Perché amiamo libri cartacei ma giornali online?

Gli italiani, più di tutti, sembrano equilibristi fra la bellezza della tradizione e la convenienza. Vi sveliamo come ciò sia possibile confrontando libri e giornali.

Perché amiamo libri cartacei ma giornali online?

Gli italiani sembrano affetti da un cronico Odi et amo per la carta e l’online, apparentemente alimentato da forze puramente folli ed irrazionali. Insomma, in Italia si amano i libri di carta ma, al contempo, anche i giornali online. In verità, ciò che a prima vista potrebbe sembrare un ossimoro, realmente ha delle spiegazioni molto logiche e definite. Partiamo dai libri: perché si prediligono quelli di carta, anziché i cosiddetti ebook? Stando a quanto suggerisce un ricerca del Censis, le persone amano toccare, odorare, guardare, sfogliare, sottolineare, conservare e tramandare i libri. Incredibilmente, si tratta soprattutto di nativi digitali – i giovani, insomma. Più del 70% delle persone, così, considera un “libro bello” come un’opera d’arte non solo per i contenuti, ma specialmente per la soddisfazione che ne ricevono tre sensi in particolare: tatto, vista ed olfatto. Ecco, quindi, perché il mercato dei libri digitali non accelera, nonostante i prezzi bassissimi, incapace di scostarsi dal misero 2.7% del 2012.

Passiamo, adesso, ad analizzare il fenomeno dei giornali. Sono distanti anni luce i momenti in cui erano considerati il primo vero medium di massa; con la nascita di Internet, infatti, il settore è stato travolto da esso, rischiando realmente di perire. Come mai? Un tipico giornale di carta si paga, anche se solitamente pochi euro, è aggiornato alla sera prima e, infine, quasi nessuno se lo ritrova comodamente dinanzi alla porta di casa, come accade nei film. Viceversa, le news online sono tipicamente gratuite, velocissime, perpetuamente aggiornate, comode da trasportare, trasferire e leggere grazie alle moderne tecnologie; infine, il web concede strumenti potentissimi ai vertici dei media per conoscere i lettori, tastare la loro opinione, essere immediatamente in contatto con essi, attraverso i siti di riferimento e i social network, a costi veramente minimi. Quindi, ecco spiegata la violenta crisi che sta lacerando le testate all’antica, ecco perché in futuro i giornali saranno solo digitali.

Dunque, per concludere, il relativismo delle caratteristiche è molto forte a seconda dei media. Così, gli amanti di libri e giornali sembrano equilibristi sul filo della tradizione e della bellezza, pronti però – quando serve – a saltare sull’altro filo, quello della convenienza. In tutti i sensi.

 


A firma di: Michele Romano Contributor
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