MarketingIl passato, il presente e il futuro del neuromarketing: l’intervento di Riccardo Trecciola alla NeuroMarathon 2022

Il passato, il presente e il futuro del neuromarketing: l'intervento di Riccardo Trecciola alla NeuroMarathon 2022

Intervento di Riccardo trecciola alla neuromarathon 2022 sul futuro

Alla NeuroMarathon 2022 Riccardo Trecciola ha parlato dell'evoluzione del neuromarketing, presentandolo come un asset strategico per le imprese e identificando le possibili applicazioni future della disciplina.

In occasione della NeuroMarathon 2022, evento di formazione online della durata di 24 ore organizzato da AINEM, Riccardo Trecciola, ricercatore presso Smarter Lab Srl, si è focalizzato sullo sviluppo del neuromarketing negli ultimi venti anni, individuando inoltre quelle che potrebbero essere in futuro le principali applicazioni del neuromarketing in ambito aziendale.

Cos’è cambiato nel campo del neuromarketing? Il passato, il presente e il futuro della disciplina

Il neuromarketing rappresenta oggi una disciplina ormai consolidata sia nel contesto accademico, sia in quello aziendale, come ha fatto notare Ale Smidts nel suo intervento alla NeuroMarathon 2022.

Riccardo Trecciola ha si è focalizzato proprio su questo tema, spiegando che per molto tempo e specialmente nei primi anni dal suo sviluppo la disciplina è stata sfruttata perlopiù nell’ambito della comunicazione aziendale (per esempio per l’ottimizzazione di package, siti aziendali e branded content ), della pubblicità (per l’ottimizzazione di annunci cartacei e adv online) e del retail (puntando al miglioramento della shopping experience, ecc.). Questi rappresentavano i principali oggetti delle ricerche e degli esperimenti nel campo del neuromarketing e le principali aree di applicazione nel contesto aziendale.

Intervento di Riccardo trecciola neuromarathon sul futuro neuromarketing

Fonte: NeuroMarathon 2022

Il neuromarketing come “strumento strategico” per i brand

Per molti anni si è verificato un problema di “saturazione mediatica“, come ha spiegato il ricercatore, che spesso ha portato a disinformazione nell’ambito del neuromarketing, dovuta anche a un’eccessiva semplificazione di concetti complessi. Con il consolidarsi della disciplina, grazie anche all’aumento del numero delle ricerche, il campo di applicazione del neuromarketing è divenuto più esteso, arrivando attualmente a consentire di ottimizzare attività interne e attività esterne dell’azienda.

Oggi infatti, secondo Riccardo Trecciola, il «neuromarketing sta diventando e si sta consolidando come uno strumento strategico» che viene utilizzato in differenti ambiti del business. Le tecniche e le conoscenze nel settore si rivelano utili per l’ottimizzazione della comunicazione interna (tramite l’ottimizzazione delle iniziative di formazione e in senso più generale di interazioni tra colleghi e tra dirigenti e dipendenti) ma anche per la progettazione di prodotti, servizi e package per esempio, così come per l’analisi dei processi aziendali in senso più ampio.

Non si punta dunque soltanto a migliorare prodotti o un package o a valutare l’efficacia di uno stimolo pubblicitario specifico, monitorandone la performance: il neuromarketing viene oggi usato da molte aziende in una fase precedente, strategica, in cui si definiscono i valori aziendali e avviene la pianificazione dei prodotti, dei servizi e dei contenuti comunicativi da creare.

Alla NeuroMarathon 2022 Riccardo Trecciola ha parlato del futuro del neuromarketing

Per quanto riguarda il futuro del neuromarketing, il ricercatore ha fatto notare che oggi la capacità di acquisizione e di raccolta dei dati è sempre più rapida e automatizzata. Con «i mercati che si spostano sempre di più in questa direzione» secondo Riccardo Trecciola in futuro si arriverà a un neuromarketing di tipo «one to one».

Intervento di Riccardo trecciola alla neuromarathon 2022 sul futuro

Fonte: NeuroMarathon 2022

Questo approccio, secondo l’esperto, porterà a un lavoro di rilevazione dei dati più personale o individuale, con la conseguente creazione di stimoli comunicativi che rispondano a questi dati in modo «personalizzato sul consumatore o sul fruitore della comunicazione». L’obiettivo per il futuro è sfruttare le tecniche di neuromarketing per creare esperienze e contenuti sempre più personalizzati che si adattino in tempo reale ai dati raccolti, «chiudendo il gap fra quello che mi aspetto e quello che ricevo», come ha concluso l’esperto.

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