Mercoledi 17 Ottobre 2018
MarketingRobin Good al WUD2015: “Facciamo quello che fa Google (e anche di più)”

Robin Good al WUD2015: "Facciamo quello che fa Google (e anche di più)"

All'edizione 2015 del Web Update di Napoli Robin Good ci ha parlato di come possiamo fare noi il lavoro di Big G, ma meglio.


A firma di: Carla Panico Contributor
Robin Good al WUD2015:

Ha lasciato anche al WebUpdate 2015 la sua firma. Robin Good, relatore anticonformista, apprezzato per il suo stile irriverente ma capace di andare dritto al punto. Il suo intervento nella Sala Newton di Città della Scienza a Napoli inizia a sorpresa “Sono venuto qui a parlarvi di shampoo e capelli“. Google può aiutarci a decidere qual è lo shampoo che fa al caso nostro? No. Big G non è un esperto di qualcosa in particolare, è un generalista, che non è quasi mai capace di darci esattamente quello che vogliamo. E la nuova sfida del web, secondo Good, è proprio questa: riuscire a organizzare l’ernorme mole di informazioni contenute nella Rete per restituire agli utenti le risposte che stanno cercando.

Possiamo fare noi quello che fa Google: raccogliere, selezionare, organizzare e aggiungere valore. Cosa, quest’ultima, che lui non fa. Google mette solo in ordine una gamma di risposte alle domande degli utenti: è un motore automatico che non riconosce le informazioni più importanti e di valore. Infatti, non sempre il risultato numero uno nelle serp è quello più utile“.

Good si riferisce alla capacità di organizzare interessi e informazioni, così che le persone che le cercano si rivolgano a delle società web che svolgono in maniera accurata e appassionata quello che fa Google, ma aggiungendo considerazioni, suggerimenti e consigli. Questo tipo di siti, secondo Robin Good, fondano il loro successo sul fatto di essere degli esperti di settori specifici, il che ne aumenta la reputazione presso gli utenti, i quali, a loro volta, saranno ben predisposti a condividere il più possibile i link di quel sito. Link di cui Big G va goloso e che fanno automaticamente aumentare la visibilità di quei siti in serp.

Insomma, un vero e proprio circolo virtuoso, basato su passione per il loro lavoro, qualità delle informazioni e relazioni solide, di cui Robin Good ci ha anche dato dimostrazione, portando all’attenzione degli spettatori del WebUpdate 17 esempi di siti reali, fra i quali “SlideRule” che ha messo in ordine tutte le informazioni sui corsi universitari americani, aiutando così migliaia di studenti ad orientarsi nella marea di offerte didattiche; oppure “PressFarm“, che per 9 dollari dà all’utente l’elenco dei contatti social di tutti i giornalisti web che scrivono di start-up. Oppure “Good Morning Italia“, società italiana che sintetizza in una email di 5 minuti di lettura tutte le informazioni dei giornali del giorno.

Ancora una volta Robin Good si rivela un relatore “fuori dalle righe”, ma capace di far arrivare forte e chiaro il suo messaggio. Ipnotizzante.

 

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