Il rapporto tra i giovani e i media d’informazione

App, social, video e podcast al posto della carta stampata: ecco come si informano i Millennials.

Il rapporto tra i giovani e i media d’informazione

Ogni generazione ha avuto un suo proprio modo di informarsi e quello della generazione dei Millennials sfrutta appieno le potenzialità di Internet.  Per capire come si informano i giovani nati tra la fine del vecchio millennio e l’inizio del nuovo, possiamo usare l’interessante report ‘La parentesi dei Millennials’ realizzato dagli studenti della scuola di giornalismo Walter Tobagi di Milano. Il dato principale è che i ragazzi tra i 18 e i 35 anni si informano almeno una volta al giorno con smartphone, internet e app. Si abbandona la carta stampata, quindi, preferendo il web nelle sue diverse declinazioni. I giovani preferiscono contenuti di facile fruizione, che si adattino alle proprie esigenze e ai propri orari. Un cambiamento rivoluzionario che sta trasformando i connotati dello stesso giornalismo in maniera complessa e a tratti anche innovativa.

Per comprendere come i giovani si informano si possono individuare 5 macro aree che rispecchiano sia i nuovi strumenti per la fruizioni di informazioni sia le nuove frontiere del giornalismo.

  1. ‘Basta giornali e tv: adesso scelgo io’ . Se i giovani non vanno dalle notizie, sono le notizie a bussare alle loro porte o meglio alle loro caselle di posta elettronica. Ritornano di moda le newsletter veri e propri notiziari via posta elettronica che raccolgono le notizie migliori del web su uno specifico argomento. Le newsletter danno l’idea di essere quasi cucite su misura, stessa sensazione che si può provare con i podcast. Si fa infatti largo consumo anche di podcast da poter essere ascoltati su qualsiasi device e in qualunque momento della giornata. I Millennials preferiscono quindi costruire da sé i percorsi narrativi e informativi non solo ascoltando podcast audio, ma anche scegliendo app con aggregatori di news come Blendle. In questo modo oltre ad avere tutte le testate giornalistiche a portata di click, si ha anche la possibilità di progettare la propria esperienza.
  2. ‘Tocca, scorri, guarda’ . In futuro si sarà alla ricerca di news sempre più brevi. Quest’esigenza è emersa con la diffusione degli Apple watch e degli altri smart watch i cui schermi hanno ridefinito le dimensioni che le notizie devono avere. Su questi orologi interattivi basta infatti una sola riga e se si vuole leggere la news in versione “lunga” si utilizzeranno gli altri dispositivi di dimensioni maggiori. A cambiare non sono le dimensioni dei testi  ma anche il modo con cui si leggono e vedono i contenuti.  Oggi si preferisce scorrere le timeline dei social o dei siti con il movimento fluido dall’alto al basso. Un cambiamento questo che impone a giornali online e siti d’informazione di adeguarsi.
  3.  ‘Videonews, come tu mi vuoi’.  Youtube è la testimonianza del successo della generazione “user generated content”, capace di raccogliere sulla piattaforma un numero di iscritti superiore di gran lunga a quello dei media tradizionali. D’altronde i giovani sempre in movimento non sono mai davanti alla tv. Ecco quindi che si sono diffuse molte app che permettono di costruire programmi di news e approfondimento su misura scegliendo argomento e orario. L’informazione quindi si preferisce guardarla: si cercano videonews veloci, immediate  e brevi. Le videonews rappresentano il domani del giornalismo e nel 2019 si stima che l’80% dei contenuti online sarà video.
  4. ‘Mi fido di te, anke se nn so ki 6′. Il 35% dei giovani considera più affidabili gli user generated content, contenuti scritti da non professionisti, rispetto ai media tradizionali. Per informarsi si preferisce usare Facebook o Twitter, anziché i media tradizionali. 3 su 4 Millennials scorre la bacheca di Facebook e guarderà i link condivisi dagli amici. Altri sceglieranno blog o piattaforme come Youreporter. Da non tralasciare il fenomeno del “live tweeting” che consente di essere informati in diretta su ciò che accade nel mondo. Le logiche dei social hanno fatto nascere anche nuove agenzie di stampa che lavorano soprattutto sui social come Reported.ly che grazie a una redazione giornalistica verifica i contenuti prodotti da non professionisti e in tempo reale raccoglie i tweet più significativi.
  5. ‘Faber notitiae tuae’. Sono sempre più numerose le app che permettono di creare una propria testata: da Flipboard con cui realizzare veri e propri quotidiani a Apple News che offre una selezione di notizie mediante algoritmo e il lavoro di una redazione. Altra frontiera del giornalismo sempre più apprezzata è quello “immersivo”: un articolo in cui il giornalista ha vissuto per un periodo come le persone di cui scrive. Questo tipo di giornalismo genera empatia con i lettori, in particolare con i più giovani.

Il report ‘La parentesi dei Millennials’ fa una panoramica sul nuovo modo di informarsi dei giovai, ma soprattutto mette in luce in quale direzione il mondo dell’informazione deve cambiare per riuscire a essere al passo con i tempi.


Giovanna D'Urso
A cura di: Giovanna D'Urso Autore Inside Marketing
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