Realtà virtuale e realtà aumentata il futuro del marketing?

Realtà virtuale e realtà aumentata rappresentano il futuro del marketing? Alcuni grandi brand ne fanno già uso. Quali però gli svantaggi?

Realtà virtuale e realtà aumentata il futuro del marketing?

Il desiderio dei brand di coinvolgere i propri clienti cerca sempre nuovi modi di esprimersi e sempre più realistici. Tra le soluzioni più applicate e quelle che potrebbero essere i nuovi trend per i prossimi anni ci sono la realtà virtuale e la realtà aumentata.

Sebbene spesso confusi, questi due termini indicano due tecnologie ben differenti, la cui caratteristica di diversità principale sta nel fatto che se con la realtà virtuale l’utente viene immerso in un mondo ricostruito completamente al computer, nella realtà aumentata, invece, continua a vivere l’ambiente naturale ma servendosi di dati e informazioni ulteriori.

Moltissime aziende hanno già intercettato le potenzialità di queste tecnologie per rendere l’esperienza dei consumatori con il brand il più immersiva e coinvolgente possibile.

Realtà virtuale

Per quanto riguarda la realtà virtuale, ad esempio, da qualche tempo la catena alberghiera Marriott grazie al suo futuristico Teleporter in 4D consente al suo pubblico di visitare posti esotici anche stando in una metropoli come Londra.

La casa automobilista Volvo, invece, ha messo a punto uno strumento di realtà virtuale che simula perfettamente un test drive sulla sua ultima auto, ma restando comodamente seduti sul proprio divano di casa e indossando degli speciali occhiali.

Un altro esempio di realtà virtuale, ma alla portata di tutti, sono le applicazioni di video e foto a 360 gradi, già disponibili su social network come Facebook e Instagram, che rendono possibile per lo spettatore entrare in un mondo reale ma che in quel momento non è a loro disposizione.

Realtà aumentata

Sono molte di più le applicazioni di realtà aumentata e decisamente alla portata di ogni utente. Infatti, a differenza della virtual, la augmented reality non necessita di strumenti super avanzati: nella maggior parte dei casi un comune smartphone già consente di sperimentarla. Alcune aziende e brand sono in grado attraverso delle speciali app o siti Internet di mostrare all’utente dati e informazioni aggiuntive sull’ambiente in cui si trovano.

Un esempio di queste possibilità lo ha fornito Ikea, il cui catalogo è presente all’interno di un’app di augmented reality che consente di arredare virtualmente la propria casa con i mobili del colosso svedese.

La catena Starbucks, invece, ha creato delle speciali cup per eventi, come San Valentino, che si animano virtualmente.

Anche la pubblicità offline può beneficiare di questo tipo di tecnologia: in alcune strade di città europee è possibile, infatti, inquadrare con il proprio smartphone un cartellone pubblicitario e scoprire promozioni nascoste.

In Italia, invece, ci ha provato NoMa, una app dedicata alle vittime di mafia che, una volta scaricata, grazie alla geolocalizzazione consente di scoprire i luoghi della memoria più vicini e di attivare racconti di chi in quei luoghi ha vissuto o è stato assassinato, per un engagement volto a sensibilizzare i più giovani a una cultura della legalità, in maniera innovativa, facendo marketing territoriale ‘critico’.

Il risvolto pratico per i brand

Indossare un casco ed essere catapultato in un mondo di fantasia dove poter godere di esperienze mai vissute è il sogno di ogni appassionato di videogiochi, ma può essere anche un ottimo strumento di marketing, in grado di aumentare il coinvolgimento dei consumatori e far vivere loro i valori del brand in questione.

Poter entrare nel dietro le quinte dell’azienda, capire come funziona il prodotto o servizio prima di acquistarlo o semplicemente creare un ambiente in grado di riflettere la vision del brand: tutte queste infinite possibilità rendono la virtual reality e la augmented reality tra i trend più seguiti del marketing dei prossimi anni.

Molti sono ancora gli scettici, i cui argomenti principali, soprattutto a sfavore della diffusione della realtà virtuale, riguardano i costi eccessivi, nonché il fatto che per accedervi bisogna dotarsi di strumenti molto particolari e pesanti, come caschi, guanti e, in alcuni casi, tute virtuali. La soluzione potrebbe arrivare dalla prossima commercializzazione di occhiali per la realtà virtuale come i Google Glass, ma il costo preciso e la data del loro rilascio non sono stati ancora ufficializzati.


A firma di: Carla Panico Contributor
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