Venerdì 27 Novembre 2020
MacroambienteDalla campagna istituzionale con Amadeus e Lino Banfi al commento polemico di Ronaldo sui tamponi: quant’è complicato il binomio personaggi famosi e coronavirus

Dalla campagna istituzionale con Amadeus e Lino Banfi al commento polemico di Ronaldo sui tamponi: quant'è complicato il binomio personaggi famosi e coronavirus

In qualche caso sono stati "chiamati alle armi" dai governi in virtù di popolarità e affetto da parte dei fan di cui godono; in non pochi altri casi si sono dimostrati complottisti o facili vittime di fake news e disinformazione. Per questo quando si tratta di personaggi famosi e coronavirus non si dovrebbe pensare solo a charity e beneficenza.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore
Dalla campagna istituzionale con Amadeus e Lino Banfi al commento polemico di Ronaldo sui tamponi: quant'è complicato il binomio personaggi famosi e coronavirus

In questi mesi di pandemia li abbiamo visti impegnanti in raccolte fondi e donazioni a favore di ospedali e realtà coinvolte nella gestione dell’emergenza sanitaria; animatori di gran parte delle iniziative per #iorestoacasa; occupati in ogni momento della giornata in dirette Instagram – Miley Cyrus, per esempio, ha inventato di sana pianta un talk show via Instagram Live – spesso in compagnia, tra l’altro, di colleghi ed (ex) rivali in carriera. Sembra, insomma, che i vip abbiano provato in tutti i modi ad aiutare i propri fan a gestire ansia e depressione da coronavirus. Quando si parla di personaggi famosi e coronavirus, però, lo sforzo collettivo contro la cosiddetta “pandemic fatigue” – a proposito di espressioni già entrate di diritto nel vocabolario condiviso – potrebbe non essere la prima cosa a cui viene spontaneo pensare: campagne di comunicazione dalla dubbia efficacia, strafalcioni, fake news condivise più o meno consapevolmente e le immancabili polemiche social rischiano di catalizzare l’attenzione.

Personaggi famosi e coronavirus: sono davvero riuscite le campagne istituzionali che li coinvolgono?

Erano i giorni in cui l’Italia faceva i conti con i primi focolai di coronavirus, per esempio, quando la Croce Rossa e l’Ordine dei Medici Veterinari di Roma chiamarono a raccolta personaggi noti soprattutto del piccolo schermo – come Lino Banfi, Giancarlo Magalli, Carmen Russo, Alda D’Eusanio – per la campagna #noinonsiamocontagiosi: l’obiettivo era ricordare che, nonostante circolassero alcune bufale in Rete, non c’erano – e avrebbero continuato a non esserci – chiare evidenze scientifiche riguardo alla possibilità che gli animali domestici trasmettessero il coronavirus all’uomo: per questo era insensato abbandonare il cucciolo di casa per paura del contagio.

La prima fase dell’epidemia soprattutto, del resto, è stata per la «buona maestra TV» un’occasione senza pari per rispolverare un certo ruolo educativo, indipendentemente tra l’altro che si trattasse di reti pubbliche o di rete commerciali. Nei programmi del pomeriggio di Mediaset andavano in onda i tutorial di Barbara D’Urso su come lavarsi le mani o indossare correttamente dei guanti monouso, già diventati pezzi pop della cultura televisiva nostrana.

E non si può parlare di personaggi famosi e coronavirus senza fare almeno accenno alle campagne di comunicazione istituzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, andate in onda perlopiù sulle reti pubbliche. Anche Michele Mirabella e Amadeus hanno illustrato la corretta igiene delle mani essenziale per contenere il contagio da coronavirus: il primo in qualità di volto storico di una trasmissione come Elisir – che per anni ha portato i temi della medicina e della salute sulla TV pubblica e quindi testimonial credibile di messaggi di prevenzione come quelli in questione; il secondo da reduce della conduzione di Sanremo 2020 e come personaggio che, per diverse sere consecutive, era da poco entrato nelle case degli italiani.

Tra i vip arruolati per la comunicazione istituzionale della pandemia e per comunicare come affrontarla al meglio ci sono stati, però, anche Simone Cristicchi, Lino Banfi, Enrico Brignano, a cui è toccato rispettivamente spiegare l’importanza di restare a casa il più possibile, di usare bene la mascherina e di smaltire correttamente i dispositivi di protezione individuale.

Il verbo “spiegare” non è casuale: anche se hanno provato a sfruttare la notorietà e l’affetto soprattutto di cui godono volti (molto) noti del piccolo schermo come questi, si è trattato di messaggi che hanno rischiato di apparire eccessivamente formali, ingessati, facilmente trascurabili nell’ infodemia di informazioni e notizie sul coronavirus a cui siamo stati esposti in questi mesi.

Quella volta in cui Chiara Ferragni e Fedez diventarono testimonial del governo Conte

Anche quando Conte si è rivolto a Fedez e Chiara Ferragni per sensibilizzare i più giovani all’uso della mascherina, il tentativo è rischiato di apparire raffazzonato e poco contestualizzato al tipo di contributo che i vip italiani avevano dato fin lì alla gestione dell’emergenza sanitaria. Naturalmente, la coppia ha accettato l’incarico istituzionale – i Ferragnez, del resto, si erano già mostrati sensibili alla causa quando avevano dato il via a un grande crowdfunding per la costruzione di un COVID hospital a Milano – e ha realizzato Storie su Instagram in cui, indossando mascherine chirurgiche e FFP2, ha fatto appello alla «responsabilità individuale di ognuno», fondamentale per «il destino e il futuro dell’Italia», queste le parole del rapper.

chiara ferragni e fedez testimonial conte mascherine

Chiara Ferragni e il marito Fedez hanno raccontato su Instagram di aver ricevuto una telefonata con cui il premier Conte li chiamava a responsabilizzare i propri follower, soprattutto i più giovani, rispetto all’uso della mascherina per prevenire i contagi da coronavirus. Fonte: Vanity Fair/ MilanoToday

fedez e moglie testimonial conte uso mascherina

Perché abbiamo rischiato di «bruciare la cultura delle celebrità» con i continui inviti a restare a casa

Di iniziative di questo tipo e di figure istituzionali che hanno chiesto l’aiuto di vip e personaggi noti dei campi più vari, per trasmettere messaggi rilevanti per la gestione della pandemia, ce ne sono state numerose in tutti i paesi e di diversa portata. A metà marzo, quando le infezioni da coronavirus cominciavano a essere di numero preoccupante anche in America, il governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo, ha twittato per esempio un breve messaggio video in cui era Robert De Niro a invitare la popolazione a stare a casa.

Di respiro più decisamente locale è stata la campagna con cui il comune di Padova ha invitato personaggi famosi a farsi fotografare indossando la mascherina; si trattava di individui per diverse ragioni legati alla città, da Moreno Morello a Sammy Basso, passando per l’immunologa Antonella Viola e il virologo Andrea Crisanti (a conferma tra l’altro, negli ultimi due casi, di come questi mesi di pandemia abbiano trasformato medici e scienziati in volti noti del piccolo schermo, molto amati o capaci di incuriosire gli spettatori, come dimostrano tra l’altro le ricerche degli Italiani su Google sulla seconda ondata di coronavirus).

personaggi famosi e coronavirus campagna comune di padova

C’è anche Sammy Basso tra i “volti nodi” a cui il Comune di Padova ha affidato la campagna di sensibilizzazione “Uno sguardo alla sicurezza”. Temi centrali: l’uso della mascherina, il rispetto (della salute) degli altri e dell’ambiente. Fonte: Comune di Padova

A quelli chiamati alle armi o coinvolti da una qualche figura istituzionale, andrebbero aggiunti poi i (tanti) personaggi famosi che, come si accennava all’inizio, ce l’hanno messa tutta e hanno provato nei modi più originali a distrarci e tenerci a casa nel rispetto delle misure di contenimento del contagio. Tra questi è possibile menzionare, per esempio, l’attore di Frozen Josh Gad, che ha letto sui social favole della buona notte per tutta la famiglia, o anche Alex Britti, che ha organizzato delle vere e proprie lezioni di chitarra in remoto, passando per John Legend, che non è stato il solo a organizzare mini-concerti da casa per i propri fan. Come scrive The New York Times, in un articolo già dal titolo significativo (“Celebrity culture is burning”), in più di un momento abbiamo rischiato di odiare anche i nostri beniamini di sempre dopo averli sentiti ripeterci per l’ennesima volta l’importanza di stare a casa mentre erano comodamente seduti sulle loro terrazze panoramiche o immersi nel verde delle loro tenute vacanziere.

Per la stessa ragione, decisamente più riuscita sembra essere un’iniziativa con cui la BBC ha coinvolto vip e volti noti dello sport e dello spettacolo – come il calciatore del Manchester City Sergio Aguero o l’attrice di Doctor Who Jodie Whittaker, tra gli altri – invitandoli a pensare a lezioni destinate ai piccoli spettatori in età scolare ancora alle prese con la chiusura delle scuole. Ne è venuto fuori un “piano di studi”, con materie e lezioni proprio come se si trattasse di un piano di studi scolastico, con insegnanti d’eccezione, degno erede della funzione educativa della TV pubblica.

Personaggi famosi e coronavirus: perché raccontare la malattia potrebbe non far sempre bene alla community

Quando si parla di personaggi famosi e coronavirus non si può non tenere conto anche del fatto che molti di loro si sono ammalati e hanno voluto raccontare in prima persona la malattia. Lo hanno fatto attraverso editoriali, come il direttore de La Stampa Massimo Giannini, o attraverso interviste e virgolettati ripresi dai media sempre con grande enfasi; forse il caso più famoso resterà quello di Tom Hanks che ha paragonato la prudenza nei confronti di questo virus alla prudenza sempre necessaria quando si è in macchina e definito «vergognoso» il comportamento di chi ancora nega l’importanza di indossare la mascherina e mantenere la distanza interpersonale. Anche Guglielmo Scilla, in arte Willwoosh, ha raccontato in un video su Facebook la propria personale esperienza con il COVID-19 e lo ha fatto provando a condividere con la propria community soprattutto dubbi e perplessità su protocolli da seguire, su come riuscire a far passare il tempo mentre si è in quarantena e via di questo passo.

La mia esperienza col COVID-19

In che modo il COVID-19 ha rovinato le mie ultime due settimane e tante altre considerazioni su questo incoraggiante 2020…ùLink per donare ANLAIDS: https://www.mymovies.it/ondemand/italy-bares/Numeri verdi regionali COVID-19: http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5364&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto&gclid=Cj0KCQjw28T8BRDbARIsAEOMBczz4M41Kd4Ish91WrS_S8QbLyU7DlL2BuzHCD6rcQ9gOeTIo9fga10aAqCfEALw_wcB

Posted by willwoosh on Thursday, October 22, 2020

Secondo National Geographic, però, quando anche involontariamente i destinatari dei racconti della malattia dei vip sono bambini o adolescenti, il rischio è che i giovani fan possano traumatizzarsi, impaurirsi o semplicemente rattristarsi. Per molti bambini americani quella di Trump potrebbe essere stata la prima notizia relativa a una persona di loro conoscenza con il COVID-19 – l’esempio è quello originale della testata – e, semplificando, è stata anche la prima occasione in cui i bambini  sono stati costretti a fare i conti davvero con che cos’è una pandemia, perché è pericolosa, che cosa causa. La visibilità e l’affetto da parte dei fan di cui godono comporta, in altre parole, anche profonde responsabilità per i vip. In molte altre occasioni si è discusso del ruolo in qualche misura “pubblico” che hanno personaggi dello spettacolo, dello sport, del jet set internazionale, riflettendo anche sulla necessità di una certa accountability e trasparenza rispetto alle loro stesse azioni.

Quando si tratta di personaggi famosi e coronavirus temi e riflessioni di questo tipo appaiono, se possibile, ancora più prioritari, anche in considerazione di gaffe e polemiche di cui i vip sono stati protagonisti in questi mesi.

Le gaffe dei personaggi famosi sul coronavirus (e una lunga lista di vip complottisti)

Quanto agli strafalcioni dei vip sul coronavirus – numerosi come si accennava in questo periodo – tutto si può dire tranne che la Rete abbia la memoria corta o remore a decontestualizzarli, remixarli, trasformarli in meme virali. Anche i frequentatori meno assidui di social e ambienti digitali ricorderanno, per esempio, la frase di Al Bano a Domenica In sull’estinzione dei dinosauri per mano dell’uomo e la valanga di vignette ironiche, GIF, post satirici che generò (qualcuno ha creato, addirittura, il meme game “Al Bano vs Dinos”, in cui è un avatar del cantante a stendere a suon di acuti dinosauri di pixel).

meme albano covid dinosauri

«L’uomo ha distrutto i dinosauri, fermerà anche il coronavirus»: l’affermazione di Al Bano in diretta su “Domenica In” è presto diventata uno degli strafalcioni dei vip sul coronavirus più virali in Rete e scatenato la creatività di molti memer.

Qualche volta, del resto, più che metterli in ridicolo, gaffe ed epic fail dei vip strappano un sorriso e riescono a renderli più umani, più simpatici anche agli occhi di chi non è un vero fan. Soprattutto se si tratta di gaffe e strafalcioni che riguardano temi complessi, come una pandemia e i suoi effetti sulla vita di interi paesi e di intere popolazioni, in cui chiunque altro potrebbe incappare: che a farli sia un personaggio famoso aiutano a ridere di un re che è nudo. Non di rado è successo in questi mesi che gli stessi meme virali in Rete – e con cui gli internauti hanno ora esorcizzato la paura del coronavirus e ora espresso la propria opinione o duramente condannato la gestione della pandemia – abbiano ingannato qualche personaggio famoso. C’è anche Rita Pavone, per esempio, tra le vittime di quella catena di Sant’Antonio che chiedeva «a chiunque avesse un cuore» di ritwittare la foto di nonno Amedeo solo e malato in casa in attesa di un tampone: peccato che quella spacciata come la foto di nonno Amedeo fosse, in realtà, una foto di Pietro Pacciani, il mostro di Firenze.

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Una delle catene di Sant’Antonio che circolavano su Twitter nei mesi scorsi chiedeva «a chiunque avesse un cuore» di condividere la foto di nonno Amedeo, solo e ammalato e in attesa di un tampone. Anche Rita Pavone lo ha fatto, prima di accorgersi che si trattasse di una vecchia foto del mostro di Firenze, Pietro Pacciani. Fonte: Rockol

La Rete si è dimostrata, invece, decisamente meno propensa a chiudere un occhio quando i vip hanno finito per condividere fake news sul coronavirus o notizie e dati non verificati e manipolati ad arte. Serve tenere conto, in questo senso, che proprio i personaggi famosi sarebbero tra i principali diffusori di bufale sul COVID-19 secondo la classifica della BBC e che, quando si tratta di personaggi famosi e coronavirus, persino la lista di complottisti e negazionisti si popola in maniera inaspettata, cosa che rende più facile, tra l’altro, capire perché Facebook e YouTube abbiano di recente modificato le policy contro contenuti no-vax o per altre ragioni controversi che rischiano di diventare virali se super-diffusi da personaggi con un certo seguito convinti che la pandemia sia solo un grande complotto.

Su Instagram, per esempio, già qualche tempo fa Madonna aveva postato un video che sosteneva che il vaccino contro il coronavirus fosse già pronto da mesi, ma tenuto nascosto da qualcuno allo scopo di arricchirsi (il video ora è stato rimosso da Instagram dopo il fact-checking). Anche Kanye West, nonostante sia risultato positivo al coronavirus, ha messo più volte in dubbio l’efficacia della vaccinazione contro il COVID-19, chiamando in causa le solite bufale su vaccini e malattie paralizzanti. Le manifestazioni no-mask nostrane – quella a Roma del 10 ottobre 2020, per esempio – sono state animate da personaggi come Enrico Montesano o Eleonora Brigliadori, la seconda già da qualche anno nota per posizioni controverse sulla medicina e le cure tradizionali.

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C’era anche Enrico Montesano alla manifestazione dei no-mask italiani a Roma, lo scorso ottobre, e non è l’unico personaggio famoso italiano che in questi mesi ha sposato posizioni complottiste e negazioniste sul coronavirus. Fonte: Il Fatto Quotidiano

Anche Andrea Bocelli, dopo il concerto di Pasqua su un sagrato del Duomo di Milano deserto e dopo aver raccontato pubblicamente di essere guarito dal coronavirus, è finito nella conta dei negazionisti italiani del COVID-19, dopo la partecipazione a un convegno a tema in Senato; inoltre, dopo che durante lo stesso si è detto «offeso e umiliato dal lockdown», ha ammesso di aver violato le misure anticontagio e ha affermato di non conoscere nessuno che fosse stato in terapia intensiva per via del coronavirus. Quelle stesse affermazioni prevedibilmente hanno generato un certo shitstorm da parte di numerosi utenti sui social e non sono mancate le risposte polemiche ad Andrea Bocelli da parte di altri vip, come Alessandro Gassman o Fedez, che provavano a riportare il tenore sul piano dei numeri e delle storie vere di vittime del coronavirus.

Le immancabili polemiche social sul coronavirus che hanno visto protagoniste le celebrity

Non si può parlare di personaggi famosi e coronavirus, del resto, senza notare come gli stessi siano stati al centro di numerose polemiche social o vittime delle stesse. Laura Pausini, per esempio, è passata dall’essere tra i primi volti noti a mostrarsi in Rete con la mascherina, quando ancora i primi focolai italiani di COVID-19 non erano scoppiati e per sensibilizzare i propri (numerosi) fan a prendere le giuste precauzioni, a farsi portavoce di un’aspra polemica nei confronti delle misure adottate dal governo che colpiscono soprattutto i lavoratori dello spettacolo: lo ha fatto a suon di hashtag , con la campagna #seiconnoi?.

Da Federica Pellegrini a Cristiano Ronaldo: i campioni sportivi e il flaming social sul coronavirus

Soprattutto dal mondo dello sport vengono gli esempi più lampanti di come la forte emotività del periodo rischi dar luogo a flaming, hate speech e infinite polemiche sui social. Federica Pellegrini, mentre era impegnata su Instagram in una sorta di diario dall’isolamento dopo essere risultata positiva al coronavirus in cui si era mostrata più volte ai fan in lacrime, preoccupata e rammaricata di non poter partecipare alle gare di Budapest, è stata oggetto di commenti al vetriolo e offese quando, secondo chi la osservava proprio sui social, avrebbe violato l’isolamento obbligatorio per accompagnare la madre a effettuare il tampone (per mettere fine alle polemiche è servito che la Pellegrini chiarisse di essere stata esplicitamente autorizzata da un responsabile ASL a farlo). Anche Valentino Rossi si è ritrovato nell’occhio del ciclone quando, dopo un tampone positivo, è stato accusato dalla Rete di essersi infettato volontariamente o comunque di non aver preso le giuste precauzioni soprattutto in occasione della festa di compleanno della fidanzata.

valentino rossi annuncia positività covid instagram

La Storia su Instagram con cui Valentino Rossi ha annunciato di essere positivo al coronavirus. Immediatamente dopo si sono scatenate polemiche e commenti offensivi nei riguardi del motociclista, accusato di non aver rispettato tutte le misure anticontagio, soprattutto durante la festa di compleanno della fidanzata. Fonte: La Stampa

Il vero polverone si è alzato, però, quando Cristiano Ronaldo ha commentato con la frase «PCR IS BULLSHIT» (originariamente in caps lock, è stata tradotta da molti giornali come «il tampone è una str*****a»; a rigore, però, la PCR è solo la tecnica utilizzata per l’analisi dello stesso, ndr) un suo stesso post in cui informava i fan di sentirsi bene nonostante ancora positivo al coronavirus e li ringraziava per l’affetto dimostratogli: qualcuno si è chiesto se non fosse una bufala, se il profilo Instagram di CR7 non fosse stato hackerato, ma, anche dopo che fact-checker e debunker sono intervenuti sulla vicenda, l’ipotesi più probabile rimane quella del rammarico mal manifestato dal calciatore per non essere tra i convocabili del match di Champions League Juventus-Barcellona. Rammarico, però, che potrebbe portare i suoi oltre 240mila fan Instagram – la reach dei post di Ronaldo su Instagram è senza dubbio più elevata, basti pensare che la foto in questione ha raccolto oltre 9 milioni di cuori (al 5 novembre 2020) – a diffidare degli unici test ufficiali e attendibili sul coronavirus, cosa a cui il campione o chi per lui non sembrano aver badato abbastanza prima di cedere all’impulso di sfogarsi con un commento su Instagram proprio come centinaia di utenti qualsiasi fanno sotto a ogni foto.

Cristiano Ronaldo ha polemizzato sui risultati dei tamponi sotto a un suo stesso post su Instagram: il commento, poi cancellato, era senza dubbio espressione del rammarico per non essere tra i convocabili di un importante match di Champions. Fonte: Bufale.net

A settembre, ancora a proposito di sportivi, personaggi famosi e coronavirus, era stato ampiamente ripreso dalla stampa il tweet con cui Ibrahimovic annunciava che il coronavirus aveva avuto la «cattiva idea» di «sfidarlo».

personaggi famosi e coronavirus ibrahimovic

Il tweet controverso con cui Ibrahimovic ha annunciato la propria positività al COVID-19. Fonte: Sky Sport

Con una notevole virata di rotta, forse per rispetto del fatto che rappresenti per molti, soprattutto giovanissimi, un modello a cui aspirare, ora il campione è protagonista della campagna di sensibilizzazione sul coronavirus della Regione Lombardia e in un breve spot girato al 39esimo piano di Palazzo Lombardia ricorda a ciascuno di «non essere Zatlan» e di non sfidare il virus, facendo attenzione a usare bene la mascherina, mantenere la giusta distanza interpersonale e lavare spesso le mani.

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