Giovedi 16 Agosto 2018
MacroambienteAcquisti sbagliati: i rischi di chi compra online soprattutto a Natale

Acquisti sbagliati: i rischi di chi compra online soprattutto a Natale

Durante il periodo natalizio, e non solo, è possibile effettuare acquisti sbagliati. Quali sono e come limitare i prodotti contraffatti?


Francesca Paola Esposito

A cura di: Francesca Paola Esposito Autore Inside Marketing

Acquisti sbagliati: i rischi di chi compra online soprattutto a Natale

Trovare il regalo giusto, soprattutto durante il periodo di Natale, è letteralmente un’impresa: bisogna affidarsi alla conoscenza che si ha del destinatario e anche a una certa attenzione ai dettagli, mentre l’istinto sente di doverci dire la propria. Effettuare acquisti sbagliati, però, da questo punto di vista (o semplicemente per una questione di gusto) non è l’unico pericolo in cui si rischia di incappare: poiché lo shopping online è in evidente espansione e gli eCommerce diventano i luoghi ideali per la ricerca di prodotti e occasioni, ciò porta i cyber criminali ad approfittare della situazione e delle buone intenzioni. Il rischio maggiore, infatti, è trovarsi tra le mani merci contraffatte o in situazioni di furto d’identità o di dati personali e clonazione di carte di pagamento. Nonostante gli shopper siano oggi sempre più prudenti, le contraffazioni non accennano a diminuire. Al contempo, i criminali informatici stanno diventando più sofisticati nel loro approccio e le loro tecniche più difficili da riconoscere e individuare.

Brand e clienti, entrambi vittime di acquisti sbagliati

Internet offre costantemente canali e mezzi per mettere in vendita qualsiasi tipo di merce, alimentando il mercato dei prodotti contraffatti con estrema semplicità. A perdere, quindi, non sono solo i consumatori (che mettono a rischio, per alcuni tipi di prodotti, anche la loro salute) ma anche i marchi, danneggiati in termini di reputazione, fiducia e, ovviamente, di entrate.

Nel 2016 il commercio di tali prodotti ha rappresentato il 2,5% di quello mondiale, equivalente a 461 miliardi di dollari (dati registrati dall’indagine “Measuring the magnitude of global counterfeiting” della ‘US Chamber of Commerce’). Cosa dovrebbero quindi fare i brand secondo i consumatori? Sicuramente prestare una maggiore attenzione al fenomeno e adottare una strategia di protezione del marchio completa e duratura, che permetta anche ai propri clienti di tutelarsi.

Dati alla mano: cosa ne pensano gli acquirenti?

In uno studio condotto da ‘MarkMonitor’, prendendo a campione 3466 consumatori appartenenti a nove paesi diversi (Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Germania, Italia, Spagna, Norvegia, Svezia e Danimarca), è risultato che:

  • il 31% degli intervistati ha comunque involontariamente comprato un prodotto contraffatto, nonostante l’attuale consapevolezza raggiunta;
  • l’86% dei consumatori ritiene che i brand dovrebbero intervenire con maggiore ingerenza;
  • la fiducia complessiva nello shopping online rimane, nonostante tutto, intaccata;
  • lo shopping online è addirittura in aumento (il 47% degli intervistati ne fa regolarmente uso);
  • il 74% del campione non comprerebbe mai volontariamente un prodotto contraffatto, nemmeno se dovesse garantire un risparmio.

La preoccupazione di trovarsi dei prodotti contraffatti influenza inevitabilmente le abitudini e i comportamenti di acquisto dei consumatori. Tra i timori peggiori, il 63% ha segnalato l’acquisto di tali prodotti destinati ai bambini. Tale apprensione si manifesta anche nel periodo natalizio, quando la mole di acquisti aumenta, ma la paura maggiore è trovarsi “acquisti sbagliati” – in questo senso – indirizzati ad altri piuttosto che a se stessi.

I prodotti più contraffatti

Quando si tratta di contraffazione, i prodotti maggiormente presi di mira riguardano sicuramente la sfera dell’abbigliamento, seguiti da beni elettronici, digitali e dal reparto cosmetico.

I canali attraverso cui si sono avute maggiori pubblicizzazione e diffusione di questa tipologia di merce sono:

  • i marketplace online (42%);
  • i collegamenti trovati direttamente nei risultati di ricerca (15%);
  • i social media (10%).

Questi rientravano – ovviamente prima della truffa – nei canali riconosciuti dagli utenti come i più sicuri, inserendosi tra app per smartphone, link nelle pubblicità a pagamento e link sponsorizzati nei post dei social media.

Spese natalizie: lo shopping online acquista sempre più spazio

Sebbene la preoccupazione per le truffe riguardi gli acquisti dei consumatori tutto l’anno, durante il periodo natalizio l’apprensione si trasforma in vero e proprio “terrore”. In occasione infatti di eventi che portano ad acquisti online di massa, come Black Friday e Cyber ​​Monday, si può dire che l’inizio del periodo delle grandi spese è circoscrivibile alla fine di novembre.

Nel 2016 sembra che gli acquirenti britannici abbiano perso fino a 16 milioni di sterline nello stesso periodo (secondo le stime di “Christmas fraud: Mobiles and clothes top presents targeted” della BBC News), mentre la frode commerciale negli Stati Uniti è aumentata fino al 40% (secondo la ricerca “Identity theft, fraud cost consumers more than $16 billion” di Kelli Grant).

I consumatori medi effettuano, sempre secondo ‘MarkMonitor’, il 48% dei loro acquisti online durante le festività, con l’unica eccezione dei negozi di alimentari. Il 24% degli intervistati ha quindi dichiarato di compare quasi metà dei propri regali online (soprattutto in Francia e Regno Unito), mentre il 21% (Germania e Stati Uniti) di aver raggiunto anche i tre quarti delle proprie spese da inserire sotto l’albero.

Prezzo favorevole e comodità sono ciò che rendono lo shopping online così popolare, lasciando presupporre una tendenza destinata semplicemente a crescere.

Chi è e cosa predilige l’eChristmas shopper italiano?

Secondo una stima fatta da Coldiretti (Natale, cresce lo shopping online di dicembre 2017) l’Italia è uno dei paesi europei con un numero sempre maggiore di persone che si affida allo shopping online per completare la propria lista dei regali, soprattutto da mobile. Diventa quindi indispensabile domandarsi cosa l’italiano prediliga nel periodo natalizio e quali siano le sue abitudini d’acquisto in giornate così frenetiche e ricolme del desiderio di fare una buona (se non ottima) impressione, evitando acquisti sbagliati.

Un’analisi di ‘Ogury’ risponde a questa domanda, dopo aver preso tra novembre e dicembre 2017 un campione di oltre 500mila utenti mobile. Tra gli eCommerce segnalati dai consumatori, al primo posto si colloca E.price, seguito da Unieuro, Zalando, Euronics ed IBS. Da tali stime i prodotti elettronici sembrano farla da padrone nel Bel Paese, mentre un piccolo spazio è riuscito a ritagliarselo il mondo dell’editoria. Quasi completamente esclusi sono invece i prodotti alimentari, i vini, i liquori e le varie leccornie che vengono ancora reperite nei negozi fisici. Eataly non riesce, infatti, ad aggiudicarsi più dell’1% degli utenti.

I principali artefici di acquisti via mobile sembrano essere gli uomini, che superano le donne davvero di poco (60-65% contro 35%-40%). È difficile però che determinati dati possano essere accolti come universali. Se ci si addentra maggiormente nello specifico, per esempio, l’abbigliamento vede una percentuale di utenti donne che rasenta il 75%. L’età non raccoglie, come si potrebbe pensare, esclusivamente i Millennial o i nativi digitali, bensì nella maggior parte dei casi i consumatori hanno tra i 45 e i 54 anni. Le uniche eccezioni riguardano eCommerce come Yoox, Zalando, Zara e H&M, oltre che IBS, Feltrinelli e Libraccio, dove comunque non si scende oltre la soglia dei 35 anni. Tali utenti sembrano concentrarsi soprattutto in Lombardia, poi in Lazio e subito dopo in Campania.

Al di là di qualsiasi stima, qualunque sia la preferenza, è necessario essere particolarmente attenti e prediligere i siti specifici dei brand o quelli più popolari e quindi indicati come i più sicuri e affidabili. Solo così si possono fare ottimi affari, evitando acquisti sbagliati e prodotti contraffatti.

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