MarketingQR Code e il gap tra web e stampa tradizionale

QR Code e il gap tra web e stampa tradizionale

Quali sono le potenzialità del QR Code e quali i punti di debolezza? Quali elementi vanno considerati nella fase di stampa?

QR Code e il gap tra web e stampa tradizionale

Forse pochi sanno che il Quick Response Code – più noto con l’abbreviazione QR Code  fu sviluppato nel 1994 dall’azienda giapponese Denso Wave, con l’obiettivo di tracciare i pezzi di automobili nelle fabbriche Toyota; grazie alla sua capacità di contenere più dati rispetto al tradizionale codice a barre, fu successivamente impiegato da molte altre aziende per ottimizzare i processi di gestione delle scorte.

La diffusione dei QR Code in Giappone aumentò significativamente verso la fine degli anni ’90, quando la Denso Wave decise di distribuirli sotto licenza libera; successivamente, la principale compagnia telefonica nipponica iniziò ad utilizzarli per i collegamenti web da telefono cellulare, in un’epoca in cui non esistevano ancora gli smartphone e le applicazioni.

Sono passati diversi anni da quando il QR Code sembrava essere the next big thing; già nel 2013 un’inchiesta rivelava che solo il 21% dei possessori di smartphone in America ammetteva di aver scaricato un QR Code e solo il 2% di farlo almeno una volta al giorno.

La diffusione esponenziale degli smartphone degli ultimi anni non ha portato ad una conseguente crescita dei QR Code, il cui consumo però si è mantenuto sorprendentemente costante. Molteplici sono le criticità legate all’utilizzo di questo codice: molti utenti non sanno come riconoscerlo e non comprendono come decodificarlo; in altri casi, la pagina di destinazione non è ottimizzata per smartphone o talvolta il link non è più attivo, pregiudicando così l’esperienza complessiva dell’utente.

Inoltre, lo sforzo compiuto non sempre porta ad un premio, un riconoscimento di un vantaggio sensibile: la maggioranza dei QR Code è impiegata per veicolare contenuti già esistenti, che probabilmente l’utente potrebbe trovare già sul sito di un brand senza doversi preoccupare di leggere il codice da smartphone. Non ultimo, le decisioni di acquisto di un utente sono prese ben prima di incontrare un QR Code: ed è proprio quest’ultimo aspetto che va opportunamente considerato in ottica ROI. Rivestire un punto vendita o un corner shop di QR Code è del tutto inutile, perché i clienti prospect hanno già fatto le proprie valutazioni e non hanno certo bisogno di quel tipo di contenuti per diventare clienti acquisiti. Al contrario, è molto più efficace impiegare strategicamente un QR Code per favorire il rilascio di lead, fornire ulteriori informazioni che possano influenzare significativamente il processo di conversione, colmando con contenuti esclusivi il gap che separa la consultazione di una brochure o di un catalogo con la compilazione di un form o anche l’acquisto.

La principale caratteristica che va riconosciuta al QR Code è, infatti, la trasversalità: grazie alla sua capacità di integrare dati – generalmente link a siti web – si presta ad essere stampato su una vasta gamma di mezzi di comunicazione tradizionali (dai flyer agli inserti pubblicitari su riviste) e facilita l’accesso e l’interazione tra il mondo cartaceo e quello digitale, attraverso delle estensioni di contenuti che arricchiscono l’esperienza dell’utente.

La stampa di un QR Code non è da sottovalutare: le dimensioni devono essere tali da assicurarne la riconoscibilità e la decodifica da smartphone. Per questo motivo esso, infatti, non deve essere di misure inferiori ai tre centimetri quadri o, almeno, non deve contenere troppi dati in modo da poter essere letto agevolmente anche dalle fotocamere meno all’avanguardia. Allo stesso tempo va detto che le dimensioni devono tener conto anche della distanza di scanning: c’è una certa differenza se il codice viene letto da un poster 6×3 oppure dall’etichetta di un prodotto. Per questo motivo è indispensabile affidarsi ad una tipografia online professionale per assicurarsi che il gap tra stampa e web sia colmato con un’esperienza gratificante per l’utente, attraverso contenuti originali e distintivi che possano rivelarsi efficaci ai fini dell’acquisizione di lead oppure dell’acquisto on-line.


Gerardo Grasso
A cura di: Gerardo Grasso Autore Inside Marketing
© RIPRODUZIONE RISERVATA E' vietata la ripubblicazione integrale dei contenuti

Corsi Formazione

Tutti i corsi
Le vostre Opinioni