ComunicazioneSalute e social media: l’importanza per i pazienti e lo stato dell’arte in Italia

Salute e social media: l'importanza per i pazienti e lo stato dell'arte in Italia

Il rapporto tra salute e social media al 2015 è ancora complesso. Quanto la tecnologia inciderà in questo settore?

Salute e social media: l'importanza per i pazienti e lo stato dell'arte in Italia

La salute è sempre un tema all’ordine del giorno nell’agenda dell’opinione pubblica. Oggi con la contaminazione del web e dei social all’interno del settore, nascono nuove opportunità di dialogo con i pazienti, ma siamo solo all’inizio. A tal proposito è interessante sapere che nel rapporto del Censis del 2014 sulla situazione sociale dell’Italia, è stato riscontrato che quattro italiani su dieci vanno a caccia di malattie da associare ai propri malesseri su Google, ma oggi giocano un ruolo fondamentale anche i media sociali. A tal proposito Oscar Pischeddu, vice presidente di MBA, durante il Social Media Marketing Day 2015 si è voluto soffermare proprio sul rapporto tra salute e social media.

La relazione esistente tra salute e social media, però, al 2015 è ancora complessa. Una ricerca dell’Università di Sassari sull’utilizzo dei social media tra organizzazioni sanitarie, cittadini, pazienti e medici, condotta da Alessandro Lovari, rivela come questa tipologia di media sia utilizzata solo da un terzo delle ASL italiane: questa percentuale è presente su YouTube, Facebook o Twitter ma posta contenuti prevalentemente a scopo informativo o promozionale, a carattere unidirezionale, risultando così inadeguati. Salute e social media, invece, insieme potrebbero rappresentare una grande risorsa per i pazienti, ma le piattaforme andrebbero utilizzate in maniera opportuna e soprattutto adeguata.

Anche le app a tema salute, che vanno dal prontuario farmaceutico al diario clinico, sono sempre più numerose. Sono molto interessanti, ad esempio, quelle collegate a degli apparecchi di diagnosi indipendente, che possono essere usati a casa senza l’aiuto del medico per fare piccole analisi o rilevazioni. L’idea è quella di sfruttare l’Internet delle cose: piccoli smart object tascabili o indossabili collegati a dei software.

Inutile sottolineare, poi, come sia fondamentale per esempio per una farmacia avere un sito web consultabile in qualunque modo e con tutte le informazioni necessarie.

In un’intervista ai nostri microfoni Oscar Pischeddu ha spiegato: «Non esiste più un confine tra corpo e tecnologia, l’importante è comprendere quanto siamo sempre più connessi con questa tecnologia e scegliere quanta di questa informazione condividere o meno». 


A firma di: Stefania Zona Contributor
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