Martedi 16 Ottobre 2018
ComunicazioneRestyling di un sito web: come farlo in modo efficace

Restyling di un sito web: come farlo in modo efficace

Strategia, pianificazione, design, sviluppo, ottimizzazione, lancio e analisi: le fasi da seguire per un efficace restyling di un sito web.


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A cura di: Redazione

Restyling di un sito web: come farlo in modo efficace

Quando si ha un sito web bisogna chiedersi se esso funzioni e se i risultati desiderati si fanno attendere probabilmente c’è qualcosa che non va e andrebbero apportate delle modifiche. Si può pensare così al restyling di un sito web, ad apportare modifiche che possano far sì che l’utente trascorra più tempo sul sito, utilizzi i servizi offerti o compri i prodotti proposti. Che sia affidato a una web agency o che sia sviluppato internamente, il website redesign, cioè il restyling di un sito web, è un processo complesso che va attentamente pianificato in ogni suo step perché rappresenta un passaggio particolarmente delicato per ogni azienda, dal momento che rimette inevitabilmente in discussione contenuti, architetture, visual e funzionalità.

Definizione della strategia

La prima fase da considerare quando si avvia il processo di restyling di un sito web è dedicata alla definizione della strategia. Prima di parlare di scelte grafiche o di nuove stringhe di codice da scrivere, occorre effettuare un benchmark delle performance ottenute dal sito attuale: dal numero di visitatori – complessivi e unici – al bounce rate, dal tempo trascorso dagli utenti sul sito al conversion rate, dai lead generati ai volumi di pagine visualizzate.

Per capire meglio quali parti del sito non funzionano come desiderato, è utile anche interpellare i propri utenti attraverso test di usabilità. Solo testando il sito web attraverso chi lo utilizza si riesce infatti a ottenere una panoramica dei problemi e feedback sulla percezione del brand per verificare se corrisponde ai valori dell’azienda.

Una volta acquisiti tali dati, si passa a determinare gli obiettivi strategici in base ai quali si ritiene di dover procedere al restyling di un sito web aziendale: la definizione del tono della comunicazione, della value proposition, l’individuazione non solo del target di riferimento ma anche delle cosiddette buyer personas, vale a dire dei profili del cliente ideale, determinata in base a dati reali, al comportamento online e agli insight socio-demografici.

Completa questo primo step un’analisi complessiva della concorrenza.

La pianificazione

La fase successiva è dedicata alla pianificazione. Occorre partire da alcune questioni preliminari, come ad esempio stabilire quali sono le funzionalità e le peculiarità che si apprezzano dell’attuale sito e in cosa invece risulta mancante, qual è l’impressione generata presso il target di riferimento e se è in grado di comunicare autorevolezza e affidabilità dal punto di vista strutturale e contenutistico. Un’analisi ulteriore sulla piattaforma web che si utilizza, sulle eventuali feature SEO-friendly e i relativi risultati ottenuti in termini di ranking delle pagine, così come una valutazione esaustiva sugli eventuali cambiamenti in materia di hosting e URL mapping, è fondamentale. Non ultimo, occorre pianificare attentamente lo sviluppo dei contenuti: cosa resta, cosa va via, cosa deve essere riscritto, cosa deve essere ottimizzato in funzione delle call-to-action integrate nel website.

Design, sviluppo e ottimizzazione

Solo dopo questi due fondamentali step è possibile procedere alla fase di design: dall’elaborazione dei nuovi wireframe alla condivisioni dei nuovi mockup, fino alle relative scelte in materie di visual e colori. Molto spesso quello che non va in un sito è proprio la grafica, che non riesce a comunicare i valori aziendali e dunque non attrae il target. Semplicità, ordine e pulizia offrono infatti all’utente una migliore esperienza di navigazione e quindi un impatto maggiore. Il contenuto deve apparire in posizione dominante e la grafica deve servire a facilitarne la comprensione.

Si deve ovviamente puntare all’usabilità, che indica il grado di soddisfazione espresso dall’utente dal momento in cui il sito risponde in modo semplice, chiaro ed efficace ai suoi bisogni.

«Le persone ragionano per modelli concettuali», affermava Roberta Camuffo in una intervista ai nostri microfoni, «di conseguenza si aspettano che gli elementi del sito siano così come loro immaginano, nel rispetto di alcune convenzioni e rispondendo a criteri di immediatezza che li portino a individuare quanto cercato senza dover procedere per tentativi».

Alla fase di design segue quella dello sviluppo, che consiste nel rendere operative tutte le scelte in termini di piattaforme, linguaggi di programmazione, contenuti e revisioni.

È la volta quindi della fase di ottimizzazione. Durante questo step l’attenzione è focalizzata su aspetti quali integrazione con social e analytics, scelta delle keyword, eventuali redirect, riorganizzazione dei contenuti secondo la nuova gerarchia, validazioni HTML, analisi delle performance, ottimizzazione mobile e l’inevitabile fase di test.

Il lancio, ovvero quando è stato ultimato il restyling di un sito web

La sesta e penultima fase del processo di website redesign è quella più controversa: il lancio. Comunicare il lancio del restyling di un sito web implica non solo che la squadra operativa abbia efficacemente svolto i test necessari per la verifica di tutte le funzionalità ma che sia pronta a qualsiasi evenienza. Il lancio deve essere poi pianificato seguendo una logica strategica precisa e crossmediale – dai social al corporate blog, fino ad arrivare al mailing e alle PR digitali.

Il processo non è finito: ecco l’importanza dell’analisi

Una volta che il nuovo sito è online scatta la settima e ultima fase: l’analisi. In base a specifici segmenti temporali – generalmente a partire da una settimana dal lancio – è fondamentale portare avanti una checklist esauriente che verifichi il corretto funzionamento di tutte le funzionalità del nuovo sito nonché un benchmark simile a quello realizzato nella prima fase, ma che analizzi le performance – in termini di volumi di visite, bounce rate, conversioni, comportamento degli utenti – del nuovo progetto web. Si tratta, ovviamente, di una fase che continua nel tempo perché non si può mai abbandonare l’analisi del sito web.

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