Lunedì 26 Ottobre 2020
ComunicazioneCon il Protocollo Informazione Certificata OdG e giornalisti faranno davvero scacco alle fake news in Italia?

Con il Protocollo Informazione Certificata OdG e giornalisti faranno davvero scacco alle fake news in Italia?

Con il Protocollo Informazione Certificata OdG e giornalisti italiani sperimenteranno un "bollino ufficiale" contro le fake news: come funzionerà.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore
Con il Protocollo Informazione Certificata OdG e giornalisti faranno davvero scacco alle fake news in Italia?

Con il nuovo Protocollo Informazione Certificata OdG e giornali italiani riusciranno a contrastare il dilagare di bufale e notizie non verificate? Le buone intenzioni certo ci sono, ma il nuovo bollino dell’Ordine dei Giornalisti contro le fake news ha già generato alcune perplessità tra gli esperti.

Come funziona il nuovo bollino ufficiale dell’ordine dei giornalisti contro le fake news

Simile – nella filosofia almeno – alle spunte azzurre che sui social segnalano ormai da tempo i profili ufficiali di politici, vip e personaggi pubblici, il nuovo PIC (questa la sigla del Protocollo Informazione Certificata dell’OdG) verrà apposto accanto alla firma del giornalista negli articoli. Diversamente dai bollini blu sui social, però, non sarà solo un distintivo e un segno di riconoscimento ma avrà una funzione specifica: conterrà, infatti, un codice QR che il lettore potrà inquadrare per ricevere una serie di informazioni sul giornalista che ha realizzato l’articolo; informazioni che saranno in un primo momento solo anagrafiche e riguarderanno cioè albo di riferimento, numero di tessera, anni di attività professionale, ma che non è escluso potranno riguardare in un secondo momento anche l’aver adempiuto o meno agli obblighi formativi, anche e soprattutto riguardanti la deontologia professionale.

protocollo informazione certificata odg cos'è

Come dovrebbe apparire, visivamente, il PIC-Protocollo Informazione Certificata dell’OdG. Fonte: La Repubblica

Con il Protocollo Informazione Certificata OdG e professionisti dell’informazione sembrano scommettere, insomma, soprattutto sulle precise responsabilità che dovrebbero discendere dall’essere iscritti a un ordine professionale.

Basterà questo però a evitare davvero la disinformazione in Italia? Il tema è complesso perché, come hanno mostrato numerosi studi sull’infosfera italiana o sul consumo di informazione in Italia durante le tornate elettorali per esempio, non sono solo soggetti estranei al mondo dell’informazione professionale a veicolare notizie non verificate, completamente false o non manipolate ad hoc. Anche le testate tradizionali, e non solo online, contribuiscono spesso a inquinare le acque dell’informazione di qualità. Lo fanno qualche volta per la fretta di seguire in diretta temi caldi di discussione, in altre occasioni a causa di bias tipici del lavoro giornalistico, quasi sempre perché è il modello di business adottato che glielo impone. Se insomma, davanti alla domanda “chi ha ucciso il giornalismo?“, dovrebbero essere per primi i professionisti dell’informazione a fare mea culpa, un semplice bollino ufficiale potrebbe non riuscire a fare molto per evitare la diffusione di fake news in Italia. Piuttosto potrebbe rischiare di essere solo una – quasi tautologica – riaffermazione dell’evidente: il PIC dirà insomma con certezza al lettore che l’articolo è prodotto da un iscritto all’Ordine dei Giornalisti ma, di fatto, non darà alcuna garanzia in più sulla natura e sulla qualità della notizia in questione.

Con il nuovo protocollo informazione certificata ci sarà davvero una blockchain dell’informazione in italia?

A meno che, come riporta la Repubblica, con il Protocollo Informazione Certificata OdG, giornalisti e professionisti dell’informazione non riescano a creare in futuro una sorta di catena bloccata dell’informazione. Il codice QR, infatti, potrebbe essere utilizzato, per esempio, anche per fornire al lettore una serie di dati in più su immagini, video e altro corredo multimediale immancabile ormai per qualsiasi articolo giornalistico. Se gli strumenti per fare fact-checking sui contenuti multimediali, che pure ci sono, potrebbero non risultare immediati per tutti, insomma, il bollino di garanzia potrebbe aiutare a capire facilmente dove e quando è stata realizzata un’immagine o anche da chi e se ha subito modifiche nel tempo. Certo, anche così rimane il dubbio che il nuovo PIC contro le fake news risulti nei fatti più utile a chi già lavora nel mondo del giornalismo che a lettori e utenti: per un debunker , per esempio, potrebbe essere utile avere già a disposizione una serie di informazioni aggiuntive su un pezzo e il suo processo di realizzazione; solo un lettore davvero motivato e interessato alla notizia – e di certo né pigro, né distratto dalla velocità e dalla sovrabbondanza di fonti in cui si imbatte sui social media – sarà spinto però a inquadrare il QR del bollino anti-fake news per saperne di più sulla notizia che si trova davanti e chi l’ha scritta.

Libri di approfondimento

  • Slow Journalism. Chi ha ucciso il giornalismo?
    Slow journalism. Chi ha ucciso il giornalismo?

    Slow Journalism è un viaggio, a prova di giornalisti e lettori, alle origini della crisi dell'informazione e verso nuove possibili soluzioni.

    Leggi
  • #iocredoallesirene. Come vivere (e bene!) in un mare di fake news
    #iocredoallesirene: se persino convivere con le fake news fosse possibile?

    La lotta alle fake news è una priorità. Se si trattasse, però, di narrazioni utili e non dannose? Una riflessione di Andrea Fontana.

    Leggi
© RIPRODUZIONE RISERVATA E' vietata la ripubblicazione integrale dei contenuti

Resta aggiornato! Ricevi gratuitamente le ultime news e le offerte esclusive per corsi, eventi e libri in ambito marketing e comunicazione.

ISCRIVITI ai nostri canali:

Altre notizie

© Inside Marketing 2013 - 2020 è un marchio registrato ® P.iva 07142251219
×

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

loading
MOSTRA ALTRI