Domenica 24 Giugno 2018
MacroambientePMI Innovative: crowdfunding e altre agevolazioni

PMI Innovative: crowdfunding e altre agevolazioni

Una guida aggiornata sulle PMI innovative: i requisiti necessari per ottenere le agevolazioni previste dal Ministero dello Sviluppo Economico.


A firma di: Marianna Cadoni Contributor
PMI Innovative: crowdfunding e altre agevolazioni

Quando il 24 marzo 2015 è stata approvata la legge “Investment Compact” (Decreto Legge 3/2015), è nata una nuova categoria di imprese, per cui è stata creata una sezione speciale nel Registro delle imprese presso la Camera di Commercio. La categoria in questione è quella delle PMI innovative, che racchiude quelle imprese che possono beneficiare di diverse e importanti agevolazioni, pianificate dal Ministero dello Sviluppo Economico, per rendere più flessibile la gestione societaria e favorire l’innovazione in Italia.

Il cosiddetto Investment Compact rappresenta il proseguimento di un percorso intrapreso con il Decreto 179/2012 (Crescita 2.0“) e l’estensione di molte delle misure previste a sostegno delle nuove imprese ad alto valore tecnologico, le cosiddette “startup innovative“.

È necessario far chiarezza sulla definizione di PMI innovative, espressione con cui si intendono “tutte le Piccole e Medie Imprese che operano nel campo dell’innovazione tecnologica, a prescindere da data di costituzione, formulazione dell’oggetto sociale e livello di maturazione“.

Quali requisiti devono possedere le PMI innovative?

Per  riuscire a far parte della categoria delle PMI innovative – e quindi accreditarsi alla sezione speciale del Registro delle imprese, accedendo alle agevolazioni previste – un’impresa deve naturalmente rientrare anzitutto nella definizione di “Piccola e Media Impresa” prevista della Comunità Europea. L’impresa, dunque, deve:

  • avere meno di 250 dipendenti e non superare in fatturato annuo i 50 milioni di euro (o un attivo dello stato patrimoniale al di sotto di 43 milioni);
  • essere costituita come società di capitali (anche in forma cooperativa);
  • avere sede principale in Italia;
  • disporre dell’ultimo certificato di bilancio;
  • non essere quotata in borsa e non essere iscritta alla sezione speciale del Registro delle imprese per le startup innovative e gli incubatori certificati.

Inoltre, per rientrare nella definizione di “innovativa”, l’impresa deve rispettare almeno due dei tre seguenti requisiti:

  1. Dedicare almeno il 3% del valore totale della alla spesa in ricerca, sviluppo e innovazione.
  2. Avere un quinto dei dipendenti o collaboratori altamente qualificato, con un titolo di dottorato di ricerca (o un dottorato in corso presso un’università italiana o straniera) o una laurea con almeno tre anni di attività di ricerca certificata in Italia o all’estero. In alternativa, almeno un terzo del team di lavoro deve avere una laurea magistrale.
  3. Essere titolare di almeno una privativa industriale relativa ad un’invenzione industriale, biotecnologica, topografia di prodotto a semiconduttori, nuova varietà vegetale. In alternativa, deve avere una titolarità dei diritti su un programma registrato al Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché sia attinente all’oggetto sociale e all’attività di impresa.

I vantaggi per le PMI innovative

I benefici per questa categoria sono molteplici e nascono per accelerare e rafforzare la crescita di quelle imprese ad alta innovazione tecnologica, in seguito alle agevolazioni previste per la fase di partenza delle startup. Fra i principali vantaggi vi sono:

  1. Esonero dall’imposta di bollo per le iscrizioni nel Registro delle imprese delle Camere di Commercio.
  2. Deroghe alla disciplina societaria ordinaria (l’impresa può nascere con i costi di una Srl ma crescere e strutturarsi come una SpA).
  3. Incentivi fiscali per investimenti in PMI innovative.
  4. Intervento semplificato, gratuito e diretto al Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese, istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico per facilitare il finanziamento tramite la concessione di una garanzia sui prestiti con modalità semplificate sull’80% del prestito bancario.
  5. Remunerazione del personale con strumenti di partecipazione al capitale sociale, come stock option e work for equity, esonerate da imposizione sul reddito.
  6. Ricorso all’equity crowdfundingla modalità di raccolta fondi online che prevede finanziamenti alle imprese mediante campagne su portali autorizzati, in cambio dell’acquisto di titoli di partecipazione nelle società.
  7. Incentivi fiscali per investimenti in PMI innovative, applicabili alle imprese che operano sul mercato da meno di 7 anni dalla loro prima vendita commerciale.
  8. #ItalyFrontiers: una vetrina online che consente alle PMI innovative – attraverso un profilo pubblico in italiano e in inglese – di farsi conoscere e attrarre investitori alla ricerca di nuove opportunità.
  9. Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo: le PMI che investono in ricerca e sviluppo possono ottenere un credito fino a un importo annuale di 5 milioni di euro. Un beneficio fiscale che può arrivare fino al 50% della spesa annuale per gli investimenti in R&S relativi ad assunzione di personale altamente qualificato e costi della ricerca “extra muros”, cioè in collaborazione con università e enti di ricerca e startup innovative.
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