Mercoledì 21 Ottobre 2020
ComunicazioneCon il progetto Cartesio AGCOM chiama in causa lettori e utenti per capirne di più sui meccanismi della disinformazione

Con il progetto Cartesio AGCOM chiama in causa lettori e utenti per capirne di più sui meccanismi della disinformazione

Non è l'ennesima iniziativa contro le fake news: con il progetto Cartesio AGCOM chiama in causa direttamente gli utenti per capirne di più sui meccanismi della disinformazione.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore
Con il progetto Cartesio AGCOM chiama in causa lettori e utenti per capirne di più sui meccanismi della disinformazione

È l’ultimo arrivato tra le iniziative contro le fake news e, di fatto, con il progetto Cartesio AGCOM, l’autorità italiana garante per le comunicazioni, prova a fare ricerca su una questione, ovvero la cattiva informazione e la circolazione di notizie non verificate o manipolate ad arte, che si è dimostrata cruciale durante l’emergenza coronavirus, così come in molti altri momenti segnanti per la vita del Paese. Come raramente accade, però, per studiare i meccanismi della disinformazione sono stati coinvolti in questa occasione direttamente cittadini, lettori, fruitori comuni di news digitali e non solo.

Come funziona (e a che serve) “cartesio”, l’ultima arrivata tra le iniziative contro le fake news

Per portare a buon fine il progetto Cartesio AGCOM ha fatto affidamento, infatti, su una piattaforma online accessibile direttamente dal sito ufficiale del progetto e un’app disponibile sui principali market store: dopo una semplice registrazione – completamente rispettosa della privacy dell’utente, ci tiene a precisare l’authority – e dopo aver fornito poche informazioni demografiche su sesso, età, regione di residenza, all’utente è chiesto di scegliere tra dieci tematiche diverse – come istruzione, salute, sicurezza e giustizia, immigrazione, ecc. – quelle che più sono di proprio interesse e sulle quali verranno testate le proprie capacità di interpretare fatti e notizie. Nello step successivo, infatti, Cartesio propone all’utente una serie di articoli veri e pubblicati da diverse testate nazionali e locali, che hanno nutrito quindi in questi mesi l’infosfera italiana, e gli chiede di leggerli e di valutarne l’affidabilità (in valore percentuale, da zero a cento).

progetto cartesio affidabilità notizie

A chi decide di partecipare al progetto Cartesio, AGCOM chiede di scegliere una serie di argomenti di interesse e propone articoli veri e pubblicati di recente dalle testate italiane su cui esprimersi quanto ad affidabilità.

Tra un articolo e l’altro all’utente è chiesto anche, tramite specifici box pop-up, come considera, come stima alcuni fenomeni sociali o economici (la mortalità infantile italiana, per esempio, è secondo lui maggiore o minore della media europea?) per ricevere, alla fine, una serie di link e di risorse tramite cui approfondire gli stessi e farsene un’idea più precisa.

L’obiettivo primario del progetto Cartesio – che, non a caso, parafrasando la più famosa massima dell’omonimo filosofo, ha come slogandubito, ergo news” – sembra essere, infatti, mostrare come l’interpretazione di fenomeni complessi e da cui dipendono il senso di sicurezza percepito, la fiducia nei confronti di governo e istituzioni, ecc. sia spesso falsata dal modo in cui media e professionisti dell’informazione decidono di raccontare gli stessi, ma anche da bias cognitivi e scorciatoie del pensiero che operano a livello molto più individuale e inconscio.

Il monito dell’iniziativa sembra essere dunque “impariamo a dubitare”, dubitare di come nasce e di che meccanismi ha dietro la maggior parte dell’informazione che troviamo in Rete e sulle pagine dei giornali, ma anche e soprattutto di come da lettori interpretiamo la stessa. Chi scarica l’app di Cartesio, ma ovviamente anche chi visita il sito, del resto, può ricominciare il test da capo ogni volta che lo desidera: le notizie all’interno del database dovrebbero essere costantemente aggiornate e, impostando di volta in volta nuovi argomenti d’interesse, si può verificare come le proprie capacità, i propri strumenti di fact-checking, la propria abilità nell’individuare subito quanto affidabile è una notizia siano migliorati nel tempo, tanto più che alla fine di ogni sessione sono fornite all’utente delle semplici statistiche sui propri progressi o che confrontano le proprie risposte con quelle degli altri.

Con il progetto cartesio agcom ripensa al proprio ruolo nella lotta alla disinformazione

Una simile impostazione “giocosa” non esclude comunque l’obiettivo di ricerca insito nel progetto Cartesio: AGCOM, anzi, l’ha definito la prima ricerca «trasparente» e «partecipativa» sulle fake news , che vede coinvolti non solo professionisti del settore (giornalisti, editori, comunicatori, ecc.) ma anche chi ogni giorno fruisce di notizie e simili.

I risultati che verranno forniti a fine progetto dovranno provare a spiegare come e perché si genera disinformazione, quali soggetti hanno un ruolo principale in questo senso e come agiscono, per esempio, i principali “sistemi di raccomandazione” (familiari, amicali, ecc.) che entrano in azione quando ci si trova davanti a troppi contenuti tra cui fare selezione. Ancora, Cartesio proverà a indagare come gli utenti reagiscono davanti a notizie false, manipolate o imprecise, che impatto hanno le fake news sulla vita associata e come la disinformazione incide sulla credibilità di media e professionisti del settore: in questo l’autorità garante sarà aiutata dal Dipartimento di Fisica dell’Università di Roma “La Sapienza” e dal Sony Computer Science Lab e con i risultati del progetto Cartesio AGCOM potrebbe rivedere in un futuro prossimo anche regolamenti e codici di autodisciplina da applicare nei procedimenti che la vedono coinvolta.

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