artisti di ogni genere che lo hanno colonizzato alla ricerca di un canale d’introito sicuro anche in caso di lockdown e stop alle attività non essenziali, OnlyFans è finito spesso in questi mesi nel mirino della cronaca.

Tra le accuse più gravi vi sarebbero quelle della BBC secondo le quali il sito non sarebbe stato in grado di impedire che gli utenti aggirassero il limite minimo d’età per l’iscrizione (con la questione dell’age verification diventata “spinosa” per molte piattaforme digitali, come testimonia cosa è successo in Italia con TikTok e il Garante Privacy), permettendo così anche a minori di diciotto anni di vendere video espliciti propri e altrui o, meglio, di farsi pagare per la pubblicazione di contenuti di questo tipo [3]. Nell’ultimo report di trasparenza di luglio 2021[4], così, lo stesso sito è stato costretto ad ammettere di aver dovuto disattivare quindici account che pubblicavano immagini indecenti di minori e pornografia non consensuale.

Ufficialmente, insomma, OnlyFans banna i contenuti sessualmente espliciti per rendere il proprio un ambiente più confortevole e “friendly” a una platea quanto più vasta possibile di utenti. Se l’obiettivo fosse davvero questo, però, come lamentano gli stessi sex worker attivi su OnlyFans intervistati da The New York Times, basterebbe la nuova OFTV[5]: una sorta di spin-off non a pagamento e, soprattutto, privo di nudità e contenuti osé che i gestori del sito hanno lanciato a metà agosto 2021 proprio per poter raggiungere, coinvolgendo alcuni dei top creator e utenti più attivi al suo interno, un pubblico più generalista, in competizione con le altre piattaforme meno verticali e i big del social networking e dell’intrattenimento digitale.

Stop ai contenuto porno su OnlyFans: le ragioni economiche

Dietro allo stop ai contenuti porno su OnlyFans si intravede chiaro un problema di sostenibilità a lungo termine del business. Come scrive ancora Bloomberg, oggi il sito su cui gli utenti pagano una piccola fee mensile o una singola cifra per accedere a contenuti, della più svariata natura, condivisi dai propri creator preferiti è un sito su cui ci sono almeno due milioni di utenti attivi e che vendono contenuti dicendo di aver guadagnato da questi complessivamente più di cinque miliardi di dollari, con il risultato che gli stessi introiti commerciali di OnlyFans sono stati pari quest’anno a due miliardi di dollari (il sito applica, infatti, una commissione del 20% alle transazioni su utenti).

Quello di OnlyFans è, in altri termini, un business che è stato valutato almeno un miliardo di euro, ma che fatica ancora a trovare investitori e basi solide per la propria sostenibilità, forse anche e soprattutto per via della natura prevalente porno dei suoi contenuti. Indicativa è in questo senso la vicenda di come e perché fin qui Google e Apple hanno vietato il download dell’app di OnlyFans dai propri app store[6] e la decisione di casa Facebook di vietare agli utenti di pubblicizzare su Instagram i propri account OnlyFans[7], forse dopo che la piattaforma aveva cominciato a riempirsi dalle 22 in poi di dirette soft porn che invitavano a proseguire la visione a pagamento proprio sul sito.

Carte di credito e circuiti per il pagamento digitale hanno fatto pressioni per il ban ai contenuti sessualmente espliciti su OnlyFans?

L’input definitivo per il ban dei contenuti sessualmente espliciti su OnlyFans sembra venuto, però, dai circuiti di carte di credito e per i pagamenti digitali. Per tutelare la propria reputazione e la propria brand safety soggetti come questi, partner irrinunciabili per un sito che si presenta essenzialmente come un sito di fan funding , si sono mostrati spesso restii ad accettare transazioni da siti di contenuti espliciti e adesso, davanti al successo difficile da trascurare e appetibile da un punto di vista di opportunità commerciali di servizi digitali come P0rnhub, minacciano di chiedere alle banche che autorizzano le transazioni di denaro di verificare, entro pochi giorni, che chi fornisce materiale porno abbia predisposto meccanismi di controllo e di segnalazione efficaci per bloccare repentinamente ogni forma di contenuto illecito.

Prima che per OnlyFans e altri siti simili diventi impossibile processare qualsiasi pagamento, per qualsiasi tipo di contenuto, così gli stessi sembrano correre al riparo con una stretta proprio sui contenuti più espliciti.

Quell’atteggiamento ambiguo dei colossi digitali verso i contenuti porno

Questa decisione sarebbe stata presa nonostante questi contenuti abbiano rappresentato fin qui la categoria più nutrita di contenuti su OnlyFans e quella più amata e per cui la maggior parte degli utenti frequentava il sito e nonostante la Adult Performance Artist Guild e altre associazioni di categoria abbiano fatto notare su Twitter la potenziale perdita di introiti a cui molti sex worker andrebbero incontro se OnlyFans bannasse i contenuti espliciti, annunciando peraltro ulteriori azioni in merito [8].

Come hanno fatto notare molti addetti ai lavori, OnlyFans non è certo la sola piattaforma digitale che nel corso del tempo ha radicalmente cambiato il proprio approccio ai contenuti pornografici: prima di arrivare a linee guida che, a parole, vietano in toto ogni forma di nudo, qualche volta non risparmiando ai moderatori scivoloni sui nudi artistici e decisioni incoerenti a seconda che il nudo sia maschile o femminile, anche colossi del social networking come Facebook e Instagram si erano mostrati piuttosto tolleranti e disposti a chiudere un occhio anche sui contenuti più sessualmente espliciti, come se gli stessi fossero in qualche modo un grimaldello indispensabile alla spinta sulla curva del successo.

Anche ora la notizia secondo cui OnlyFans banna i contenuti sessualmente espliciti potrebbe avere meno effetti concreti di quanto si possa immaginare: secondo la BBC sarebbe pronto, infatti, uno speciale «compliance manuals»[9] in base al quale i moderatori potranno avvisare in anticipo e dare dei consigli ai sex worker che operano sulla piattaforma su come trasformare i propri contenuti prima che gli stessi siano rimossi o gli account chiusi e il sospetto è che i tentativi di moderazione saranno più numerosi e più orientati a trovare un accordo con quei content creator con più seguito e che garantiscono al sito più traffico.

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