Pubblicità video online, tra insoddisfazione degli utenti e miglioramenti nel 2016

Molti utenti sono infastiditi dalla pubblicità video online. Cosa fare per migliorarla? Ne parla una ricerca.

Pubblicità video online, tra insoddisfazione degli utenti e miglioramenti nel 2016

La pubblicità video online attualmente rappresenta un argomento che interessa molto i marketer, soprattutto per il trend positivo che sta vivendo; per questo motivo in molti investono in questa tipologia di advertising, soprattutto su piattaforme quali Facebook e YouTube.

Non appaiono altrettanto soddisfatti, però, gli utenti: secondo la ricerca “The Ad-Verse Consumer: European Video Advertising Tolerances in a Digital Age“, realizzata da Brightcove – fornitore di servizi di video hosting –, essi non amano essere sommersi da spot online. Nello specifico, il 92% degli europei intervistati (4mila fra tedeschi, britannici e francesi) è insoddisfatto delle pubblicità video che interrompono troppo spesso la navigazione online; la maggioranza degli intervistati, a tal proposito, pensa sia necessario intervenire a favore di un miglioramento dei video pubblicitari trasmessi in Rete; soltanto l’11%, invece, si dichiara soddisfatto della fruizione di pubblicità online sotto forma di video.

Un dato, questo, assolutamente importante, soprattutto se comparato alla crescita del numero di inserzionisti che stanno investendo in questo settore. Solo su Facebook sono stati più di 4milioni i video realizzati nell’ultimo mese, con oltre il 20% di inserzionisti attivi che stanno acquistando annunci video su questa piattaforma, nonostante la recente controversia in merito all’inesattezza della misurazione sul tempo medio speso dagli utenti a guardare video su Facebook.

Cosa non piace della pubblicità video online?

Fra le principali cause del malcontento degli utenti vi sono l’irrilevanza dei contenuti (il 36% ha raramente o mai visto una pubblicità vicina ai propri interessi), la lunghezza eccessiva dei video e le difficoltà nella riproduzione (il 73% ha riscontrato problemi con errori di caricamento e buffering continui). Questi problemi portano il 67%  degli utenti ad interrompere la riproduzione dei video pubblicitari o addirittura ad abbandonare la pagina web; il 74% degli intervistati, inoltre, ha avuto un’esperienza negativa con la video advertising e più delle metà degli intervistati (51%) si ritiene talmente infastidito da ricorrere agli ad blocker. Ciononostante, il 66% comprende e trova giusto che gli editori ricorrano agli annunci online per finanziare i contenuti gratuiti.

Sebbene gli utenti abbiano riconosciuto nel corso dell’ultimo anno un miglioramento nella qualità dei video (47%) e anche un incremento della varietà (54%), il 73% continua a a pensare, in realtà, che la qualità della pubblicità video online sia rimasta uguale o peggiorata, mentre il 23% dichiara che a peggiorare siano stati il volume e la frequenza.

Gli interventi di miglioramento più richiesti

Sulla base delle opinioni espresse dagli utenti, la ricerca suggerisce qualche intervento indispensabile per correggere le problematiche che riguardano i video pubblicitari online, anche per aiutare gli editori affinché non perdano il proprio pubblico e i ricavi connessi. Fra le principali indicazioni:

  • Realizzare pubblicità più brevi: gli utenti non tollerano pubblicità troppo lunghe, per questo il 57% degli intervistati dichiara di desiderare video pubblicitari dalla minor durata;
  • Implementare una funzione di scorrimento veloce: molti degli utenti non gradiscono essere “obbligati” a visualizzare la pubblicità, per questo il 41% vorrebbe avere la possibilità di decidere se saltare la visualizzazione di un video;
  • Rendere le pubblicità interattive: il 58% degli intervistati si dice disposto a fruire delle pubblicità video online se interattive;
  • Personalizzare i video in base agli interessi del target: il 21% degli utenti ha dichiarato che gli piacerebbe visualizzare contenuti pubblicitari maggiormente in linea con i propri interessi.

È  forse proprio nella personalizzazione dei contenuti videopubblicitari sulla base delle esigenze dei potenziali clienti la chiave per migliorare il rapporto fra gli spettatori e la pubblicità online perché «la soluzione – come ha dichiarato Mark Balir, vice president Emea di Brightcove – è trovare un equilibrio: migliorando l’esperienza utente, le persone sono più propense a consumare i contenuti pubblicitari». 


A firma di: Marianna Cadoni Contributor
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