Mercoledì 21 Ottobre 2020
ComunicazionePagina 404: così il messaggio d’errore diventa creativo e punta alla brand image

Pagina 404: così il messaggio d'errore diventa creativo e punta alla brand image

La pagina 404 allontana l’utente dal sito? Poche scelte orientate alla user experience rendono l'errore creativo e utile alla brand image.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore
Pagina 404: così il messaggio d'errore diventa creativo e punta alla brand image

In gergo è un codice di stato standard del protocollo HTTP, uno di quei messaggi che il server invia al client in caso di richiesta sbagliata. Per tutti però è meglio noto come pagina 404, pagina non trovata. L’errore 404 segnala, infatti, che il contenuto a cui si sta cercando di accedere non esiste sul server e le cause possono essere molteplici: da un errore nella digitazione dell’URL o di una sua parte, alla rimozione di un contenuto prima effettivamente raggiungibile tramite il link o a un errore nella strutturazione dei permalink.

Qualunque sia il bug che lo ha generato, comunque, l’errore 404 è un banco di prova per un buon web master. Per quanto non incida sul posizionamento del sito sui motori di ricerca – tanto che le linee guida di Google per l’ottimizzazione consentono di ignorarlo – ha, infatti, effetti penalizzanti sulla user experience . Nella maggior parte dei casi, se l’errore 404 non è accuratamente gestito, l’utente rischia di trovarsi davanti una schermata vuota o quasi, con messaggi incomprensibili e mal curata a livello grafico, o peggio reindirizzato verso pagine non pertinenti alla sua ricerca. Il risultato? Secondo alcune statistiche, almeno il 40% degli utenti abbandona il sito dopo aver visualizzato una pagina di errore 404.

Per questo un buon web master dovrebbe trasformare la pagina 404 da messaggio d’errore in vero e proprio contenuto, orientato all’utente e in grado di assicurarne la permanenza sul sito. Come? Partendo dalle basi, ad esempio, e cioè inserendo una barra di ricerca che permetta comunque all’utente di trovare quello che stava cercando all’interno di altre pagine. In alternativa può andar bene anche proporre i propri contenuti più popolari o reindirizzare l’utente verso l’homepage.

Come spiegare l’ errore 404?

Perché limitarsi al messaggio standard “pagina non trovata”? Meglio giocare con la creatività e un pizzico di ironia. Le soluzioni?

Chi arrivi sulla pagina 4040 di Limpfish può leggere, così, un originale annuncio di lavoro per una posizione di “HTML. No mancante, perduto o rotto. Indispensabili GSOH, HTML, PHP”.
errore 404 limpfish

Su Magnt un diagramma di Venn rivisitato per l’occasione colloca, invece, l’errore 404 all’intersezione tra utente incapace di digitare e gestori del sito incapaci di farne la giusta manutenzione.

pagina 404 magnt

C’è poi chi punta sulla carta, sempre vincente sul web, dei gattini: come si fa resistere a un cucciolo che ti chiede di provare a cercare di nuovo quello di cui avevi bisogno?

Distrarre l’utente giocando col design della pagina 404

C’è chi sostiene la necessità che le pagine 404 siano curate nel design come, se non addirittura meglio, di tutte le altre pagine del sito. Numerose ricerche e applicazioni del neuromarketing , infatti, hanno dimostrato che per migliorare la user experience non conta tanto ottimizzare l’usabilità del sito quanto puntare su una serie di aspetti emotivi legati alla navigazione.

In altre parole? Quello che proviamo di fronte alle pagine di un sito conta più di ciò che pensiamo al riguardo, soprattutto quando si tratta di scelte – come se abbandonare o meno la pagina dopo aver visualizzato l’errore 404, appunto – che avvengono in poche frazioni di secondi.

Il design ottimale insomma, per un sito web ma non solo, è sempre una somma di:

  • visceral design, responsabile della parte emotiva-sentimentale;
  • behavioural design, orientato all’azione;
  • reflective design, ispirato ai valori e all’immagine corporate del brand .
design ottimale sito web e errore 404

Fonte: Pillar of Great Design

Giocare con la parte visiva di un sito può significare, così, attingere all’immenso immaginario collettivo legato all’arte, al cinema, ai fumetti, alla televisione, come l’iconica pipa di Magritte che segnala l’errore 404 su Worrydream.
errore 404 worrydream

C’è poi chi preferisce giocare con i ninja e il loro tradizionale alone di mistero (Huwshimi) e chi sceglie lo stereotipo, molto british, dell’investigatore privato alla ricerca del contenuto perduto (Audiko).

Se l’ errore 404 è una questione di brand…

Non andrebbe dimenticato, comunque, che le pagine 404 sono un ottimo modo per promuovere il proprio brand, l’immagine tradizionalmente legata a esso e i valori di cui si fa veicolo. errore 404 legoTradotto significa che una pagina di errore 404 deve saper suggerire anche all’utente meno affezionato, e già dalle scelte grafiche, la brand identity del soggetto in questione. Da qui, per esempio, la scelta di Lego di lasciare che siano gli iconici omini Lego a spiegare all’utente che qualcosa è andato storto.

Starbucks punta sulle tracce lasciate da una tazza di caffè finita, mentre Heinz immagina l’errore 404 come una bottiglia di ketchup finita. Persino la NPR prova un’operazione in linea con la sua mission di emittente attenta alla storia nazionale: una sorta di piccola Wikipedia di cose perdute dall’aviatrice Amelia Earhart all’isola di Atlantide.

Umbro, un brand di abbigliamento e accessori sportivi tailor made, fa parlare il suo errore 404 soprattutto agli appassionati di calcio: e se esistesse veramente una fantomatica tattica 4-0-4 a prova di coach incontentabili?

Cosa dovrebbe suggerire tutto questo? Che se si gestisce un sito di viaggi, il modo migliore per sottolineare la propria bravura nel consigliare mete e destinazioni turistiche potrebbe essere una pagina 404 che non è mai tornata da un viaggio nel deserto dell’Atacama, per esempio.

…e di coinvolgimento: alcune pagine 404 interattive

Tra i consigli degli esperti per rendere utile una pagina 404 c’è fare in modo che risulti interattiva. Non si tratta solo di lasciare all’utente la possibilità di segnalare l’errore o di mettersi in contatto con chi gestisce il sito. La parola d’ordine potrebbe essere: gamification, ovvero trasformare l’errore 404 in un gioco in grado di coinvolgere l’utente e fargli dimenticare la delusione per non aver trovato quello che cercava. Si potrebbe puntare sui grandi classici come ha fatto Blue Fountain Media che consola chi capiti sulla pagina 404 dandogli la possibilità di giocare una partita a Pac-Man: che l’utente fruisca effettivamente del contenuto desiderato o semplicemente giochi, almeno, ne rimangono inalterati tempi di permanenza media sulle pagine e bounce rate.

Sulla pagina 404 di Hot Dot ci si può divertire a far scoppiare puntini colorati. Chi incappi nell’errore 404 di Carwow, un aggregatore di recensioni online di automobili, può mettere alla prova le sue capacità al volante grazie a un piccolo gioco che ricorda anche nella grafica i primi videogiochi automobilistici.

pagina 404 carwow

Tra le soluzioni più semplici c’è, poi, quella di una grafica che reagisca al tap o al roll del mouse, scelta da Bitly, il famoso servizio di shortened URL.

Se ci si occupa di produzioni cinematografiche, però, non si può che sperimentare con la pagina 404. La Blue Daniel, così, ha pensato a una stazione metropolitana con tanto di locandine cinematografiche a tema come quelle di “The Missing” o Lost”: all’arrivo del treno si può scegliere una carrozza, entrarci – va da sè, virtualmente e con un click – e aspettare di vedere cosa succede. Come a dire: basta un attimo per dimenticare di essere incappati in un errore 404.

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