Martedi 14 Agosto 2018
MacroambienteProgrammatic advertising: le previsioni 2015

Programmatic advertising: le previsioni 2015

Il programmatic advertising è uno degli scenari più interessanti nel web marketing: ecco i principali cambiamenti per il 2015.


Gerardo Grasso

A cura di: Gerardo Grasso Autore Inside Marketing

Programmatic advertising: le previsioni 2015

Lo scenario del real-time bidding e del programmatic advertising è per sua stessa natura in continua evoluzione ed è indubbiamente destinato a essere una delle attività di web marketing più ricercate per il prossimo 2015.

Del resto le prospettive, se solo ci limitiamo al mercato statunitense, sono più che rosee: stando infatti al report di eMarketer “Programmatic Advertising: Forecast and Future Growth Trends” gli advertiser spenderanno più del previsto in pubblicità real-time, con una crescita pari al 47,5% che segue un anno di grandi e significativi investimenti, con la previsione di un raddoppiamento dei valori percentuali entro il 2016, anno in cui gli investimenti previsti raggiungeranno quota 20 miliardi di dollari. In una simile prospettiva, si passerà dall’hype degli ultimi due anni a un consolidamento definitivo nei due prossimi anni.

È lecito pensare che in un simile scenario di affermazione, il potenziale del programmatic advertising possa rivelarsi un fenomeno globale, coivolgendo e convincendo la maggioranza dei webmarketer, soprattutto grazie molteplici leve di segmentazione delle audience di riferimento; un’esigenza, questa sempre più avvertita dalle aziende per ottimizzare gli investimenti in tempi di crisi. In questa direzione, è possibile anche immaginare lo sviluppo di piattaforme di CRM integrate che aiuteranno marketer e vendor a gestire i dati e a definire strategie integrate che andranno oltre i paid-media e che finiranno inevitabilmente per coinvolgere anche altri mercati oltre a quello digitale. Dobbiamo attenderci novità interessanti soprattutto per l’advertising televisiva, già in fibrillazione negli ultimi anni, che vedrà un incremento degli investimenti in programmatic e una conseguente rivoluzione delle modalità di accesso agli spazi pubblicitari, grazie a nuove piattaforme tecnologiche che faranno leva soprattutto sulle segmentazioni delle audience delle pay-tv.

Al di là degli entusiasmanti orizzonti futuri, certamente c’è da attendersi che il progressivo consolidamento del programmatic advertising implicherà una naturale sperimentazione di nuovi formati pubblicitari in real-time bidding oltre ai banner media tradizionali: dai video ai formati rich-media, i trend di crescita di formati sponsorizzati complessi lasciano intravedere un notevole incremento dell’inventario di formati disponibili per aziende e marketer.

Le evoluzioni del programmatic advertising riguarderanno anche i marketplace, passando dal classico real time bidding al programmatic direct, che consente un controllo maggiore degli advertiser dei mezzi sui quali sono acquistati gli spazi: un grande passo in avanti per acquisire autorevolezza e affidabilità e conquistare anche i marketer più restii, che in questo modo possono ottimizzare gli investimenti senza rinunciare al controllo dei mezzi e in totale trasparenza sui volumi di impressioni garantiti.

Sentiremo parlare ancora molto di programmatic advertising per il 2015, soprattutto in relazione alla segmentazione dell’audience, alla profilazione e alla micro-targettizzazione dei mercati di riferimento. L’automazione del real-time bidding, infatti, può rivelarsi la chiave di volta nella definizione del personalized marketing, un approccio cioè che tende a considerare la comunicazione da parte di brand e aziende come orientate non ad una unica, massiva e indifferenziata audience bensì a molteplici segmenti di audience da coinvolgere singolarmente mediante processi automatizzati ma fondati sulla rilevanza e la pertinenza dei contenuti. È la pertinenza, infatti, l’elemento che farà la differenza nelle soluzioni di programmatic advertising e che definirà processi sempre più complessi in virtù dei quali si offrono contenuti sempre più rilevanti agli utenti orientando la loro trasformazione, in un vero e proprio climax ascendente, da utenti anonimi in visitatori abituali, a lead, a clienti acquisiti, fino a promotori convinti e fidelizzati.

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