Personal branding e successo per l'impresa

Come gestire professionalità e personal branding nell'era dei social media? Ce ne ha parlato Alessandra Salimbene a Smau Napoli 2014.

Personal branding e successo per l'impresa

Alessandra Salimbene ha aperto il suo workshop, “Tu sei il brand! Professionalità, personal branding e successo per l’impresa commerciale nell’era dei social media”, con una frase chiave: “Internet non è una realtà virtuale, ma un luogo reale in cui trascorriamo la nostra vita e gestiamo le nostre relazioni“.

Dobbiamo quindi essere molto convinti di quello che vogliamo che le persone riconoscano in noi. Fare personal branding deve essere un tentativo di mostrare al mondo la parte più autentica di sé, di come si è anche offline, perché l’online è troppo aperto e non si può mantenere un’immagine finta. E non bisogna solo limitarsi al mondo online: occorre saper considerare vari fattori, come incontrare le persone ad eventi, convegni o fiere, a seconda del proprio settore.

Se prima si parlava di ciclo di vendita e si vincolava l’acquisto da parte del mercato, oggi si parla di ciclo di acquisto e tutto è nelle mani del cliente che deve scegliere. Le aziende quindi non devono più cercare di vendersi ma di farsi comprare, una distinzione indubbiamente essenziale rispetto al passato. I consumatori non sono più ricettivi all’offerta di vendita, alla pubblicità e alle tecniche pubblicitarie troppo impersonali e generali, perché sono sensibili a chi è comunicativo e sono alla ricerca di imprese e persone chiare. L’impresa commerciale oggi deve ripensare se stessa, cambiando prospettiva, e i componenti dell’azienda devono fare altrettanto, perché contribuiscono a crearne l’immagine percepita dai clienti: il concetto principale è diventare un guru, essere riconosciuto come esperto del settore, in direzione di una forte personalizzazione della comunicazione, più efficace sul mercato.

Oggi la percentuale di italiani che accedono regolarmente ad internet, trascorrendo in media 4.7 h al giorno, è notevole: circa 6 italiani su 10, di cui molti accedono con dispositivi mobile (59%). Inoltre 26 milioni di persone della popolazione italiana, accedono ai social media (di questi 20 milioni da mobile), trascorrendovi in media 2 ore al giorno, metà del tempo trascorso online. Questi dati sono importanti per capire quanto oggi i clienti possano informarsi sulle aziende, sulle persone e sui prodotti, e lo sono ancor più se si aggiunge che il 64% degli utenti italiani che usa internet ha acquistato un prodotto online durante l’ultimo mese e il 36% degli italiani online ha scritto almeno una recensione di un prodotto.

Su internet si fanno ormai ricerche su tutto: prima di accettare un appuntamento e per essere più preparati e seri prima di una riunione di lavoro o un colloquio (si consultano ad esempio i profili su LinkedIn); prima di andare a vedere un film al cinema; prima di scegliere l’ albergo o il ristorante dove mangiare o soggiornare, consultandone le recensioni online per scegliere (cercando, ad esempio, su TripAdvisor); prima di comprare degli occhiali o altri tipi di prodotti.
Si evincono da ciò due tendenze ormai molto comuni: quella di rendere la propria esperienza sociale (lasciando direttamente delle recensioni) e di far riferimento a recensioni scritte soprattutto dalle nostre cerchie di conoscenza su internet; e quella di andare in negozio per vedere il prodotto che interessa e comprarlo poi online, verificando ovviamente i siti delle aziende (meccanismo dello showrooming).

Il meccanismo sociale e l’amplificazione del passaparola, l’evoluzione dell’e-commerce, la diffusione del mobile e dell’informazione sempre più immediata, sono talmente importanti per i clienti che la pubblicità non può essere del tutto impersonale, anzi deve cercare di far leva su emozioni; l’impresa deve creare una relazione con il proprio target di clienti, mostrandosi presente su tutti i canali, raccontando la propria storia professionale e personale, facendo attenzione all’aspetto dei propri materiali di comunicazione, e, soprattutto, avendo come propri testimonial i componenti stessi dell’azienda. E’ fondamentale costruire un personal branding convincente, tenendo conto del fatto che nell’online si va alla ricerca di consigli, di punti di riferimento e di persone degne della nostra fiducia, ricordando che:

Posizionata l’azienda, occorre posizionare anche se stessi col personal branding: creare su di sé dei valori tali da veicolare quelli aziendali.
Se si diventa un punto di riferimento affidabile e competente per la propria specializzazione, automaticamente si trasferiranno anche alla propria insegna i valori positivi che si rappresentano: 

Un esempio di personal branding ben costruito?
Proprio quello realizzato dalla relatrice di questo interessante workshop, Alessandra Salimbene, specializzata in marketing digitale, CRM e fashion marketing. Imprenditrice fin dall’età di 21 anni, ha fondato la sua prima web agency anticipando il boom della new economy. Co-fondatrice della Sr Comunicazione, di cui è l’ Amministratore Delegato, ha avuto modo, grazie alla sua attività, di affinare le proprie competenze nell’ambito della comunicazione con i nuovi media e di operare nel campo editoriale e nella formazione. Collabora con professionisti, imprenditori, manager, artisti e politici, fornendo servizi di consulenza nell’ambito del personal branding. Collaborazioni e progetti in Italia e all’estero certificano una conoscenza approfondita tanto del digital marketing quanto del retail marketing e delle imprese commerciali. Di seguito l’intervista realizzata a chiusura del worshop tenuto a Smau Napoli 2014.

Slide Workshop: Tu sei il brand! Professionalità, personal branding e successo per l’impresa commerciale nell’era dei social media


Pina Meriano
A cura di: Pina Meriano Autore Inside Marketing
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