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Parlare della propria laurea in sede di colloquio: alcuni consigli preziosi

colloquio di lavoro

Spesso durante un colloquio di lavoro al candidato viene chiesto di parlare del proprio percorso di studi: ecco qualche consiglio per farlo al meglio, evitando errori.

Come parlare della propria laurea in sede di colloquio? Quando si dialoga con un recruiter può assolutamente capitare di ricevere delle domande sul proprio percorso di studi universitari. È possibile, così, focalizzarsi su alcuni aspetti preziosi.

Aver conseguito una laurea dovrebbe essere sempre un valore aggiunto

Bisogna anzitutto premettere che la laurea dovrebbe essere sempre considerata un valore aggiunto, anche nel caso in cui non sia coerente con il tipo di posizione per la quale ci si sta candidando.

In Italia, purtroppo, questo concetto non è sempre chiaro e si tende a considerare esclusivamente l’aspetto prettamente funzionale del percorso di studi; aver conseguito una laurea, tuttavia, è comunque un traguardo che merita tutta la considerazione del caso e non bisogna dimenticare che, secondo i dati Eurostat [1], l’Italia è uno dei paesi europei con il minor numero di giovani laureati in rapporto alla popolazione.

Il primo suggerimento, dunque, è quello di essere sempre orgogliosi del titolo conseguito, anche se non è coerente con la posizione per la quale ci si sta candidando o se ad oggi non è riuscito a garantire grandi vantaggi a livello di ricerca lavorativa.

Se il recruiter dovesse “punzecchiare” il candidato sulla spendibilità della laurea che ha conseguito, dunque, non può che essere una buona idea sottolineare il fatto che la cultura è sempre importante e sa rivelarsi utile nel mondo del lavoro nei modi più disparati, al di là di quello che potrebbe essere un know-how di tipo tecnico.

La capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati

Come ben sa chi si è laureato, il raggiungimento di una laurea richiede una grande dose di impegno e questo è un fattore che merita di essere evidenziato in sede di colloquio: si può dunque spiegare che ci si era prefissato quest’obiettivo, magari per una sfida personale, per una passione verso la disciplina in questione o per qualsiasi altra ragione e che si è lottato alacremente per ottenerlo.

La determinazione e la perseveranza non possono che essere delle ottime “skill”: rimarcare quest’aspetto può quindi essere assai utile mentre si sostiene un colloquio.

Le capacità organizzative e di autogestione

Un altro punto molto importante riguarda le capacità organizzative: gestire lo studio universitario richiede capacità di organizzazione del proprio tempo, dei metodi di studio e di tanti altri aspetti ancora e anche questo è un elemento che merita di essere evidenziato.

Se ci si è laureati pur dedicando allo studio una limitata quantità di ore settimanali, questo può essere sinonimo di elevate capacità di concentrazione e di apprendimento, ma è molto positivo anche il fatto che, per ritagliarsi una buona quantità di tempo per studiare, si siano compiute delle rinunce: ciò indica non solo una grande determinazione, ma anche una capacità di sacrificarsi.

Gli ostacoli incontrati durante il percorso: come parlarne

Il raggiungimento di una laurea è un obiettivo che non può di certo essere raggiunto in scioltezza: si parla di anni e anni di studio, di decine e decine di materie da affrontare; di conseguenza, aver incontrato degli ostacoli è pressoché inevitabile.

In sede di colloquio non è assolutamente il caso di ostentare un percorso sempre impeccabile; al contrario, aver affrontato difficoltà con degli esami o dei periodi particolarmente ostici è un qualcosa che merita di essere evidenziato: essere stati bocciati ad un esame, magari più volte, ed essere alla fine riusciti a superarlo è indice di perseveranza, oltre che di capacità di cambiare strategia.

Nel parlare di un’esperienza simile, dunque, si può sottolineare il fatto che si è compreso che per quel determinato esame fosse opportuno adottare un metodo di studio differente da quello canonico e ciò indica un certo livello di flessibilità.

Anche il fatto di aver usufruito di servizi di tutoraggio come quelli proposti da www.studentiedocenti.it è un qualcosa che merita di essere sottolineato: questa, infatti, non è affatto una “debolezza”; al contrario, è un comportamento indicativo della forte volontà di investire su se stessi.

Nelle dinamiche di un’azienda sana, peraltro, cercare un aiuto nei momenti di difficoltà per adempiere al meglio alle proprie funzioni è un atteggiamento assolutamente lodevole, di gran lunga preferibile a quello del lavoratore che, per timore di risultare inadeguato o per semplice orgoglio, si ostina a voler svolgere i propri compiti da solo pur avendo delle lacune o una formazione non sufficiente.

Essere sinceri durante il colloquio è sempre fondamentale

Questi, dunque, possono senz’altro essere alcuni consigli preziosi per il candidato a cui viene richiesto di parlare dei propri studi universitari durante un colloquio.

Gli spunti per colpire positivamente il selezionatore sono molteplici, ma ovviamente è fondamentale essere sempre sinceri: un bravo recruiter, infatti, non avrebbe difficoltà a “smascherare” delle affermazioni artificiose.

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