Privacy e nuove funzioni: WhatsApp ancora sotto accusa

Continuano le accuse a WhatsApp sulle proprie politiche riguardanti la privacy, soprattutto dopo l'annuncio di una delle nuove funzioni.

Privacy e nuove funzioni: WhatsApp ancora sotto accusa

Negli ultimi mesi WhatsApp è stato al centro di numerose critiche per le sue politiche riguardanti la privacy dei propri utenti: noto è il caso che ha visto in Germania il Garante per la protezione dei dati personali vietare alla compagnia la condivisione dei dati dei consumatori a terzi, in quel caso Facebook. L’ultima accusa proviene da un ricercatore dell’Università di Berkeley, Tobias Boelter, che attraverso le pagine del Guardian ha parlato di una vulnerabilità del sistema che permetterebbe a terzi la lettura delle conversazioni degli utenti, anche se è presente nelle chat una crittografia end-to-end. Nonostante le continue polemiche sul tema, il servizio continua a migliorare e a rinnovarsi, attraverso aggiornamenti in grado di offrire nuove funzionalità, ma spesso anche queste novità non riescono a convincere tutti.

LA CRITTOGRAFIA È SEMPRE EFFICACE?

Dagli ultimi mesi del 2016 è stata aggiunta la possibilità di abilitare nelle conversazioni la crittografia end-to-end. Questa funzione assicura, teoricamente, che i contenuti presenti siano accessibili esclusivamente alle due persone che partecipano alla chat. Qualche dubbio sull’effettiva efficacia del sistema è stato sollevato da un ricercatore dell’Università della California. Se un governo avesse la necessità di accedere ad una conversazione tra alcuni utenti – sostiene il ricercatore – la compagnia potrebbe fornire i dati cambiando semplicemente la chiave di cifratura, aggirando così il sistema di protezione. La notizia ha avuto molta risonanza, ma è stata prontamente smentita da Facebook che ha affermato che nessuno, inclusa la compagnia stessa, può avere accesso alle conversazioni che avvengono sulla piattaforma. Il ricercatore sostiene che non sia propriamente vero: degli esperti di sicurezza informatica, infatti, affermano di aver trovato una vulnerabilità o, meglio, una backdoor che consentirebbe a terzi di effettuare attacchi da remoto. Pur essendo considerabile come una falla del sistema di sicurezza, secondo gli esperti si tratterebbe invece di una backdoor creata per lo spionaggio; l’azienda ha però giustificato la presenza di questo “bug” descrivendolo come una funzione utile per il recupero dei messaggi in caso di smarrimento della SIM da parte dell’utente e, di conseguenza, non ha apportato alcuna modifica al software. Ciò che è scritto nell’avviso presente in ogni chat resta comunque vero, ma è sufficiente leggere le altre informazioni per comprendere che non lo è poi così tanto.

Pur utilizzando una variante del protocollo di sicurezza di Signal, (app di IM consigliata da Edward Snowden) a differenza della versione originale questa genera una nuova chiave crittografica per gli utenti che risultano offline, rendendo vulnerabile la conversazione. L’azienda ha però introdotto la possibilità di ricevere degli avvisi che notificano ai partecipanti della chat il cambiamento della chiave cifrata utilizzata in quella conversazione crittografata.

ALCUNE FUNZIONI INTRODOTTE

Le app per continuare ad essere utilizzate, restare competitive ed attrarre (o rubare) utenti necessitano di evolversi spesso, introducendo nuove funzionalità. Le ultime due introdotte, presenti però al momento solo sulla versione beta di WhatsApp, riguardano

  • la possibilità di eliminare un messaggio inviato: sarà capitato a tutti di aver fatto confusione con le chat attive e di aver inviato un messaggio al destinatario sbagliato oppure di aver semplicemente scritto un contenuto ritenuto subito dopo inadatto. L’opzione “revoca” consentirà di eliminare il messaggio inviato, a patto che il destinatario debba ancora visualizzarlo;
  • la funzione di geolocalizzazione: come noto, l’applicazione può richiedere tramite un’autorizzazione l’accesso a vari componenti hardware e software dello smartphone. Questa nuova funzione, che di default non è attiva, utilizza il GPS dello smartphone per consentire all’utente di condividere la propria posizione con i propri contatti o con una cerchia di essi. L’accorgimento di non attivare di default l’opzione, ma di lasciar decidere all’utente per quanto tempo e da chi farsi localizzare, mostra come la compagnia stia cercando di prestare più attenzione alla privacy dei propri utenti o almeno di evitare ulteriori critiche che però sono comunque arrivate, nonostante questa funzione sia presente esclusivamente nella versione beta del popolare servizio di messaggistica.

WhatsApp: NOVITÀ SUL FRONTE DELLA SICUREZZA

Sulla piattaforma è stato aggiunto anche un nuovo metodo di autenticazione: la verifica in due passaggi. Questa funzione aumenta la sicurezza del proprio account: una volta attivata ogni tentativo di accesso deve essere accompagnato oltre che dal numero di cellulare anche dal codice di 6 cifre creato dall’utente proprietario dell’account.
A differenza di altri servizi che richiedono la verifica ad ogni accesso, WhatsApp richiederà il codice periodicamente, generalmente dopo un periodo di inattività. Durante il processo di attivazione della verifica in due passaggi è possibile anche inserire il proprio indirizzo email che consentirà alla piattaforma di inviare tramite messaggio di posta elettronica un link in caso di smarrimento del codice di sicurezza.
Quando si parla di privacy e sicurezza in Rete bisognerebbe ricordarsi della prima regola della sicurezza informatica che recita: “Internet non è un posto sicuro“. L’unico modo per tenere al sicuro i propri dati consiste nel non connettere alla Rete i propri dispositivi, considerando che per ogni procedura di sicurezza che viene adottata esiste, o verrà creata, una contro-procedura in grado di violarla; per ogni lucchetto esiste una chiave. Un altro fattore da considerare, ma che spesso viene ignorato quando si citano questi servizi di messaggistica, è la loro gratuità e a tal proposito bisognerebbe ricordarsi di un’altra regola: “Se è gratis, allora il prodotto sei tu“.


Giuseppe Petrellese
A cura di: Giuseppe Petrellese Autore Inside Marketing
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