Pasquale Popolizio sulle professioni digitali

Il problema della riconoscibilità delle professioni digitali e le possibili soluzioni in una intervista a Pasquale Popolizio, Digital Strategic Planner.

Pasquale Popolizio sulle professioni digitali

Pasquale Popolizio, Vicepresidente di IWA Italy e coordinatore del gruppo di lavoro Web Skills Profiles, si definisce, dopo 8 anni di lavoro in questo gruppo, come Digital Strategic Planner. Il lavoro condotto dal gruppo Web Skills Profiles, creato nel 2006, ha come obiettivo quello della definizione delle professioni digitali e i profili di competenza standard individuati sono ad oggi 25. IWA ha così posto le basi per la certificazione delle professioni a livello europeo. I profili sono stati infatti presi in oggetto dall’ente certificatore dell’ICT in Italia e tra qualche mese i profili di competenza saranno oggetto di una norma UNI che prevederà certificazioni per i profili del web.

Un dato significativo quest’ultimo, perché alcune professioni digitali spesso non vengono accreditati come veri e propri lavori e la principale causa di questo problema è, come spiega Pasquale Popolizio, quello della riconoscibilità. Problema cui si potrà porre rimedio con le certificazioni delle professioni digitali: saranno riconosciuti i professionisti del web con certificazione in Web Communituy Manager, Web Content Specialist, e-Commerce Specialist, Wikipedian (che è l’ultimo profilo in ordine di tempo realizzato con la Wikimedia Foundation Italia).

 e potrà farlo sia con formazione propria, sia con enti formativi, sia con università che vorranno realizzare percorsi formativi; inoltre gli enti certificatori potranno a quel punto realizzare percorsi di certificazione per ogni singola professione digitale.

Le aziende in Italia fanno fatica da un lato a pensare di investire sul nuovo e da un lato a trovare figure professionali sul web“, afferma Popolizio: c’è un gap fondamentale. “Dal lato dell’offerta o ci sono ottime competenze latenti o non sono espresse o non ci sono; e non ci sono perché c’è stata scarsa formazione in precedenza: alcune delle principali università ed enti formativi non hanno tenuto conto che era arrivato il tempo di formare figure professionali in ambito ICT con competenze più sviluppate sul web, sull’e-commerce, sui social, etc“. Si prospetta quindi la possibilità di ridurre o annullare questo gap in un futuro molto vicino.


Pina Meriano
A cura di: Pina Meriano Autore Inside Marketing
© RIPRODUZIONE RISERVATA E' vietata la ripubblicazione integrale dei contenuti

Corsi Formazione

Tutti i corsi
Le vostre Opinioni
IntervistePasquale Popolizio sulle professioni digitali