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Domenica 16 Dicembre 2018
MacroambientePost-Millennial Generation: il primo ritratto completo

Post-Millennial Generation: il primo ritratto completo

Uno studio del Pew Research Center fa chiarezza sugli individui appartenenti alla Post-Millennial Generation: chi sono? Come si approcciano a istruzione e lavoro?


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore Inside Marketing
Post-Millennial Generation: il primo ritratto completo

Hanno tra i 6 e i 21 anni, ma rappresentano già un target interessante a cui guardare soprattutto per quanto riguarda consumi culturali e scelte educative e professionali. Uno studio del Pew Research Center, così, offre per primo un ritratto della Post-Millennial Generation, provando tra l’altro a fare chiarezza su date, riferimenti temporali, etichette, rapporti con le altre generazioni.

C’è chi li chiama infatti Gen Z e chi si è inventato formule come iGen o Selfie Generation che sottolineano la familiarità di questi giovanissimi con gli ambienti digitali e le pratiche tipiche al loro interno. Studiare le caratteristiche socio-demografiche dei nati tra il 1997 e il 2012, però, non offre solo uno spaccato interessante della società di questi giorni: può avere un valore predittivo, suggerendo quali saranno priorità e aspirazioni degli adulti di domani.

La Post-Millennial Generation è davvero la più istruita di sempre?

Gli insight più importanti del Pew Research Center sulla Post-Millennial Generation riguardano, per esempio, la maggiore propensione allo studio rispetto alle generazioni precedenti. L’80% di chi ha oggi tra i 18 e i 20 anni ha già terminato, infatti, un percorso di istruzione secondaria (basato su un campione esclusivamente americano, lo studio fa riferimento al sistema scolastico a stelle e strisce e parla in questo caso di high school, ndr): una percentuale in crescita, se si considera che solo tra i Millennial era del 76% e che per la Gen X del 78%. Anche il tasso di abbandono scolastico sembra essere in calo tra i giovanissimi: solo il 6% dei Post-Millennial, infatti, non ha mai finito il percorso scolastico intrapreso e non intende farlo, contro il 12% dei Millennial e il 13% della Gen X. Chi ha tra i 18 e i 20 anni oggi è più propenso, poi, a frequentare un college di quanto non lo fossero i suoi coetanei di qualche anno fa (la percentuale di chi è iscritto o intende farlo è infatti del 59%, contro rispettivamente il 53% e il 44% di Millennial e Gen X). Soprattutto, con la Post-Millennial Generation sembra essere stata raggiunta, finalmente, una reale parità di accesso ai percorsi di istruzione e formazione: non solo, con riferimento specifico al contesto americano, afro-americani e ispanici hanno livelli di istruzione in tutto e per tutto paragonabili a quelli della popolazione bianca, ma sembra essere stato colmato in parte anche quel gender gap che teneva lontane le donne delle generazioni precedenti da percorsi di eccellenza e alta formazione – e la ragione sarebbe da cercare anche, sottolinea lo studio, in un progressivo aumento dell’età in cui si ha il primo figlio: oggi l’88% di chi ha tra i 18 e i 21 anni non ha figli né intende farli, contro una percentuale che era di quasi dieci punti percentuali in meno per Millennial e Gen X. Sulla base di tutte queste considerazioni, secondo il Pew Research Center la Post-Millennial Generation sarà una delle più istruite di sempre.

post-millennial generation istruzione

Post-Millennial Generation e mondo del lavoro

Allo stesso tempo, però, potrebbe essere una delle generazioni con meno familiarità col mondo del lavoro, almeno inteso nella sua forma più tradizionale.

Solo un adolescente su cinque infatti avrebbe già avuto delle esperienze lavorative, mentre il rapporto era di uno a due tra chi aveva 15-17anni nel 1968, ossia gli odierni Baby Boomer. Le percentuali si abbassano ancora di più se si guarda agli impieghi full-time: in media solo il 15% di chi ha oggi tra i 15 e i 21 anni ha già avuto un impiego a tempo pieno, mentre ancora per i Baby Boomer la percentuale era di oltre il 26%.

post-millennial generation lavoro

Non si può non sottolineare, però, in questo senso come sia il mercato del lavoro a risultare oggi profondamente cambiato rispetto a solo qualche decennio fa.

Stabilità e garanzie economiche non sembrano essere più priorità esclusive per la Post-Millennial Generation – nonostante chi lavora già abbia uno stipendio in media più alto dei suoi coetanei delle generazioni precedenti, di 5000 dollari contro i 4200 di un Millennial – e nella ricerca del posto di lavoro ideale contano anche e soprattutto benefici immateriali, come la possibilità di crescita personale, la qualità di vita dentro e fuori l’ambiente lavorativo, ecc.

Due dati tra quelli evidenziati dal Pew Research Center, comunque, sembrano essere particolarmente incoraggianti. Il primo: tra i Post-Millennial sarebbero pochi i neet, cioè i giovanissimi che non sono impegnati né in un percorso di studio né sul lavoro.

post-millennial generation neet

Già tra i giovanissimi, poi, sembrerebbe essere stato colmato almeno in parte il tradizionale divario professionale tra uomini e donne, con le ragazze (oggi tra i 18 e i 21 anni) che hanno percentuali di impiego in tutto e per tutto paragonabili a quelle dei loro coetanei uomini.

Una precisazione territoriale

La ricerca prova, comunque, ad andare a ritroso nel ricostruire le basi di un simile profilo socio-demografico per i membri della Post-Millennial Generation. Sono considerazioni, però, che sembrano avere una valenza strettamente territoriale e legata al contesto americano. La maggior parte dei Post-Millennial a stelle e strisce vive oggi all’interno di nuclei familiari tradizionali, con due genitori sposati (65%) di cui almeno uno ha una laurea o un titolo di studio superiore (43%) e con un reddito medio-alto (63.7mila dollari). La Post-Millennial Generation americana, poi, sarebbe anche decisamente più multi-etnica tra le generazioni e la più urbana (con solo il 13% di giovanissimi che vive oggi in aree rurali). La diversità razziale, però, non sembra tradursi più in forte mobilità: poco più del 10% di Post-Millennial ha cambiato residenza, infatti, nell’ultimo anno e ciò sembrerebbe essere segno, almeno se rapportato all’andamento dei flussi migratori americani, di una maggiore inclusione.

post-millennial generation neet

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